Donna fotografata in intimo artigianale

Intimo artigianale made in Italy: la risposta di Seconda Pelle

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Scegliere abbigliamento intimo artigianale equivale a scegliere un’alimentazione basata sul mangiar sano e naturale. Sono entrambe scelte volte a migliorare il nostro stato di salute e benessere e, al tempo stesso, a diminuire l’impatto ambientale del nostro stile di vita. Le ragioni salutistiche, etiche ed economico-ambientali di chi sceglie un abbigliamento intimo artigianale rientrano all’interno di un nuovo modello di etica individuale e collettiva ambientalista. Lo sanno bene Monica e Marco, titolari di Seconda Pelle, che promuovono con sempre maggior forza ed entusiasmo un concetto di abbigliamento intimo made in Italy, di alta qualità, filiera controllata e cura artigianale. 

Seconda pelle è uno store specializzato in

  • Abbigliamento intimo;
  • Calzetteria;
  • Maglieria;
  • Pigiameria;
  • Abbigliamento da lavoro;

Si tratta di prodotti artigianali e locali (prevalentemente produzione in Emilia Romagna) attentamente selezionati all’interno di una rosa di produttori conosciuti e verificati nel tempo. La realtà Seconda pelle è ben radicata nel tessuto produttivo locale, visto che affonda le sue radici in Santerno Calze, ovvero produzione di calze e calzetteria.

Continua a leggermi, scoprirai la marca intimo artigianale italiana Seconda Pelle e perché scegliere intimo artigianale sia la scelta sostenibile da fare per te, per la tua salute ma anche per la salute del territorio e del pianeta stesso.

Abbigliamento intimo dei grandi brand industriali: il Made in Italy volato all’estero

Articolo sulla chiusura dello stabilimento OMSA di Faenza

L’ Emilia Romagna ha una storia robusta nel mondo dell’intimo e calzetteria, comparto che si è sviluppato in modo diffuso in questa regione sin dal dopoguerra. Con la globalizzazione degli anni 2000, però, le proprietà hanno preferito smantellare e delocalizzare le aziende più strutturate. Un esempio eclatante (ma assolutamente non unico in zona) fu la chiusura, nel 2010, dello stabilimento OMSA (gruppo Golden Lady) di Faenza. Con la delocalizzazione della produzione fuori dal territorio Italiano, furono quasi 400 i lavoratori (per lo più donne) a perdere il lavoro. Clicca qui, dal minuto 1.17 ascolterai la testimonianza delle operaie dell’OMSA trasmessa ad Anno Zero in occasione della chiusura per delocalizzazione.

In approfondimenti troverai il link dello spettacolo teatrale LAVORAVO ALL’OMSA dedicato alla tragedia assurda creata dalla delocalizzazione del lavoro

Nel video qui sotto, dal minuto 4.40 ascolterai la voce delle tute verdi. Le oltre 320 donne (su 400 lavoratori in totale) dell’OMSA di Faenza chiedevano di continuare a fare un lavoro che però venne deciso non sarebbe più stato svolto in Italia, a Faenza, bensì in Serbia. Ti metto questo video anche perché ti propone una riflessione che oggi ritengo molto importante: la cancellazione (da parte della narrazione mediatica) del mondo del lavoro in difficoltà. Sacrificato, allora, all’ideologia dell’ottimismo e che oggi cade dalle maglie della trama pandemica per motivi analoghi

Si delocalizza per spendere meno. Poca spesa-tanta resa (ma non vale per il consumatore)

Intimo artigianale si contrappone all'importazione di abbigliamento intimo, in foto container al porto

Oggi molti grandi brand di intimo basano il proprio modello di business su bassi costi produttivi (da qui la delocalizzazione in aree del mondo in cui le tutele ambientali, dei diritti dei lavoratori come anche relative alla qualità non sono prioritarie), alti volumi, e standardizzazione dell’offerta. Proviamo ad analizzare (tra i tanti) i 3 seguenti fattori:

