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Come aiutare figli adolescenti in pandemia- cioè quando noi per primi abbiamo bisogno di aiuto-

giovane adolescente
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Come aiutare i figli adolescenti in pandemia? Come farlo quando noi per primi passiamo dalla paura più agghiacciante, alla rabbia cocente? Quando siamo i primi a legare il distanziamento fisico con l’ isolamento sociale? In quanto madre di sedicenne ed undicenne, non posso non pormi questa domanda da quasi un anno. Dopo quasi 10 mesi di interrogativi, ma più che altro di prove e tentativi, in questo articolo condivido con te quello che mi sta aiutando di più.

Continua a leggermi e confronta questi spunti con quelli che sono stati utili a te e, se ti va, condividili nei commenti o sulla mia pagina IG . Confrontiamoci. Abbiamo di fronte una sfida importante come genitori e come educatori. Ma la sfida più importante è quella personale, quella che ci porta ad affrontare i nostri sentimenti in subbuglio prima di confrontarci con la rivoluzione adolescenziale.

Ammettiamolo: la pandemia influenzale è un fatto noto; ma noi non l’abbiamo mai veramente considerata una possibilità

Ora lo sappiamo tutti: le pandemie sono una realtà anche nel mondo contemporaneo. La più recente non è neanche tanto lontana rispetto all’orizzonte temporale odierno. E’ la pandemia del 1968-1969 che ebbe origine ad Hong Kong; tra i 750.000 e i 2 milioni di persone ne morirono in tutto il mondo (tra 34.000 e 100.000 persone solo negli Stati Uniti) in due anni. Però, sinceramente, se non eri medico o non vantavi origini asiatiche o americane, non ne avevi mai sentito parare, fino a febbraio di quest’anno.

Se tutto va bene, l’ultima pandemia di cui avevi un vero ricordo (seppur teorico) era la famigerata Spagnola. Tra tra il 1918 ed il 1919 aveva fatto contare 100 milioni di morti in tutto il mondo. La famiglia di mia nonna venne falicidiata dalla Spagnola (che da piccola mi disegnavo come una morte con falce e martello e nere trine spagnoleggianti a contornarle il viso smunto e severo). La generazione nata dopo gli anni ’60 ha studiato la Spagnola come una forma influenzale che esplicò la sua mortalità in un contesto di scarsa medicalizzazione, profonda povertà economica ed arretratezza culturale. In un mondo ipermedicalizzato quale è stato definito il contemporaneo, questo significava: state sereni, una pandemia non è neanche da considerarsi.

E così anche noi abbiamo provato l’ebrezza che provò Letta quando Renzi lo rassicurò “Enrico stai sereno”.

APPOSTO

La rivolta zombie, oramai, è una prospettiva che ci sorride

Prima di capire come aiutare figli adolescenti in pandemia è importante scendere a patti con la realtà: abbiamo bisogno di aiuto

Dopo la tombola tra paziente uno e paziente zero è partita una carambola terrorizzante che ha portato i 34 morti per coronavirus del 1mo marzo ai 13.155 del 1mo aprile. Da allora ad oggi è stata un’altalena costante di emozioni la maggior parte di queste difficile da gestire. Paura per i genitori anziani, magari anche con patologie. Terrore di vederceli portare via per ritrovarci a dovere affrontare il vuoto. Rabbia, per le regole disattese, per le regole mai spiegate e spesse volte difficilmente comprensibili che ci riempiono di ansia. Preoccupazione per le economie a picco, i reparti ospedalieri saturi, la perdita del lavoro.

Per capire come aiutare figli adolescenti in pandemia è importante aiutare noi stessi a vivere la situazione nel modo migliore che ci sia possibile. Ho isolato 5 idee e suggerimenti che mi stanno guidando nell’essere di aiuto ai miei figli adolescenti in questo momento di pandemia da Covid-19. I primi 2 sono rivolti prevalentemente ai genitori (o comunque alle figure che si occupino degli adolescenti), ed a cascata esercitano beneficio anche sui ragazzi. I successivi sono più focalizzati sulle esigenze dei nostri ragazzi adolescenti.

