Caterina Sforza ritratta dal Botticelli

Il premio d’arte Caterina Sforza ci ricorda come combattere la violenza sulle donne riportando l’arte al centro del sociale

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Come combattere la violenza sulle donne: l’Emilia Romagna si rivolge all’arte, alle proprie radici. Riscopre quindi la drammatica e temeraria figura di Caterina Sforza e lo fa per tracciare una prospettiva di coraggio e di rinnovamento. 

Nell’ambito delle attività organizzate dai comuni della Bassa Romagna in occasione della giornata internazionale della Donna, è degna di nota l’iniziativa che coinvolge le artiste partecipanti al premio d’arte Caterina Sforza -seconda edizione- organizzato dall’associazione culturale Logos di Sant’Agata. L’associazione Culturale Logos è impegnata, da sempre, nel portare l’arte al centro del dibattito del sociale. L’affermazione delle donne in tutti gli ambiti del sociale, la necessità di eliminare discriminazione e violenza di genere sono i temi fondanti del Premio d’ Arte Caterina Sforza.

Eccoti il link al video, guardalo fino in fondo! Potrai così conoscere tutte le artiste ed ascoltare al loro idea dell’essere donna

Ti accompagnerò in un viaggio a ritroso per conoscere l’affascinante figura di Caterina Sforza e da qui riflettere sui pregiudizi e sugli stereotipi di genere.

Anna Grossi, dettaglio di opera che partecipa al Premio d'arte Caterina Sforza II edizione organizzato perché l'arte indaghi su come combattere la violenza sulle donne
Artista: Anna Grossi, dettaglio

Caterina Sforza: costringere le donne a trasformarsi in tigri è violenza

La figura di Caterina Sforza ci è arrivata raccontata come “la tigre di Forlì“. La sua storia ci racconta il dolore del cercare riconoscimento del proprio valore e protezione dei proprio diritti.

Stefania Zini, dettaglio di opera che partecipa al Premio d'arte Caterina Sforza II edizione
Artista: Stefania Zini, dettaglio

E’ una storia che, a 512 anni dalla sua morte, si ripete ogni giorno in tutto il mondo su miliardi di donne. E’ la storia di chi, perché donna, deve difendere ciò che ha con sempre maggiore forza e spesso quasi con violenza. E’ la storia di chi, perché donna, viene guardata con sospetto quando decide di aspirare ad avere ciò che gli uomini hanno per diritto (libertà, ambizione, arguzia, spavalderia). E’ la storia di chi, in pratica, vive sotto assedio costante. Di chi deve sviluppare forza, resistenza e nervi se vuole cercare di uscirne al meglio, a volte semplicemente di uscirne e basta. Perché donna.

Quando, oggi, ci chiediamo come combattere la violenza sulle donne, fermiamoci ad osservare quanto e da quanto questa sia radicata nelle pieghe del sociale

L’infanzia violata e la vita temeraria

Grazia Barbieri, dettaglio di opera che partecipa al Premio d'arte Caterina Sforza II edizione
Artista: Grazia Barbieri, dettaglio

Caterina Sforza è figlia di Galeazzo Maria sforza e trascorre la sua brevissima infanzia a Milano, nella raffinata corte Sforzesca. Contornata da artisti e studiosi, Caterina riceve un’educazione di stampo umanistico che ritroveremo nel suo grande interesse anche per l’alchimia e l’erboristeria. Caterina Sforza è autrice infatti di “Experimenti della excellentissima Signora di Caterina da Forlì“. Una raccolta di 471 ricette per combattere le malattie e conservare salute e bellezza. 

A soli 10 anni, Caterina viene data in sposa a Girolamo Riario che ha appena rifiutato la sua prima moglie undicenne (cugina di Caterina stessa). La madre di quest’ultima, infatti, ha preteso che il matrimonio non venga consumato prima dei 14 anni. Caterina è una sposa bambina, senza alcuna tutela e rispetto della sua infanzia.

Caterina cresce in fretta diventando una donna bellissima e di grande potere. Il marito Girolamo Riario, grazie anche ad intrighi di corte in cui Caterina è direttamente coinvolta, raggiunge una posizione di primo piano. Nel 1480 (Caterina ha 17 anni) il Papa assegna a Riario la signorìa di Forlì. A soli 20 anni Caterina dimostra una capacità bellica e strategica  nettamente maggiore rispetto a quella di suo marito. Tiene sotto scacco per ben due settimane Castel Sant’Angelo, a Roma, impedendo persino lo svolgimento del conclave per l’elezione del nuovo Papa.

Gli uomini, i grandi vescovi, i condottieri, persino il duca suo marito Riario Sforza, cominciano a sentirsi umiliati dalle capacità di Caterina. E questo è già di per se un generatore di violenza.

