Squadriglia degli Assi, 91a squadriglia, foto d'epoca conservata ed esposta presso il museo di Francesco Baracca di Lugo di Romagna

Cavallino rampante e Francesco Baracca, la storia del comandante della Squadriglia degli Assi e del simbolo della Ferrari

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Cavallino Rampante Francesco Baracca; Lugo di Ravenna, altresì nota come Lugo di Romagna, è la cittadina natale dell’ Asso dell’aviazione Italiana Francesco Baracca e quindi del simbolo della Ferrari conosciuto in tutto il mondo: il Cavallino Rampante. 

mostre in Romagna musei della bassa Romagna Foto d'epoca di Francesco Baracca Asso dell'aviazione italiana conservata al Museo Francesco Baracca di Lugo di Ravenna
Foto d’epoca di Francesco Baracca Asso dell’aviazione italiana conservata al Museo Francesco Baracca di Lugo di Ravenna

Sia che ti trovi nei dintorni per turismo che per altri impegni, una visita, a piedi, al bellissimo centro cittadino ed ai luoghi della memoria dell’Asso dell’Aviazione, è un’esperienza che ti suggerisci di regalarti. Continua a leggere; l’articolo si apre con l’affascinante storia dell’Asso degli Assi e, nella sua seconda parte, ti accompagna a conoscere i luoghi di Lugo dedicati a Francesco Baracca.

La storia di Baracca mi ha sempre fatta sognare, sin da bambina. Ed oggi, da adulta, al fascino si unisce la grande ammirazione per l’uomo più che per l’eroe. Per scoprire la storia dell’Asso degli Assi questi sono i paragrafi:

Come sai se mi leggi da tempo (grazie!!!) io amo la mia città di provincia, Lugo di Romagna. La sua bellezza è ben rappresentata negli scorci più belli della città. Per scoprire la città di Lugo attraverso i monumenti, i tributi, i murales dedicati a Francesco Baracca, questi sono i paragrafi che stai cercando:

Ci sono altri musei, a Lugo, posti di interesse; questi e altre informazioni le trovi nell’ultimo paragrafo, che Piadina Story dedica sempre all’approfondimento:

Buona lettura!

La vita dell’Asso degli Assi Francesco Baracca 

Comandante della mitica 91a Squadriglia, altresì nota come Squadriglia degli Assi. Raggiunse 34 vittorie in 63 combattimenti. Eroe incontrastato dei cieli, fu abbattuto durante la battaglia del Solsitizio il 19 Giugno 1918, a soli 30 anni. Il suo corpo venne ritrovato, dopo ben 5 giorni di ricerche.

Francesco Baracca nacque a Lugo il 9 maggio 1888, figlio  della Contessa Paolina Biancoli e del commerciante Enrico Baracca. Amante dei cavalli e dell’avventura sin da ragazzino, frequentò l’Accademia militare di Modena, dove divenne ufficiale e si specializzò alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Nel 1910 si trasferì presso la caserma “macao” in via Castro Pretorio di Roma. Qui, si dedicò in tutto e per tutto alle sue più grandi passioni: i cavalli e l’equitazione. Il suo ardore per i cavalli diede vita alla mitica insegna: il cavallino rampante. Fu proprio durante un allenamento a cavallo, presso la zona di Centocelle, che il giovane Francesco Baracca rimase folgorato dai voli dei primissimi aerei in Italia. Scrisse al padre:

Ora mi accorgo di avere avuto un’idea meravigliosa, perché l’aviazione ha progredito immensamente ed avrò un avvenire strepitoso

Francesco Baracca

L’accademia a Reims, in Francia

Le scuole di volo più prestigiose, all’epoca, si trovavano in Francia, pertanto il giovane Francesco Baracca si trasferì a Reims e prese il brevetto di aviatore. Ritornò in Francia, ai primi sentori di conflitto nel 1915, per perfezionarsi. Il coraggioso e capace lughese aveva 27 anni, una vera passione per domare gli animi focosi, fossero essi cavalli o areoplani. Cavallino rampante e Francesco Baracca: un tutt’uno. 