  1. Prezzo di vendita al consumatore – i prezzi delle grandi catene di intimo sono spesso imbattibili. Le dinamiche economiche sottese a prezzi tanto bassi sono le stesse che riconosciamo dietro ai capi di abbigliamento fast fashion. Come possiamo pensare che prezzi tanto bassi assicurino il giusto riconoscimento e la giusta tutela dei lavoratori, della loro salute e dell’ambiente (l’industria dei filati può essere una delle più inquinanti, se non soggetta a regolamentazioni restrittive)? Se questo ragionamento vale per un pantalone vale anche per uno slip, non credi? 
  2. Performance in lavaggio – intimo che tinge o stinge: riflettiamo insieme sul significato. I capi che indossiamo sono ottenuti colorandone i filati o i tessuti. Noi indossiamo il capo per lunghe ore. Se si tratta di intimo, significa che portiamo gli agenti chimici coloranti a contatto con la pelle, che è il nostro organo più esteso per tempi prolungati e continuativi. Quando laviamo un capo e questo cambia il proprio colore (tingendo altri capi o perdendo il proprio colore originario) abbiamo la prova che le sostanza chimiche usate per colorare il capo non sono state fissate. Il che significa che, senza che ce ne accorgiamo, c’è una migrazione continua di sostanze chimiche dal capo di abbigliamento intimo alla nostra pelle. L’8% delle dermatiti è provocato dai coloranti dispersi da capi prodotti con tessuti e fibre di pessima qualità, questa è la conclusione cui è pervenuta la Comunità Europea.
  3. Durata del capo di abbigliamento – canottiere, slip, reggiseni, pigiami, calze: prodotti durevoli, se ottenuti con materiali di qualità e da chi investa in tecnologie e competenze. L’industria tessile-abbigliamento è tra i settori a maggior impatto ambientale e sociale. Acquistare prodotti di scarsa qualità, che in breve tempo si deteriorano, ci porta ad acquistare più capi, di fatto creando sempre maggiori rifiuti e contribuendo ad un irresponsabile impatto ambientale. Oltre ad esporci, nel lungo periodo, a spendere molto di più di quanto non spenderemmo acquistando capi di buona qualità, con una vita-prodotto più lunga. 

Perché indossare intimo artigianale

Maglie in 3 colori di Seconda Pelle marca intimo italiana

La resistenza a queste dinamiche tossiche è stata combattuta dai piccoli imprenditori artigiani. Per sopravvivere alle pressanti dinamiche commerciali della globalizzazione i produttori artigianali hanno, di fatto, rivoluzionato il distretto tessile e della confezione. Le imprese delle diverse filiere (cotoniera, laniera, serica) e delle diverse fasi del ciclo produttivo hanno smesso di lavorare a comparti stagni. Configurandosi come parti di un unico mercato, lavorano in mutuo collegamento e collaborazione. Questo modello di business permette agli artigiani di settore di offrire ai clienti una vera e propria  piattaforma di sviluppo di soluzioni di alta qualità in risposta ad esigenze specifiche.

Seconda Pelle è molto di più di una marca intimo artigianale italiana. E’ un esempio di come questo modello di business artigianale crei valore ad ampio raggio. Il punto vendita di Sant’Agata sul Santerno (Ravenna) è oggi il punto di riferimento per quanti, in Bassa Romagna (e non solo) cerchino un intimo di alta qualità. L’attività funge da incubatore delle diverse esigenze che man mano caratterizzano il mercato e guida gli artigiani produttori nell’identificazione delle soluzioni da fornire ai clienti. Seconda Pelle, quindi non vende solo intimo artigianale, prodotto localmente (Tra Emilia Romagna e Veneto) con criteri di elevata qualità. Vende vere e proprie soluzioni alle diverse esigenze che connotano la scelta dell’abbigliamento intimo. 