La Tigre di Forlì: il dolore nascosto dietro il ruggito

Nel 1488 Caterina ha 25 anni; gli Orsi, con l’inganno, pugnalano a morte il marito e sequestrano lei, i suoi sei figli la sorella e la madre. Con grande strategia ed astuzia architetta un piano. Entra nella Rocca di Ravaldino (senza i figli, la madre e la sorella, ancora in ostaggio dei congiuranti), e si prepara ad attaccare i rivoltosi. Questi la minacciano di ucciderle i figli sotto gli occhi. Ma Caterina non cede al terribile ricatto e così gli Orsi lasciano l’assedio della rocca, liberano i familiari di Caterina e si ritirano.

Barbara Cotignoli, dettaglio di opera che partecipa al Premio d'arte Caterina Sforza II edizione
Artista: Barbara Cotignoli, dettaglio

E’ con questo episodio che Caterina si guadagna il nome di Tigre di Forlì (la rocca di Ravaldino è a Forlì) o Tigre di Romagna. Il suo ruggito è la voce fragorosa di una donna che tutti si aspettano ceda i propri diritti in nome dei valori muliebri e famigliari. E lei ruggisce più forte delle fiere che, con ferocia, la stanno attaccando. Caterina diventa tigre perché attaccata da leoni inferociti. Caterina ruggisce in risposta alle urla volte ad intimorirla in quanto donna. Caterina Sforza ci mostra come combattere la violenza sulle donne significhi rivedere anche la loro narrazione.

La libertà di essere autentica difesa a fil di spada

Caterina Sforza è bella, scaltra ed abituata a superare la paura con sprezzante spavalderia. Quella spavalderia che negli uomini è sempre esaltata ma nelle donne è vista con sospetto e giudizio di colpa. Si innamora di un garzone di stalla, che sposa in segreto. Continua a dominare sulla signorìa di Forlì ed il ducato di Imola difendendo con coraggio e spregiudicatezza i suoi diritti ed i suoi averi da assalti continui.

E’ l’unica ad opporsi con forza e determinazione ai francesi in una resistenza strenua straordinaria e solitaria. Di questa, ammirato, scriverà anche Niccolò Macchiavelli, componendo epigrammi e canzoni in suo onore. Alla fine, però, è Cesare Borgia ad avere la meglio ed a vincerla. Rinchiusa a Castel Sant’ Angelo, isolata, qui subisce torture e sevizie senza che nessuno faccia nulla per aiutarla. 

Muore all’età di quarantasei anni, e sarà sempre ricordata come

“Quella tygre di la madona di Forlì”, che aveva “tucta spaventata la Romagna”

Un diplomatico coevo di Caterina Sforza

L’arte riprende con forza il suo ruolo di orientatore del dibattito sociale

L’associazione Culturale Logos, indicendo il premio d’arte Caterina Sforza, porta la forza creativa e comunicativa dell’arte come ruolo orientatore nel dibattito sociale. Chiama quindi a raduno le artiste che, anche quest’anno, esprimeranno la libertà, il coraggio e la bellezza dell’ essere donna.

Elena Modelli, dettaglio di opera che partecipa al Premio d'arte Caterina Sforza II edizione
Artista Elena Modelli, dettaglio

Il premio d’ arte Caterina Sforza prevede che ogni artista venga omaggiata da un medaglione ceramizzato al Terzo Fuoco realizzato per l’occasione dal Maestro Mario Zanoni, scultore romagnolo di fama e riconoscimenti internazionali. A partire da oggi, 8 marzo 2021, sarà reso disponibile il video dell’associazione. A ricordo dell’importanza dell’impegno sociale della lotta alla discriminazione e violenza di genere.

Interrogarsi su come combattere la violenza sulle donne significa anche interrogarsi sul perché tale violenza esista. La figura forte e dolorosa di Caterina Sforza, dall’alto delle mura delle sue fortezze di Romagna, ci guarda con curiosa fiducia. Tramite l’arte si unisce a noi. Perché le donne non siano più costrette ad essere tigri ma possano viversi nel rispetto nella loro natura ed essenza. 

Qui di seguito l’elenco delle Artiste che hanno partecipato al video e che concorrono alla seconda edizione del Premio d’Arte Caterina Sforza:

  • Laila
  • Nicoleta Badalan
  • Grazia Barbieri
  • Nadia Barresi
  • Anna Bonini
  • Bruna Borghi
  • Luciana Ceci
  • Barbara Cotignoli
  • Eleonora Dalmonte
  • Paola Fabbri
  • Silvana Gatti
  • Anna Grossi
  • Elena Modelli
  • Laura Rondinini
  • Anna Maria Tani
  • Stefania Zini

Clicca qui sotto, per raggiungere la pagina Instagram di Piadina Story. Durante la settimana dell’ otto marzo si popolerà di storie di donne – dell’Emilia Romagna, d’Italia, del mondo, contemporanee e storiche- che fanno ed hanno fatto la differenza.