Devi pensare che gli aerei erano stati da inventati pochissimo, erano interamente fatti di legno e tela. Se è vero che, in particolare nel periodo bellico, la tecnologia avanzava di giorno in giorno in modo incredibile, è anche vero che i pionieri del volo si alzavano ad oltre 3000 metri su strutture di legno, con ali di tela. Solo la maestria la passione e l’estro li potevano preservare da fini tragiche.

Presso il Museo di Baracca potrai vedere un esemplare di uno SPAD VII dell’epoca e diversi reperti.

Il conflitto mondiale: l’ultimo dei cavalieri

Durante il conflitto mondiale assurse al mito sia per le continue vittorie, sia per lo spirito nobile e cavalleresco che lo contraddistinse. Quando le condizioni lo rendevano possibile, infatti, aveva l’abitudine di andare a trovare il pilota nemico per congratularsi per lo scontro. Baracca considerava gli aviatori avversari

molto valorosi che compivano il dovere per la propria patria

Francesco Baracca

Le lettere del cavaliere dei cieli riportavano lo strazio dell’assistere terrore dei piloti falciati da pallottole trancianti. Restava agghiacciato di fronte alle scene dei piloti che si gettavano nel vuoto, da oltre 3000 metri di altezza, per non essere divorati dalle fiamme.

Le gesta del giovane cavaliere dei cieli superarono i confini nazionali. Il cavallino rampante, insegna personale in onore alla sua passione per i cavalli e l’equitazione, divenne simbolo di eroismo ed avvenirismo. 

Nel museo Francesco Baracca, a Lugo, sono tantissime le testimonianze del giovane cavaliere e della sua vita dedicata alla Squadriglia, agli affetti ed alla musica. 

La morte dell’eroe dei cieli e la nascita di un nuovo simbolo: Cavallino Rampante Francesco Baracca Ferrari 

Il 19 giugno, dopo la prima missione del giorno, lo SPAD S.XIII del giovane eroe riportava già gravi danni alle tele delle ali e alla fusoliera. L’ Asso decollò con il suo aereo di riserva, SPAD S.VII, per quella che sarebbe stata la seconda missione del giorno e l’ultima della sua vita. Decollò scortato dal giovane pilota Osnago. Da questo momento, si apre il mistero della morte di Francesco Baracca, rimasto tale fino ad oggi. Il Capitano Baracca venne abbattuto sul Montello. Aveva 30 anni e lasciò il mondo sbigottito.

Nella tarda e calda serata di un venerdì d’estate arriva a Lugo un camion militare seguito da alcune automobili. Sono le ore 23 del 28 giugno 1918: i fari degli automezzi fendono il buio fitto, il corteo è attorniato dalla luce rossastra delle torce. Il camion prosegue lentamente e si ferma davanti alla Rocca, sopra c’è un feretro coperto di fiori. E’ l’arrivo della salma di Francesco Baracca, atteso dagli abitanti di Lugo che da tre giorni non hanno sue notizie.” Antonellini M. dicembre 2020, Francesco Baracca Morte Di Un Eroe, Faenza, Tipografia Faentina Editrice, 979.12.80342.01.0

Il corteo funebre che accompagna Francesco Baracca alla sepoltura, mentre esce dalla Rocca Estense di Lugo di Ravenna
Il corteo funebre che accompagna Francesco Baracca alla sepoltura, mentre esce dalla Rocca Estense di Lugo di Ravenna. Foto riprodotta dal volume Francesco Baracca Morte Di Un Eroe di M. Antonellini

Anche gli eroi muoiono. E anche le madri degli eroi ruggiscono di dolore. La Contessa Paola Biancoli scriverà una dolorosa lettera ai superiori del figlio il 2 agosto 1918. Anche questo ha contribuito al mistero sulle dinamiche effettive dell’incidente di cui l’eroe fu vittima. 

