Bere naturale in Romagna: vineria Coramella a Brisighella in estate si mangia e beve nella magnifica piazza medioevale di Brisighella Gattamarcia. In foto i commensali nella cornice medioevale di Brisighella si godono i prodotti della Vineria Coramella

Bere naturale in Romagna: vineria Coramella a Brisighella, autentico progetto di cultura gastronomica

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Aprire un locale in cui bere naturale in Romagna nel bel mezzo di una pandemia è un chiaro manifesto culturale, non trovi? Vineria Coramella, che ha inaugurato a Brisighella in questa seconda estate pandemica, infatti, è un notevole progetto di cultura gastronomica e sociale. Continua a leggermi, scoprirai perché Vineria Coramella di Brisighella non è un semplice wine-bar, enoteca o cantina, bensì un vero proposito culturale a fronte impianto etico, ambientale e gastronomico. 

Per leggere della proposta enogastronomica della vineria Coramella di Brisighella, passa al paragrafo 3. Ma se vuoi approfondire la rilevanza e l’innovazione della proposta culturale che rappresenta, ti consiglio di leggere anche il paragrafo 2. Credo che potrà aiutarti a capire il valore del pensiero alternativo che sta alla base di tale progetto. Nel paragrafo 1 ti introduco, molto velocemente, il concetto di territorio “Romagna”, con la promessa di approfondirlo più avanti. 

Questo post nasce dalla partnership di Piadina Story col progetto Coramella, nel quale io credo moltissimo. Continua a leggere e scoprirai perché Coramella è un luogo speciale, punto di eccezione per gli amanti dei sapori genuini e delle scelte di autenticità. Ti sei perso l’articolo di presentazione della vineria? Eccoti il link, sono certa che ti piacerà! Grazie alla Vineria Coramella, che ha aperto questa primavera a Brisighella, sto conoscendo in modo sempre più profondo il mondo dei vini naturali e dei produttori di vino naturale. 

  1. Cos’è la Romagna, e cultura romagnola
  2. La realtà dei fatti dell’enogastronomia romagnola
  3. Le tipicità della vineria Coramella a Brisighella: cosa bere, cosa mangiare e perché bere naturale
  4. Perché vineria Coramella è un progetto culturale
  5. Approfondimenti e link interessanti

1. Cos’è la Romagna? 

Uno scorcio della caratteristica piazza Matteotti a Imola con i loggiati coperti
Scorcio della suggestiva e tipica piazza Matteotti, di Imola

Partiamo dalle basi: cos’è la Romagna. E’ un territorio molto esteso e variegato che fa parte della regione amministrativa, nata nel 1970, Emilia Romagna. Composta da 80 comuni, la Romagna si estende su una superficie molto variegata che include una lunga costa adriatica (la famosa riviera romagnola), una vasta pianura e una buona pozione collinare-montuosa (gli appennini tosco-romagnoli). Se vuoi altre informazioni sulle provincie e i comuni che lo compongono, ti consiglio di leggere il paragrafo 1 dell’articolo Vacanze in Romagna, perfette per tutti e tutto l’anno e di consultare, nello stesso articolo, la pratica carta geografica, riportante anche tutti i comuni. Cosa ancor più importante, rubando le parole allo scrittore romagnolo Ferdinando Pelliciardi:

La Romagna più che una entità amministrativa è una entità cultural-geografica particolarissima, che supera le barriere regionali

F. Pelliciardi, interludio romagnolo, autopubblicazione, Roma 2016, P11

L’etnologo e glottologo Giuseppe Bellosi si è occupato sin da giovanissimo di studiare e documentare la cultura, letteratura dialettale le tradizioni popolari della Romagna, evidenziando come il territorio sia di una ricchezza degna di nota. In futuro ho in programma di accompagnarti nel ricchissimo mondo dei suoi studi a riguardo. La ricchezza e varietà della cultura romagnola si sono ben evidenziate anche nell’enogastronomia locale, come leggerai nel prossimo paragrafo. Il recupero del vino naturale, del bere naturale in Romagna diventa un importante recupero di identità territoriale.