1. Sfrutta la paura come un dono. Ma impara a non preoccuparti.

La paura è la più primitiva e fondamentale delle emozioni umane. La maggior parte degli animali del pianeta Terra condivide con noi umani le stesse identiche reazioni ad una minaccia: reazioni di paura.

Prendiamo coscienza di questo: la paura è un attivatore, un intensificatore di consapevolezza. Ci permette, in situazioni di effettivo pericolo, di essere vigili ed attenti, pronti per mettere noi o i nostri cari in sicurezza. Vale, come tale, però, solo nelle situazioni contingenti. Se siamo a fare la spesa al supermercato ed intuiamo che una persona sta per starnutirci di fronte, magari levandosi la mascherina, è giusto avere paura. Questa ci farà intuire le intenzioni (magari inconsce) dell’altro e ci farà allontanare da lui per proteggerci dal potenziale attacco virale.

Ma se permettiamo al sistema sociale in cui siamo inseriti (che comprende i media, le comunicazioni etc) di togliere l’emozione della paura agli episodi specifici e di renderla immanente, noi viviamo in uno stato di ansia e preoccupazione perenne e crescente (che è quello che molti di noi vivono da mesi). E’ come se, sempre al supermercato, ci muovessimo terrorizzati rifuggendo anche solo la vista delle altre persone, magari a distanza, per un senso continuo e costante di potenziale minaccia. E’ inutile (la nostra ansia non evita in alcun modo alcun accadimento), disfunzionale al nostro obiettivo (l’ansia provata ci farà fare una spesa meno accurata e corretta) e ci logora.

Impariamo, quindi, a vivere rifiutando l’emozione di perenne di stato di allerta e di preoccupazione. Come?

Pratica lo Yoga

Esistono molte diverse pratiche. Spesso dobbiamo provarne più di uno prima di trovare quello che può essere più adatto a noi. Essendo una disciplina che utilizza posture e tecniche di respirazione per portare l’attenzione a te, a come ti senti, al tuo corpo ed alla tua mente, è estremamente utile per aiutarti a liberarti dalla tenaglia (ingiustificata) di perenne preoccupazione che spesso si sperimenta in questo periodo.

Medita

Lo strumento più potente che ho individuato per aiutarmi a restare centrata è la meditazione Shambala. Base degli insegnamenti Shambhala è il concetto che tutti noi vogliamo condurre una vita sana, dignitosa e piena di fiducia e che ciò è possibile lavorando su noi stessi per accoglierci nella nostra complessità.

Sono tantissime le offerte in rete di classi di Yoga, come di meditazione. Perfetto per cominciare a sperimentare ti aiuti di più a sentirti in guida di te. Vedrai che liberandoti dalla morsa stringente della preoccupazione perenne avrai anche più lucidità ed animo per affrontare i confronti burrascosi con i tuoi adolescenti. Potrà, inoltre, essere una proposta da fare ai ragazzi stessi, quella di unirsi a te in un percorso di yoga e meditazione. Anche loro si cercheranno quello più adatto, tra le tante offerte, sentendosi autonomi ed al contempo coinvolti in un progetto comune.

2. Scopri come la pedagogista può aiutarti ad aiutare i tuoi figli adolescenti

come aiutare figli adolescenti in pandemia Foto di consulente pedagogico che spiega

Gli adolescenti vivono tutta una serie di cambiamenti fisici, neuronali ed ormonali che destabilizza loro per primi. In questa rivoluzione prendono le distanze dal loro essere bimbi e cominciano a costruire la loro identità, di fatto sfidando le autorità. Poiché la dinamica che si crea assume i contorni di scontro, gli adolescenti attuano spesso atteggiamenti difensivi. Continue risposte negative o aggressive o chiusure in isolamenti prolungati sono all’ordine del giorno, quando c’è un adolescente in casa.