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Per Approfondire:

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26 commenti su “Il premio d’arte Caterina Sforza ci ricorda come combattere la violenza sulle donne riportando l’arte al centro del sociale

  1. Che dire Questo articolo potrebbe fare parte dei racconti serali ai nostri bambini,maschi e femmine come quelle favole da raccontare prima di dormire ai maschi per far comprendere le donne che valgono e per le femmine affinché abbiano modelli a cui ispirararsi ed essere libere e coraggiose come la “tigre” Caterina.

  2. Questo articolo è semplicemente meraviglioso, sono rimasta molto colpita anche dal video e dal fatto che, in maggior parte, le artiste abbiano definito l’essere donna con la parola “coraggio”. Confesso la mia ignoranza riguardo la storia di Caterina Sforza, che sicuramente approfondirò. Se posso, vorrei menzionare altre due donne che ammiro e amo moltissimo e che, a mio avviso, calzano in questo contesto: Ipazia e Artemisia Gentileschi.
    Ottimo articolo che lo condivido all’istante!

    1. Quant’è vero Monica, per essere donna serve coraggio. E se ci pensi è lo stesso che si rende necessario per essere una “minoranza” (di colore, gay, persona con handicap, povero, donna etc). Minoranza: chiunque non sia maschio, mascolino, bianco, in salute, con una buona situazione economica. E, se ci pensi, questa situazione a livello sociale è ben lungi da essere risolta. Le storie, drammatiche, di Ipazia d’Alsessandria, artemisia Gentileschi, Caterina sforza e molte altre devono essere raccontate. Proprio perché qualcosa cambi nelle coscienze delle persone.

  3. Conoscevo in modo superficiale la storia di Caterina Sforza, che assomiglia a quella di molte altre donne di talento. Purtroppo il problema sta a monte, alla radice, secondo me. Le madri che idolatrano i figli maschi, ai quali concedono tutto e giustificano tutto. Pensa che la madre di un ragazzo che ha dato fuoco alla ex moglie, ha detto che la colpa era della ex moglie che non lo lasciava in pace e le ha pure fatto causa. Poi se in famiglia vedono i padre che tratta male la madre che insegnamento hanno? Naturalmente anche la vita ci mette poi il suo, ma si deve iniziare da bambini.

  4. Caterina Sforza è sempre stata un personaggio che mi ha suscitato un forte interesse. Una donna dalle mille risorse, forte e coraggiosa. Noi oggi siamo più agevolate in determinate occasioni, ma in alcune parti del mondo ancora le donne vengono trattate come persone inferiori nei confronti degli uomini.

    1. Concordo appieno. Anche in Italia la condizione femminile non è sana ed essere donna non è strada facile. Come 500 anni fa ci sono moltissime persone pronte a rapinare una donna di ciò che ha perché un uomo ne ha più diritto: pensa al mondo del lavoro. E la violenza fisica e psicologica nei nostri confronti, in particolare nell’ultimo anno di confinamento tra le mura domestiche, è diventato un problema, anche se ignorato dalle istituzioni

  5. La figura di Caterina Sforza è un esempio per le donne di oggi e di domani, perché non siano silenziate in alcun modo da nessuno e continuino a lottare perché il loro talento non venga oscurato.

  6. Caterina Sforza era una donna forte l’ho riscoperta giorni fa in una serie TV sui Borgia e la dipingono molto forte più degli uomini e dedicare un premio a suo nome all’arte femminile è quasi un omaggio a lei.

  7. Un articolo veramente interessate, su un tema che é sempre purtroppo sempre molto attuale. Mi é piaciuto leggre le storie di tutte queste donne che hanno costellato il mondo dell’arte.

  8. Attraverso il tuo racconto ho scoperto una donna potente e forte che non si è mai arresa anche di fronte a tante difficoltà nel percorso della sua vita. Questa figura potrebbe essere d’aiuto a tantissime donne del nostro periodo, donne che magari non hanno il coraggio di ribellarsi ad una vita fatta di violenza.

  9. Avevo scoperto qualcosa della vita di caterina Sforza proprio nella serie i Borga, ma non conoscevo i dettagli. Una figura incredibile e di grande esempio per noi donne degli anni 2000, che in realtà se ben guardiamo abbiamo una situazione estremamente più agevolata rispetto ad una donna di quell’epoca, che nonostante ciò ha saputo lottare e farsi rispettare più di un uomo.

  10. Conosco la storia di Caterina Sforza d’amante quale sono della storia e del Rinascimento, tante donne come lei in quell’epoca erano costrette a divenire donna bambine. A scoprire la sessualità troppo presto, la cosa che mi sconvolge è che in molte parti del mondo ciò ancora accade eppure le “finte femministe” sono troppo occupate a trasformare il Sindaco in Sindaca piuttosto che lottare per loro. Fieramente mi sento di dire di non essere una femminista di quel tipo, ma piuttosto una che appoggia queste bellissime iniziative davvero volte ad aprire gli occhi e combatter per le giuste cause!

  11. Non conoscevo la storia di Caterina Sforza, ma ti ringrazio per averla raccontata! Sono argomenti che mi stanno molto a cuore ed è sempre bello vedere qualcuno che ne parla così

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