Banner di Piadina Story con la foto dell'autrice, Elena Resta e l'invito al lettore di condividere l'articolo sui social preferiti

2. L’enogastronomia in Romagna: le tipicità romagnole sono sempre autentiche? 

Bere naturale in Romagna, foto di un cameriere che versa vino in un calice al ristorante. Ambiente elegante
Foto PEXELS di Andrea Piacquadio

La Romagna è nota, a livello internazionale, per la sua gastronomia tradizionale. La cucina romagnola è ancorata alle tradizioni contadine ed è quindi ricca di vegetali, carne da cortile e di allevamento e, ovviamente: vino. E’ caratterizzata anche da importanti contributi dal mondo della pastorizia e della marineria. Ma oggi è ancora questo che troviamo? Cerchiamo di capirlo ed avremo più chiaro il valore del progetto della Vineria Coramella, con al centro il bere naturale in Romagna.  Muoviamoci per area e per grado. 

La gastronomia in Romagna, spesso meno tipicità, più quantità 

dettagli di un piatto di garganelli evidentemente industriali. Bere Naturale, in Romagna significa andare incontro all'esigenza di evitare false tipicità come queste
Dettaglio di un piatto di garganelli di produzione industriale

Proprio per la variabilità e ricchezza culturale del territorio, la cultura gastronomica romagnola autentica è poliedrica, varia e diversificata. Ti faccio un esempio: fino agli anni 80 la mia nonna Maria, di Forlì, ignorava completamente l’esistenza del formato di pasta garganelli. Non perché mia nonna peccasse di cultura gastronomica, cosa tutt’altro che vera, credimi. Ma perché non rientrava assolutamente nell’esperienza gastronomica di chiunque non vivesse nel basso ravennate. I garganelli, infatti, erano un formato di pasta all’uovo esclusivamente del basso ravennate, del lughese e faentino. In meno di 30 chilometri (la distanza tra Faenza e Forlì) un formato di pasta cessava di esistere. Poi è arrivata l’industria alimentare (nel caso specifico in livrea blu) e da quel momento i garganelli si sono materializzati nei piatti di tutt’Italia prima, per poi superare i confini nazionali.

Al momento in cui scrivo, credimi, per mangiare un buon piatto di garganelli al pettine, fatto come da tradizione, devi sapere dove andare (ad esempio seguendo le dritte di Piadina Story) o farteli in casa. E dire che in Romagna puoi trovare un ristorante tradizionale dietro ad ogni angolo (o cantone, come diciamo noi romagnoli). 

dettaglio di vassoio con garganelli fatti al mattarello. Bere naturale in Romagna significa anche riconoscere i veri prodotti artigianali
Dettagli di garganelli artigianali, appena prodotti al pettine

Questo esempio vuole restituire un’ importante e diffusa realtà: le tipicità gastronomiche della Romagna, oggi, sono più rare. Trovare ottime verdure sott’aceto artigianali al ristorante, ad esempio, può essere un’impresa impossibile. Di contro, è oramai difficile non trovare servito nei taglieri di antipasti lo gnocco fritto, specialità però emiliana. A questo si aggiunga che molto spesso si tratta di un prodotto industriale, surgelato. Per quanto eventualmente ottimo, ben lontano da qualsiasi concetto di tipicità e artigianalità. La piadina romagnola stessa che troviamo spesso nei ristoranti, semplice e gustosissimo simbolo del territorio, è non di rado una piadina industriale, fornita ai ristoratori già pronta o sotto forma di impasti freschi pronti da esser stesi. Tutto questo è spesso ben distante dall’immagine di azdora romagnola che tira sfoglie di pasta all’uovo grandi come il sole o piccole lune di piadina al mattarello, che dici? Spesso non vuol dire sempre, sia chiaro. Ma neanche di rado. 

Capiamoci: la standardizzazione della cultura, a beneficio dell’aumento di resa e semplificazione di gestione, non riguarda unicamente il territorio romagnolo, tantomeno la gastronomia. Ma questo non toglie nulla alla realtà della questione. 

I vini di Romagna: tradizione che lascia lo spazio al volume

Immagine di un vigneto estensivo, di grandi dimensioni
l’intesività delle superfici vitate in Romagna restituisce il grande valore della vineria Coramella di Brisighella che punta tutto sul bere naturale in Romagna

Lo stesso processo lo si può ritrovare nel mondo enologico. Il territorio romagnolo è coltivato a vite dalle coste alle colline sin da epoca etrusca. A differenza di molte regioni italiane caratterizzate sin dai primi anni del dopoguerra da grandi tenute, la viticoltura della Romagna si è mantenuta prevalentemente a conduzione familiare, composta da tanti piccoli produttori. Perfetta espressione di Romagna, terra operosa, semplice e fatta di tradizioni ancestrali. Se si va a vedere, però, grattando la superficie questo quadretto bucolico assume aspetti diversi. 