Abbigliamento intimo artigianale, importante nel post operatorio 

Una pancia operata; l'intimo post operatorio èun fattore centrale nel processo di guarigione

L’alta qualità dell’abbigliamento intimo dopo una operazione chirurgica può essere fondamentale. La qualità degli elastici, la fibra naturale antiallergica così come anche tagli e forme studiati per adattarsi al meglio alle diverse conformazioni fanno parte della ripresa post-operatoria. Io, che negli ultimi anni ho dovuto, mio malgrado, sottopormi a diversi interventi chirurgici, ho il cassetto dell’intimo composto unicamente da soluzioni artigianali.

Oltretutto vorrei sfatare lo stigma in merito all’intimo non brandizzato:

indossare indumenti comodi, di qualità, tagliati in modo giusto alla nostra conformazione corporea ci valorizza. Indossare indumenti standardizzati, tagliati sull’idea della taglia 40 con forme a clessidra, quando siamo taglie diverse, forme diverse e magari abbiamo anche edemi post operatori, non ci valorizza. Anzi. 

Elena Resta

Abbigliamento intimo anallergico, in fibra naturale e non solo

ragazza che si gratta: le reazioni allergiche sono più frequenti se non indossi intimo artigianale made in Italy

Come abbiamo letto poco sopra, non dobbiamo trascurare la rilevanza dei trattamenti chimici cui i tessuti vanno sottoposti per renderli, morbidi, comodi e colorati. L’uso di sostanze chimiche in Europa è normato dal regolamento REACH, ma ciò vale esclusivamente per quello che viene prodotto all’interno dei confini dell’Ue. Trattando i tessuti, la normativa OEKO-TEX è una delle più attente alla salute dei consumatori. Dalle segnalazioni del Rapex, il sistema di allerta rapido europeo, si evidenzia però che dai Paesi extra-Ue, e in particolare dalla Cina, arriva oltre il 70% di prodotti pericolosi. Anche alcune certificazioni (tra le quali le “organic”) fanno riferimento agli standard dei paesi di produzione pertanto assolutamente non in linea con quelle che sono le norme che tutelano la salute in Europa. Acquistare indumenti certificati dalla filiera produttiva italiana è già una scelta di sicurezza e tutela della salute. Rivolgersi ad attività, come Seconda Pelle, specializzata in produzioni nazionali di alta qualità, ci permette di evitare i facili inganni dei brand “made in Italy” con produzioni straniere.

Allergie e dermatiti da contatto non si ostacolano unicamente con la qualità delle materie prime, ma anche con lo studio del capo stesso. Ad esempio, Linea Pelle detiene una linea di canottiere interamente in cotone. Queste canottiere sono morbide e confortevoli senza che il cotone sia stato trattato chimicamente, ma solo per l’elevata qualità delle fibre scelte. Non contengono elastico (nemmeno nelle spalline) ma grazie alla tecnologia ed allo studio con cui sono state sviluppate e tagliate sono comode e seguono i movimenti del corpo. Lo stesso vale per i famosi slip da donna “coi fiorellini”, prodotto continuativo di questa marca intimo italiana sin dagli anni 70! Slip in cotone di altissima qualità, senza elastico e senza agenti elasticizzanti nel tessuto.

Indumenti intimi artigianali che proteggono la nostra pelle con la cura l’attenzione che merita. Una seconda pelle, appunto.

Abbigliamento intimo artigianale: perché è la scelta sostenibile

Una ragazza ad una macchina da cucire: l'intimo artigianale è una scelta etica e di sostenibilità

Non nascondiamoci dietro ad un dito: ci troviamo come Nazione, ma anche come Unione Europea e popolazione mondiale, in una congiuntura difficilissima. La globalizzazione ha svuotato il tessuto produttivo nella “vecchia Europa” ed in USA. In molte Nazioni (tra cui l’Italia) non si è riusciti a pareggiare la cosa creando tante opportunità lavorative quante fossero quelle andate perse. A questo si aggiunga che il mercato globale ha innescato cicli di crisi economiche ravvicinati che, di fatto, hanno polarizzato sempre di più le situazioni: tanto lavoro-scarse tutele vs scarsità di lavoro-maggiori tutele-alta competizione.