I genitori che vivono con un adolescente devono rivedere e modificare le abitudini acquisite negli anni precedenti che hanno caratterizzato il loro rapporto con il figlio.

Per capire come aiutare i miei figli adolescenti in pandemia, ho cominciato a rivolgermi alla pedagogista a settembre. La professionista sfrutta le difficoltà (dubbi, paure) che condivido per aiutarmi a lavorare sulle mie competenze. Come tutti i genitori e gli educatori, infatti, ho molte competenze ed anche capacità di resilienza e problem solving. Vengono però, spesso, messe in ombra dalle mie paure (che in questo periodo è facile alimentare) e dal confronto con una realtà esterna ricca si di stimoli (il web, i media, le relazioni interpersonali) ma chea volte confonde.

Il supporto della pedagogista, in questo momento difficile per tutti, permette a me e mio marito di essere più sereni. Questo incide moltissimo sulla nostra capacità di gestire le tempeste emotive del nostro adolescente. Quest’ultimo, trovando nei genitori due guide sicure di loro stesse ma anche in ascolto e capaci di resilienza, sente meno la necessità di mettere in campo strumenti difensivi.

3. Aiutali a sviluppare nuovi interessi e creatività

Oltre 4 milioni di studenti hanno dovuto cambiare le loro routine scolastiche passando, già da fine ottobre, alla didattica a distanza. A questo si aggiunga che moltissimi ragazzi hanno dovuto rinunciare ad appuntamenti sociali e sportivi, perché di gruppo. Quindi i nostri adolescenti si ritrovano con una media di 3 ore al giorno in più a loro disposizione. E’ importante, per potere aiutare i nostri adolescenti in questo contesto di pandemia, portare loro all’attenzione questa temporanea ricchezza di tempo. Insieme a loro affronta l’opportunità di cimentarsi nel fare qualche cosa di diverso dal solito, di imparare qualche nuova competenza.

Io, a settembre, ho affrontato la questione coi miei due figli. Il sedicenne ha optato per imparare a suonare il basso elettrico. Siamo quindi andati in un negozio della mia città specializzato in articoli musicali dove si è fatto guidare nell’acquisto del suo primo strumento. Oggi frequenta lezioni online, è super-coinvolto nell’apprendimento- Di fatto ha trovato, nell’apprendere i rudimenti del basso, un porto in cui sfogare frustrazioni e voglia di creatività in modo diverso rispetto a prima.

come aiutare figli adolescenti in pandemia: foto di ragazza che si diveerte seguendo un corso di cucina

Il mio undicenne, invece, sta seguendo un corso di disegno fumettistico.

Trovare stimoli creativi sfidanti, inerenti ai loro interessi, è un modo per coinvolgere e distogliere i ragazzi dalla tendenza all’apatia che tanto spesso contraddistingue l’età e l’isolamento dovuto alle condizioni sanitarie attuali.

Qui di seguito ti do qualche idea di corsi ma anche di concorsi cui partecipare:

come aiutare figli adolescenti in pandemia: foto con scritta poetry
  • Piattaforme con corsi online di tutti i tipi: dal corso di canto rap, al corso di SEO o di scrittura creativa, passando per le lingue straniere e di cucina etnica. Udemy è una delle mie piattaforme più utilizzate
  • Tuo figlio ama scrivere poesie o in versi? Sono tantissimi oggi i ragazzi che si interessano alla scrittura in versi, guardate insieme il sito della Lega Italiana di Poetry Slam, la lega Nazionale degli slammer italiani! Concorsi, corsi e tante informazioni utili
  • Tuo figlio o tua figlia sono sempre intenti a rappare, a creare nuovi flow? Possono iscriversi ai tanti concorsi online per i nuovi trappers o rappers della scena nazionale. Ecco il link del Yo Contest
  • Il gaming è la passione del tuo adolescente? Perché non considerare un corso di game design? ce ne sono di diversi tipi e modalità ed è un passo molto importante verso una professione molto ricercata!
  • Il ragazzo o la ragazza vogliono recuperare capacità manuali? Ecco un link per approcciare il lavoro a maglia o ad uncinetto per la prima volta (e no, non ci sono attività femminili o maschili, non cadiamo in questo cliché, lasciamo che i ragazzi si esprimano come meglio preferiscono!)