Appelliamoci ai numeri come principio di realtà, come ama dire la nostra fantastica professoressa di Semiotica Giovanna Cosenza. Non ho trovato numeri specifici riferibili al territorio Romagna, ma sono riferiti all’intera regione Emilia Romagna. Sono certa che, comunque, ti racconteranno una storia molto chiara quanto, forse, inaspettata. 

Oltre l’80% dei produttori viti-vinicoli romagnoli confluisce in cooperative regionali. Il che significa che la quasi maggioranza dei piccoli produttori locali conferisce le uve o il vino a specifiche cooperative vitivinicole dell’Emilia Romagna. I vigneti emiliano-romagnoli costituiscono l8% della superficie coltivata a vite italiana. Sono quindi una parte esigua. Ma, e qui ci viene restituita una realtà importante, rappresentano quasi il 15% del volume del vino italiano!!! Quindi l’idea di un vino artigianale perché derivante da un territorio coltivato da tante piccole realtà familiari cambia aspetto. Vero? Per ottenere volumi produttivi tanto elevati, la produzione vitivinicola regionale si è specializzata in pratiche intensive industriali. Il che va esattamente nella direzione opposta a quella del bere naturale, in Romagna e non solo.

3. Il proposito della vineria Coramella: creare un luogo di scambio delle tradizioni romagnole e della cultura gastronomica orientata al rispetto dell’ambiente e del territorio

Luigi Zoli e Valeria Rondinelli ripresi nel locale di cui sono soci fondatori vineria Coramella a Brisighella dove è possibile bere vino naturale in Romagna
I soci della vineria Coramella: Valeria Rondinelli e Luigi Zoli

Per capire cosa sono i vini naturali e perché siano un importante espressione di amore per il territorio e per le persone, puoi leggere questo articolo Vini naturali cosa sono e perché sono “anarchici”. E’ uno tra gli articoli più amati ed apprezzati di Piadina Story, il che mi rende molto orgogliosa! 

Nel maggio di quest’anno, preludio malinconico alla seconda estate di pandemia di Covid-19, Luigi Zoli e Valeria Rondinelli hanno inaugurato Vineria Coramella, luogo di scambio e di cultura gastronomica come si legge nella descrizione su Facebook.

Cosa bere e cosa mangiare alla vineria Coramella: le tipicità si muovono e creano cultura 

Sei nella terra del fumantino Sangiovese, ma anche della tenace Albana, del vibrante Famoso e poetico Trebbiano. Davanti a te si aprono pianure e colline compongono un verde patchwork di campi coltivati, frutteti e distese di vigne. Alche pensi: dove posso bere vino naturale in Romagna? La risposta la sai già. Andiamo a scoprire i dettagli

Il sangiovese [di Romagna] è il giusto premio di una corsa in bicicletta, di una trottata con questi cavalli impetuosi di Romagna.
È il vino delle rivoluzioni, delle spedizioni punitive. Ondeggia come una bandiera sui generosi tumulti, rifà nuove le ugole dopo le fiere canzoni. Non è vino da essere centellinato, ovattato, intiepidito. Fresco com’esce di cantina, va tracannato a bicchieri pieni (…); è impetuoso, ma leale. Il romagnolo ci s’avvolge come nelle pieghe del suo mantello, e va animoso incontro alla sua guerra: s’a càsc a càsc in tèra, ‘zidèint a chi ‘m tol sò, se cado, cado per terra, accidenti a chi mi tira su
”.