Enzo Ferrari

E’ il 17 giugno 1923. Al circuito del Savio è in corso un evento sportivo nazionale che prevede partenza e traguardo di fronte alla basilica di Sant’ Apollinare in Classe. Di fronte al testimonio di un passato tanto lontano sfrecciano i futuristici bolidi guidati da grandi campioni: Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Amedeo Ruggeri. Alla guida dell’ Alfa Romeo RL 3000 cc 6 cilindri, un giovanissimo Enzo Ferrari. Che vince. La guida sicura, l’approccio passionale e coraggioso del giovane pilota smuovono l’animo della Contessa Biancoli che, unitamente al premio, omaggia Enzo Ferrari con l’emblema personale dell’amato figlio

Ferrari, prenda questo. Lo metta sulle sue macchine e le porterà fortuna 

Contessa Paolina Biancoli ad Enzo Ferrari, 25 maggio 1924, circuito del Savio.

Cavallino Rampante Francesco Baracca Enzo Ferrari: il resto è leggenda. 

I luoghi della memoria dell’asso dell’aviazione Italiana Francesco Baracca a Lugo di Ravenna

Monumento a Francesco Baracca

Il centro della cittadina romagnola, servito da capaci aree di parcheggio e facilmente raggiungibile da un reticolo di piste ciclabili, confluisce in Piazza Baracca. Qui capeggia il monumento di Baracca ideato e realizzato dall’artista Faentino Rambelli ed inaugurato nel 1936. La statua bronzea di oltre 5 metri simboleggia l’ Asso (anche se non lo riproduce, come all’epoca era uso). Alle sue spalle, l’ala gigantesca (27 metri) sui cui fianchi  sono scolpiti in bassorilievo il cavallino rampante (vessillo personale dell’aviatore) col motto “Ad Maiora”  ed il Pegaso, a simboleggiare la vittoria dell’uomo nei cieli. Il monumento si staglia tra la rocca estense, caratterizzata dal lussureggiante giardino pensile ed il magnifico quadriportico chiamato “Pavaglione”, centro del cuore commerciante della cittadina. Il cavallino rampante e Francesco Baracca vegliano sulla città. 

Via Baracca e il Museo di Francesco Baracca

Dal monumento di Baracca, a piedi, tenendo la caratteristica struttura a quadriportico del Pavaglione sulla destra, ci si incammina per l’elegante via Baracca. Caratterizzata da una piacevole atmosfera d’altri tempi, la prima parte della via è liberamente fruibile da pedoni e ciclisti, in quanto chiusa al traffico, permettendo una fruizione piacevole dei servizi e dei negozi che la contraddistinguono. Io amo fermarmi al bar Gingerino per un caffè (al mattino da gustare magari con una fetta di torta fatta in casa) ed un saluto solare della solare titolare, Ambra. Le boutiques, basti pensare alla stilosa e riconosciuta a livello internazionale Mazzini Boutique, come anche all’innovativa e romantica Boutique a Pois (vieni a leggere l’articolo in cui te ne parlo) sono cesellate in questa storica e bellissima via del centro.

Proseguendo per la via, in direzione dei giardini comunali, sulla destra troviamo la casa natale di Francesco Baracca, oggi museo omonimo. Diviso su tre piani, è assolutamente da visitare. Per entrare in contatto con uomo e mito, passione e  leggenda, cavallino rampante Francesco Baracca. 

Ci sono altri musei da visitare, sempre in centro. Uno di questi è il bellissimo Museo Casa Rossini Lugo, uno dei musei musicali più belli! Salvati il link all’articolo, per prepararti un percorso di visita rossiniano lungo la placida cittadina ravennate!

Murale di Alessandra Carloni

Proseguendo la nostra passeggiata dal museo di Baracca, avanziamo in direzione della stazione e poi raggiungeremo il polmone verde di Lugo, il parco “del Tondo”. Attraversandolo nella sua profondità raggiungeremo un angolo magico: il murale della pittrice Alessandra Carloni “il Cavaliere del Cielo”, realizzato a maggio 2018.