4. Coinvolgili nelle attività domestiche

come aiutare figli adolescenti in pandemia: foto di adulto che abbraccia un ragazzo che stira

L’adolescenza è anche l’età del gruppo dei pari. E’ una palestra importante, il gruppo, per i nostri adolescenti. Se è vero che, per nostra fortuna, gli strumenti tecnologici riescono comunque a supplire parzialmente all’ isolamento che il distanziamento comporta, in altri ambiti è importante che agiamo noi. Dentro il gruppo l’adolescente sperimenta una nuova autonomia d’azione in cui iniziare a misurare gli effetti delle proprie azioni. Il ragazzo si comporta da adulto pur restando in un contesto limitato e quindi non risentendone gli effetti reali.

In questo momento in cui le dinamiche di gruppo non possono essere vissute è importante che i genitori riconoscano la necessità di autonomia dei ragazzi. Un modo per aiutare figli adolescenti in pandemia consiste nell’affidare loro compiti importanti e ruoli attivi. Allo stesso tempo permette di guidarli verso la responsabilizzazione e la gestione delle conseguenze delle proprie azioni, fossero anche frustrazioni. Alcuni esempi?

come aiutare figli adolescenti in pandemia: foto di due giovani ragazze che stendono il bucato all'aria
  • Fare il bucato: l’adolescente che voglia indossare un certo indumento dovrà averlo prima raccolto, unito ad altri indumenti e lavato. Nel momento in cui non abbia voglia di fare il bucato dovrà anche essere in grado di sostenere la frustrazione propria e degli altri componenti della famiglia per un compito non portato a termine
  • Tenere aggiornata la dispensa: compiti quali segnare i prodotti di uso comune che terminano possono sembrare ridicoli ma sono importanti.
  • Cucinare per la famiglia: contribuire, per grado di età ovviamente, alla preparazione dei pasti può diventare un modo importante per responsabilizzarsi ed allo stesso tempo sviluppare altre soft skills come l’empatia (cosa ama mangiare la sorella? Cosa sarebbe sgradito al padre?)

Coinvolgerli in compiti di domestici, riusciamo a riprodurre un sistema che permette al ragazzo di sentirsi parte di un organismo che va oltre loro stessi, in attesa di potere tornare a frequentare in presenza il proprio gruppo di pari.

5 Create insieme una routine, ma sii flessibile

come aiutare figli adolescenti in pandemia fare un calendario concordato

Come sanno bene gli 11 milioni di italiani (incluso le partite iva) che lavorano da casa (se sei tra questi, salvati il mio articolo su come lavorare da casa in inverno senza soffrire il freddo): il tempo si fa liquido. Quando saltino spostamenti da casa a scuola, incontri, attività sportive etc, è molto facile ritrovarsi in un continuum temporale che coinvolge anche le abitudini. Da qui è facile scivolare in giornate intere trascorse in pigiama, trascurare l’igiene ed il decoro. Questi comportamenti possono, in particolare nel caso degli adolescenti oltretutto nel contesto di isolamento attuale, sfociare in comportamento disfunzionali e situazioni di malessere.