(P. Monelli, Il ghiottone errante, Slow Food Editore, Bra 2016, pp. 41-93)

La Romagna, ovviamente, è molto rappresentata nella carta dei vini della vineria Coramella. Alcune tra le tante bottiglie:

calice con un fondo di vino naturale sangiovese, nello sfondo bottiglie di vino
Un calice che contiene ancora una lacrima di Sangiovese Braghaus cantina di vino naturale Bragagni
  • la Romagna più estrosa te la puoi assaggiare nel Febo 2019, di Dario Orlandini. È infatti un Trebbiano 100% che viene da un vigneto di Brisighella, quindi una scelta inusuale per l’uva Trebbiano che di solito troviamo ad altezze inferiori
  • Un altro esempio di Romagna diversa, alternativa, è il buonissimo Capitan Rosathos (Gitana), un estroso forlivese (come lo sono tutti i forlivesi, lasciatelo dire) rosato di Sangiovese
  • Il raffinato profumo delle terre di Modigliana ti arriva sulle ali del modiglianese (RA) Le Campore 2016 (Il Pratello), Chardonnay Sauvignon
Due bottiglie di Assyrtiko Barrique,caratteristica elegante etichetta con volto di donna in bianco e nero bere Naturale in Romagna significa anche questo, godere di queste incredibili bolle greche, alla vineria Coramella di Brisighella
Le meravigliose e tipiche etichette di Assyrtiko Barrique

Non troverai solo vini romagnoli, nella curata ed accogliente vineria contornata dalla splendida piazza storica della Gattamarcia, a Brisighella. Luigi, non per nulla animo gitano, e Valeria hanno creato un circolo valoriale che vuole collegare i produttori del territorio ma non solo. Il filo conduttore, infatti sono l’alta qualità e il rispetto della natura e delle tradizioni. E’ proprio per questo che la carta dei vini non si ferma in Romagna ma raggiunge, ad esempio,

  • l’Abruzzo della cantina Controvento, proponendo una brillante rosato quale è Luna Calmante 2020.
  • la Spagna rissosa ed anarchica col fumino Verdejo 100% della cantina Ismael Gozalo La Resistencia 2019
  • La delicata sapidità dell’uva che sembra “spolverata di farina”: Tempesta 2018 della cantina veronese Terre di Pietra, Molinara 100%
  • Si va in Grecia, volando sulle ali di Ligas con i meravigliosi Assyrtiko Maison e Assyrtiko Barrique
  • Una fantastica selezione di Champagne e Cremant
Dettaglio di un calice di vino bianco naturale e crostini di pane con sopra acciughe sott'olio, proposte di punta della Vineria coramella di Brisighella
Acciughe sott’olio e calice di vino naturale: vineria coramella è un vero manifesto culturale

Ogni bottiglia è un produttore, sicuramente frequentato e stimato, spesso amico. Vineria Coramella è un incubatore di eccellenze nel mondo del vino naturale, del vino vivo. Si va oltre i confini territoriali; a delimitare il raggio di azione di Luigi e Valeria sono la passione e l’etica.

Lo stesso principio guida la scelta dell’offerta gastronomica, perché bere naturale in Romagna, alla vineria Coramella, significa anche mangiare prodotti di grande qualità e di recupero della cultura gastronomica tradizionale. Un’ offerta che denota, ancora una volta l’espressione valoriale che la gastronomia ha per i titolari. Ed è così che, tra le proposte è possibile trovare:

4. Bere naturale in Romagna: il progetto culturale di Vineria coramella è un progetto di civiltà

Valeria, pasionaria, libera pensatrice, ama la sua vita fatta di rispetto della natura, di tempi umani e di libertà. Col marito Andrea è produttrice di vino naturale (cantina Bragagni). Lavora seguendo i dettami della produzione naturale: senza trattamenti né chimici né di altra natura in campo o in cantina. Quando le chiedo cosa ami di più del produrre vino naturale risponde, con sguardo allegro

“stupirmi ogni anno dalla capacità delle uve di esprimere in bottiglia non solo il vitigno ma anche il territorio, la stagione, il momento. Come una composizione musicale ogni anno nuova, tutta da scoprire insomma”. 

Valeria Rondinelli è socia assieme a Luigi Zoli di Vineria Coramella

Luigi, gastronomo che risplende della magia dei visionari, è un antesignano componente di Gitana Wines, distributore di vini naturali. Una vita di costruzione, relazione, passione e tanti chilometri spesi per trasportare vini naturali, racconti di vigna e di vita su e giù per l’Europa.

Valeria e Luigi hanno unito le forze per un disegno comune: trasformare l’etica del bere naturale in Romagna in un progetto espressione di civiltà recuperata.