Foto di Lugo di Romagna murales dedicato all'Asso degli Assi Francesco Baracca

L’artista romana dice di se:

« Con il colore e il gesto, racconto un viaggio metafisico in cui la tela diventa uno scenario visionario dove tutto è possibile »

Alessandra Carloni

Ed è proprio come se Francesco Baracca abbia usato la propria maestria, il volo prototipico per dipingere, sulla sconfinata tela del cielo, un futuro quasi impensabile fino a pochi anni prima di lui. L’ uomo aveva sempre sognato di volare ed il sogno del Giovane Baracca è diventato mito.

Foto di Lugo di Romagna murales dedicato all'Asso degli Assi Francesco Baracca

Cappella Sepolcrale di Francesco Baracca 

Il monumento si trova nel cimitero di Lugo, a circa 3 Km dal museo di Baracca. la Cappella Sepolcrale Baracca è opera dell’artista lughese Roberto Sella e venne eretta nel 1924. Caratterizzata da uno stile Liberty e Art Decò, si riconoscono le stelle di Galla Placidia (Ravenna) sulle quali si staglia la rappresentazione della Vittoria Alata con in mano il cuore fiammeggiante dell’Eroe. Sull’arco, le 34 vittorie dell’Asso degli Assi sono riportate una ad una. 

Le spoglie di Francesco Baracca riposano in un maestoso sarcofago bronzeo sormontato da un’aquila che tiene stretta, fra gli artigli, la bandiera italiana. Il bronzo utilizzato proviene dalla fusione dei cannoni austriaci catturati in guerra. Alla base del sarcofago, il grifone, a simboleggiare la 91a Squadriglia ed il cavallino rampante, sua personale insegna.

Come tantissimi in Italia, nel mondo, io sono affascinata dal mito di Francesco Baracca, delle sue imprese e del suo animo cavaliere. Qui sotto trovi link ad approfondimenti ed integrazioni.

Hai messo in programma di venire a ripercorrere i passi dell’Eroe del Cieli Francesco Baracca?

Per approfondire:

  • Ti è piaciuto muoverti per la cittadina di Lugo di Romagna, sulle orme dell’Eroe nazionale Francesco Baracca? Leggi quest’articolo, ti racconto di un sabato mattina a Lugo di Ravenna.
  • Un altro splendido museo di Lugo è il Museo Casa Rossini!
  • Ti è piaciuto il murale dell’artista romana Alessandra Carloni? Io la adoro, dipinge dei veri e propri sogni! Sono tantissime le opere che puoi ammirare, sparse per l’Italia, qui trovi il link, divertiti a cercare i sogni dipinti, più vicini a te!
  • Vuoi approfondire le vicende legate alla morte i Francesco Baracca? Ti consiglio il volume di Mauro Antonellini FRANCESCO BARACCA MORTE DI UN EROE, edito da Tipografia Faentina Editrice. Curato, fruibile e con delle meravigliosi immagini e fotografie!
  • Ecco il link al Museo Francesco Baracca di Lugo!
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31 commenti su “Cavallino rampante e Francesco Baracca, la storia del comandante della Squadriglia degli Assi e del simbolo della Ferrari

  1. Oltre alla triste e affascinante storia di un eroi e alla curiosa e romantica origine del simbolo della Ferrari, mi hai portato per mano in un viaggio a Lugo, città che inizio ad amare e a conoscere, grazie a te. Non vedo l’ora di vedere tutto questo con i miei occhi!

  2. Non conoscevo la figura dietro la Ferrari e tutta la storia che vive ancora nel cuore di Lugo di Romagna. Un articolo davvero molto interessante che mi ha fatto scoprire un pezzo di storia italiana.

  3. Una scoperta assoluta per me e come solito i tuoi articoli/approfondimenti mettono tanta passione. Non conoscevo la storia del cavallino rampante e di Francesco Baracca.

      1. Della storia sapevo tutto “a so vec” mentre sapevo molto meno del bar, del sepolcro, della casa, tutte assolutamente da visitare. Prossimo anno Baracca Tour!