Per questo motivo è importante presidiare affinchè i ragazzi abbiano una routine fissa e la rispettino, in modo tale che la mente si mantenga in modalità attiva e creativa. Quindi: le lezioni si presenziano una volta che ci si sia lavati e cambiati; non si assiste alle lezioni dal letto ma seduti al tavolo o scrivania; i pasti ad orari stabiliti o funzionali alla famiglia etc.

il cambiamento in inglese come aiutare figli adolescenti in pandemia

Ovviamente, però, è importante anche riuscire a muoversi all’interno della programmazione, con una certa flessibilità. Se è vero che le routine sono importanti (anche per noi, ) è anche centrale ricordarsi che siamo in un momento straordinario. In cui, in pochi mq le esigenze di tanti, spesso tanto diverse, devono trovare risposta. Quindi la flessibilità (indice di ascolto proattivo) è d’obbligo!

Per approfondire

  • Ti incuriosisce l’idea di intraprendere un percorso meditativo? Qui il link per la meditazione Shambala
  • Ti interessa approfondire come un professionista in pedagogia può aiutare te e la tua famiglia? In questo link troverai molte risposte!
  • vuoi suggerire ai tuoi figli un0attività diversa? Che ne dici di impastare e preparare un bel piatto di tagliatelle fatte in casa? Salvati il link all’articolo e video tutorial

(32) Commenti

  1. Ho 21 anni, quindi ho da poco superato la “fase adolescenziale” e devo ammettere che questa situazione assurda la sto vivendo “meglio” io degli adulti che mi stanno intorno e con cui mi confronto. Li vedo più preoccupati e spaventati per ció che potrebbe succedere alla loro età. Che dici, i consigli che hai dato, andrebbero bene anche per gli over 50?😅

    1. Assolutamente si, Alice! Hai ragionsisma. Cercare di sfruttare la situazione per acquisire nuove competenze, indagare sulle proprie emozioni, allargare l’ambito delle autonomie etc penso faccia bene a tutti ed a tutte le età!

  2. La consapevolezza parte proprio da quel “abbiamo bisogno di aiuto”, perche’ le istruzioni davvero non te le danno.

    1. Quanto sono d’accordo, Serena! no, le istruzioni non te le danno, le complicazioni sono tante quante le responsabilità e riconoscere che non siamo onnipotenti è già tanto. Farmi aiutare è stata la cosa più difficile da accogliere nella mia vita. E forse la più importante

  3. Un periodo difficile per gli adulti, figuriamoci per i ragazzi! Dobbiamo principlamente renderci conto e accettare di aver bisogno di aiuto, solo così possiamo dare una mano a loro

    1. Esattamente, Lucia; proprio quello che penso.

  4. Pur non avendo figli ho sentito tante storie su come gli adolescenti e non hanno impiegato il loro tempo in quarantena (marzo) e quarantena light.
    C’è chi l’ha accolta con paura non riuscendo a sfruttare a pieno il tempo in più a loro disposizione e c’è chi lo ha reso produttivo con entusiasmo.
    Io sto in una terza categoria ancora, quelli che si sono goduti il tempo in più. Ho abbracciato con serenità il cambiamento che la pandemia ha portato, riposandomi molto e facendo tutte quelle cose che mi dicevo di non avere il tempo di fare.
    Dato che il Governo non ci aiuta, direi che a noi dobbiamo pensarci da soli, mantenendo la nostra sanità mentale. Pare che questa situazione non finirà tanto presto… quindi prima ci si calma, meglio sarà…

    1. Condivido appieno, Lety. Sfruttare questo momento al meglio penso anche io sia la cosa più giusta da fare. Sfruttarlo per riposarci e così essere anche più in grado si seguire il cambiamento. Concordo pienamente col tuo pensiero

  5. Ho trovato questa tua analisi molto lucida e precisa. Pur non avendo figli adolescenti, trovo che i tuoi suggerimenti siano molto utili, e adattabili a tutte le età. Tu parli di yoga e meditazione; io aggiungerei l’attività fisica, che, soprattutto nel lockdown di marzo, per me è stato un vero salvavita: tutte le emozioni negative venivano sfogate in energia e sudore!