Civiltà della vicinanza alla terra, quella famosa civiltà contadina che per secoli ha permesso alla Romagna di esprimersi in tutta unicità. Civiltà intesa come difesa del territorio, esattamente quello che fanno i produttori di vino naturale. Civiltà intesa come recupero delle tradizioni, proprio quello che fanno ricercando i migliori produttori di prodotti artigianali in tutta la Romagna ma anche in altre regioni d’Italia e Europa. Civiltà come patrimonio di conoscenze da scambiarsi e condividere per migliorare e crescere. Sono stati tanti gli eventi, in questi primi mesi, che hanno coinvolto viticultori, poeti, romanzieri, bloggers, cantanti, tutti riuniti dall’amore per la tradizione e il buon vivere. In un circolo di scambio e crescita che è raro trovare altrove.

Civiltà, ho scritto più volte: perché la cultura gastronomica è questo e si oppone all’inciviltà del bere e mangiare a casaccio, senza capire e senza porsi alcuna domanda. 

Vineria Coramella ti aspetta a Brisighella ai seguenti orari:

Giovedì e Domenica 18-23,

Venerdì e Sabato 18.00 – 24.00

  • Ti è piaciuto questo articolo e vuoi leggere ancora di vino naturale? Clicca qui e troverai tutti gli articoli scritti in collaborazione con la vineria Coramella di Brisighella
  • Come ho scritto, la cultura romagnola è composta di tanti distinte realtà culturali locali. L‘Etnologo e glottologo Giuseppe Bellosi è molto attivo, tra le altre cose, nel contesto culturale della Bassa Romagna (clicca in quest’articolo e vai al paragrafo 2 per capire la realtà dei comuni della Bassa Romagna). Per approfondire sia i contributi dello studioso che la storia della Bassa Romagna clicca qui.
  • Vuoi approfondire i dati relativi alla superficie vitata nazionale e della regione Emilia Romagna? Eccoti alcuni link interessanti: Confagricoltura (aggiornamento 2020) e Federvini (sempre aggiornamento 2020)
  • Ho citato la professoressa Giovanna Cosenza. Se non la conosci e ti interessano il mondo della semiotica, della comunicazione efficace, dello storytelling, non perderti il suo interessantissimo blog! Troverai anche offerte di lavoro in merito alla comunicazione digitale e moltissimi spunti di riflessione e di analisi.

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22 commenti su “Bere naturale in Romagna: vineria Coramella a Brisighella, autentico progetto di cultura gastronomica

  1. Queste sono le realtà che dovrebbero essere pubblicizzate e ti ringrazio per il lavoro che fai nel renderle note. Prima o poi dovrò organizzare un bel viaggio nella tua Romagna servendomi proprio dei tuoi consigli!

  2. Un bellissimo progetto, ho praticamente segnato il posto nella mia guida dedicata alla Romagna con degli itinerari enogastronomici. Che meraviglia Elena!

    1. Grazie a Te Zelda! La Romagna offre molto a chi sappia apprezzare la varietà e la genuinità, come moltissime regioni della nostra bellissima Italia. Bisogna trovare i giusti Cicerone e Piadina Story sta crescendo proprio con questo obiettivo!

  3. Per me la Romagna è una zona molto godereccia si mangia e si beve molto bene e negli anni ho imparato ad apprezzarla e conoscerla sempre di più!

    1. Paradossalmente la zona di Brisighella e della vena del gesso è molto più conosciuta all’estero, dove spesso c’è un’attenzione al patrimonio culturale e naturalistico italiano molto solida. E’ una zona molto ricca di bellezza e bontà, vineria Coramella ti aspetta

  4. Ma lo sai che ci ho scritto un post sul Ghiottone Errante di Paolo Monelli e Giuseppe Novello? Una guida enogastronomica ante litteram prima che il cibo invadesse, oltre che le nostre tavole, i nostri televisori.

  5. Conoscere e condividere la passione di chi la mette in progetti territoriali come questi è davvero molto bello perchè permette anche di supportare al meglio ciò che è la nostra bella penisola e nel dettaglio una regione che amo profondamente soprattutto nella sua zona non costiera!

  6. È una regione che amo profondamente e questo articolo, ricco di informazioni e spunti, mi ha fatto venire voglia di tornarci! 🙂

  7. “Ogni bottiglia è un produttore, sicuramente frequentato e stimato, spesso amico.”
    Chissà che bella atmosfera si deve respirare in un luogo coi principi che hai descritto e dove il prodotti venduti non arrivano da sconosciuti ma da “fratelli”…

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