  4. Sono una romantica nostalgica e adoro scoprire i personaggi che hanno contribuito alla nostra storia italiana e il cavallino rampante è appassionante, peccato che uomini così non ci siano quasi più.

    1. Sai, Manuela, credo che i miti siano una costruzione sociale. La società non crea più miti (raccontando le persone su schemi valoriali in una linea temporale perpetua) non tanto perché non ci siano più uomini e donne di valore ma perchè ha perso valore sociale il ricordare, il raccontare in modo perpetuo. In poche parole: ci sono ancora uomini e donne di grande valore, ma non va di moda raccontarli

  5. Ciao Elena! Sai che io abito vicino al Piave e a 10 km dal Montello e qui ovviamente ci sono un sacco di luoghi dedicati a capitan Francesco Baracca (tanto che pensavo fosse veneto), non sapevo fosse romagnolo, originario di Lugo di Romagna. Ma adesso che grazie al tuo articolo sono preparata ho interpellato il mio fidanzato romagnolo chiedendogli “Ma tu lo conosci Francesco Baracca?”, risposta “Ciò il cavallino rampante è morto qui sul Montello, e la madre ha ceduto il suo emblema a Enzo Ferrari”. Cavolo ho il fidanzato preparatissimo… più o meno insomma….

    1. Il ciò romagnolo era già nucleo espressivo di preparazione sul tema!!!!Grande moroso romagnolo. Sai che avevo in programma una gita sul Montello, proprio per raggiungere il sacello di Baracca? Spero di poterlo fare a breve!

  6. Non conoscevo la storia di questo eroe, ma è interessante che sia legato al mito della Ferrari. Devo dire che è un articolo molto interessante e completo

  7. Non conoscevo le origini storiche del simbolo della Ferrari. Immaginavo che avessero a che fare con la velocità e con la destrezza. Tuttavia pensavo fossero esclusivamente legate alla figura di Enzo Ferrari. Scoprire la figura del Baracca è stato sorprendente: un uomo pieno di capacità e talento ma anche umano nelle sue paure. Sicuramente una persona da scoprire.
    Maria Domenica

    1. Si, Maria Domenica, riscoprire figure importanti come Francesco Baracca in questi momenti di difficoltà oggettiva è importante proprio per il messaggio che trasmettono: forza, lealtà, sogno, umanità. Concordo appieno!

  8. Il mio fidanzato è un appassionato a livelli folli della Ferrari, quindi in più di un’occasione mi ha raccontato della fantastica storia di Francesco Baracca. Mi piacerebbe quindi poter andare una domenica in giro per Lugo per scoprire di più sulla sua vita.

  9. Non conoscevo quale fosse l’origine di quello che é tuttora il simbolo della Ferrari. Il tuo blog porta sempre argomenti molto interessanti.

    1. Io, in realtà, vedo grande creatività. E’ anche vero che la fine dell’800 e l’inizio del 900 sono stati un’era incredibile per la meccanica, ma i tempi che viviamo sono secondo me paragonabili sul piano digitale. Ogni giorno scoperte incredibili che cambiano radicalmente la vita di milioni di persone, non trovi?

    2. Io, in realtà, vedo grande creatività. E’ anche vero che la fine dell’800 e l’inizio del 900 sono stati un’era incredibile per la meccanica, ma i tempi che viviamo sono secondo me paragonabili sul piano digitale. Ogni giorno scoperte incredibili che cambiano radicalmente la vita di milioni di persone. Pensa alla DAD o al blogging stesso

  10. Non ero proprio a conoscenza di tutta la storia che ci sta dietro e devo ringraziarti perchè da amante della storia e curioso come sono ho imparato qualcosa di nuovo. L’aviazione un mondo che non conosco molto. – Paolo

  11. Mio padre infinitamente l’aviazione e tutto ciò che lo riguarda ed infatti visitiamo tutto ciò che gira intorno a questo meraviglioso settore, e poi se parliamo di Francesco Baracca parliamo della storia vera e propria dell’aviazione. Mi ha appassionato molto quindi il suo avventuroso racconto…

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