    1. Giustissimo, l’attività è centrale, l’ho dato tanto per scontata da non citarla proprio! Devo integrarla, è troppo importante. E si, anche secondo me, alla fine, sono delle linee guida che trascendono età e situazioni pandemiche o meno, hai ragione!

  6. Un bell’articolo scritto bene e con cognizione di causa, brava l’ho trovato interessante.

    1. Grazie mille Katrin!

  7. Non ho figli eppure molti di questi consigli possono essere applicati anche agli adulti che non sanno come affrontare la situazione e soffrono magari di ansia.

    1. Si Veronica, credo che gestire la consapevolezza di sè e delle proprie emozioni, rivolgersi ad un esperto, sfruttare il tempo a disposizione per imparare qualcosa di nuovo, darsi una calendarizzazione possono essere un aiuto per tutti

  8. Non ho figli ma posso solo dire che questo caos, così mi viene da chiamarlo, ha causato danni che vanno oltre alla salute del corpo… insomma anche i problemi mentali non sono da sottovalutare e da voci dirette dell’ospedale, ho amici che lavorano nei pronto soccorso, mi hanno assicurato che la maggior parte degli accessi non sono per Coronavirus ma proprio per sintomi psichiatrici… adulti e ragazzi e perfino bambini con frastorni gravi…

  9. da mamma di due ragazzini in preadolescenza posso dirti che loro sembra la vivano meglio… forse quell’introspezione che ci fa capire se abbiamo bisogno di aiuto non l’hanno ancora dentro di sè, non lo so. So che è dura! Grazie, tantissimi spunti!

    1. Ciao, è dura, concordo. Ma no ci siamo, siamo attenti, in ascolto. Loro pure. Riusciremo ed avremo imparato molto.

  10. amalia amalia dice:

    Questo è un periiodo molto difficile per noi adulti e per i ragazzi è davvero drammatico, lavoro in un liceo e vedo la preoccupazione negli occhi dei ragazzi, la loro voglia di scherzare giocare ma il loro entusiasmo viene frenato dalla paura e dall’angoscia

    1. Amalia, credo che tu, come educatrice, viva proprio una situazione difficilissima. Per un progetto con ragazzi delle medie, mi sono collegata con una classe 1 mese fa. Solo occhi, il resto nascosto dietro le mascherine. Mi veniva da piangere. E la cosa meravigliosa è che i ragazzi si sono sentiti coinvoltissimi; hanno persino più bisogni di noi di sentirsi parte di un qualcosa di più grande ed in un progetto. Perchè paura ed angoscia, da sempre, li combattiamo vicini e non distanti. In bocca al lupo e scrivimi, se ti va, come procede!

  11. Valentina dice:

    Non ho figli ma ho letto molto i tuoi consigli. Ti posso dire come avrei reagito io da adolescente, e come reagiscono i miei. Premesso che il mio rapporto con mia madre è molto bello, sto bene con lei, ma non mi avrebbe mai proposto. Di sicuro né meditazioni né yoga, lei li detesta. Mio padre ha paura, si vede, e non esce. Mia mamma lo teme (anche se ogni tanto dice che se arriva a lei, muore avvelenato il virus) ma continua al sua vita nel rispetto delle regole. Mio papà guarda terrorizzato i numeri della pandemia, mia mamma cerca i voli (e gli scali) per partire appena si può. Ecco se fossi una mamma di adolescenti trasmetterei questo messaggio, più positivo. La creatività se ce l’hai, ti esce comunque, e non amo la routine, io sarei stata ben felice di cambiarla. Aggiungo che comunque il metodo del terrore l’ha già usato il nazismo 75 anni fa. Goering ha detto che se trovate il modo di impaurire le persone, potete fargli fare quello che volete. Fa riflettere no?

    1. La meditazione e lo yoga non sono la panacea, concordo con te. Ovviamente le mie proposte hanno le radici nelle mie esperienze e nelle ns esigenze di vita. Ognuno di noi, però, può scegliere in qualsiasi momento come (io ho scelto la meditazione, ma non è l’unica via) aiutarsi a non cedere alla paura. Come tornare in possesso della propria discrezionalità e quindi non farsi guidare dalla paura. Io ai miei figli sto comunicando: ragazzi, non ha senso cedere ad un sentimento di preoccupazione costante, aiutiamoci a sfruttare questo momento per fare esperienze nuove e diverse e se abbiamo bisogno, chiediamo aiuto.

  12. Madre con due figli adolescenti, presente!
    Come hai scritto anche tu, il primo problema è fare i conti con la propria paura e rabbia, poi aiutare loro. La pedagogista non mi è venuta in mente, ma dargli una nuova routine, nuovi interessi e coinvolgerli nei lavori di casa lo abbiamo fatto…non è andata malissimo, ma quanta fatica!

  13. Non rispondo nello specifico dei figli, perché mi sono imposta tempo fa di non esprimere parere sulla gestione di questi, non avendone (e anche se ora vorresti dirmi ‘Ma no, non c’è problema’, sono io che voglio evitare qualsiasi tentazione al ‘Tu non hai figli, non puoi capire…’).
    Il mio pensiero sugli adulti invece è, quasi banalmente: è dura, e nella miseria della situazione sta affiorando una miseria umana sottocutanea che mi preoccupa più della pandemia stessa.

    1. Concordo: è dura. ed anche io sono preoccupata dalla miseria sottocutanea e credo possa trovare una soluzione solo se rafforziamo noi stessi. Praticamente facendo quanto ho consigliato per i ragazzi: lavorando sulle nostre emozioni, concentrandoci sull’imparare qualche cosa di nuovo, spronandoci a dare il meglio di noi invece di cedere alla peggiore versione di noi stessi

  14. Manuela dice:

    Ho un figlio adolescente con il quale ora è difficile parlare risponde sempre stizzito ma gli farò leggere il tuo articolo magari gli sarà di ispirazione.

    1. Già, Manuela, l’adolescente stizzito fa spesso parte del pacchetto 🙂

  15. Il primo periodo non è stato decisamente dei migliori, ma grazie alle mie passioni e hobby sono riuscita a sollevare del tutto il mio umore. C’è voluta una pandemia per risollevare una passione nascosta da un paio di anni, vedi te! I consigli vanno bene anche per gli adulti, soprattutto loro dato che ne soffrono di più.

    1. Anche io ho riscoperto la mia passione (di ventenne, ora viaggio verso i 50…) in pieno lockdown e da lì ho deciso di muovermi eda prire il blog! Concordi con te sul fatto che valgono anche per gli adulti!

  16. M.Claudia dice:

    Non ho figli, ma ho trovato il tuo articolo molto interessante e accurato. L’ho girato a mia cognata che ha due ragazze di 16 e 14 anni. Sicuramente le sarà utile in questo periodo

    1. Grazie, sono felice l’abbia trovato interessante e l’abbia condiviso a tua cognata. Spero le piaccia!

  17. Articolo molto interessante, pieno di spunti di riflessione. Anche ciò che proponi per i ragazzi si può adattare a noi “grandi”. Personalmente, avendo sempre vissuto da sola, all’inizio non ho provato disagio nel isolamento, ma dopo 9 mesi senza relazionarmi “dal vivo” e senza la possibilità di spostarmi liberamente, qualcosa è cambiato. Fortunatamente ho tante passioni che mi tengono impegnata, altrimenti sarei uscita di testa.

    1. Si, Monica, hai pienamente ragione e grazie per la condivisione! I consigli sono validi a prescindere dall’età. Serve passione, una buona capacità di ascoltarsi e di capirsi e voglia di trarre il meglio anche da situazioni difficili. Grazi

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