In questo contesto è molto importante, per fasce di popolazione sempre più ampie, avere accesso a beni a prezzi competitivi. Si, la qualità è centrale, ma lo è anche l’economia familiare. Io ti propongo di inserire nella valutazione di “economia” dei tuoi futuri acquisti di intimo, se non lo hai già fatto, anche il concetto di sostenibilità sociale.

“Ogni nazione, se intende rimanere forte, deve avere una base manifatturiera.”

Chris Anderson – da MAKERS PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE –

Acquistare ciò che è stato prodotto attorno a te significa mantenere attiva un’attività locale. Contribuendo a mantenere in vita le attività, dai la possibilità a queste attività di offrire lavoro alle persone che vivono lì attorno. Mantenendo attive le opportunità di lavoro permetti al tessuto sociale ed economico di avere le risorse per crescere. Il che significa contribuire alla possibilità di vita dignitosa delle persone che vivono nel tuo territorio. Più la filiera è corta (cosa che caratterizza l’ambito dell’artigianato) meno sarà la dispersione economica e più il prezzo di vendita potrà essere conveniente per il cliente e giusto per le parti coinvolte. L’acquisto di intimo artigianale prodotto in Italia è un acquisto che contribuisce all’economia locale.

Per Approfondire

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23 commenti su “Intimo artigianale made in Italy: la risposta di Seconda Pelle

  1. È davvero difficile trovare del buon intimo che sia anche anallergico grazie per la dritta di quest’azienda almeno so quello che compro.

  2. I prodotti artigianali sono sempre i migliori, molti si lamentano che costicchiano di più. Ovviamente preferisco spendere qualcosina in più per un prodotto che duri di più e sia realizzato nei miglior modi pur di evitare materiali scadenti anche perché qualsiasi indumento prima di essere bello deve essere comodo e soprattutto delicato alla pelle a maggior ragione l’intimo. Sbircerò il sito per dar un’occhiata, grazie.

  3. Penso che l’intimo sia una delle cose più importanti per quanto riguarda l’abbigliamento. Per questo bisogna sempre farci caso quando si comprano questi articoli…l’attenzione nella scelta dei materiali e la qualità devono essere veramente il massimo. In più essendo dei prodotti Made in Italy, aggiungono un punto a loro favore.

  4. Il problema della delocalizzazione purtroppo è molto diffuso e ha trasformato capi e prodotti di qualità in altri che lo sono molto meno, tranne che per il prezzo. Capi tagliati malissimo, taglie che non corrispondono e materiali spesso scadenti.

    Ti dico che un mio bikini blu, firmatissimo, in acqua lascia giù il colore, per cui dopo il bagno ti trovi con chiazze blu sulla pelle. Amo i i prodotti artigianali, perché penso alla famosa qualità che spesso manca. Grazie di avere presentato delle realtà che spero si diffondano moltissimo.

  5. Come sempre tutto ciò che riguarda i prodotti artigianali la qualità è eccelsa e ha sempre un potenziale in più proprio per questo dovremmo sostenere ancora di più i prodotti artigianali soprattutto in questo periodo così duro per tutti

      1. Bravissima! Sono commossa da questo articolo.
        Non ho molto altro da aggiungere, hai detto tutto quello che c’è da dire sulla situazione economica terribile italiana (e non solo). Dobbiamo assolutamente contribuire anche noi clienti, con le nostre scelte e i nostri acquisti, a riportare le cose in una prospettiva più equa e sostenibile.

        1. Grazie Daiana, si è una situazione terribile ed è globale. Prendere coscienza delle nostre responsabilità, come clienti, è centrale sia per noi che per il mondo in cui siamo inseriti. Concordo, la sostenibilità deve diventare un filo conduttore generale

  6. Sostenere le attività economiche ed evitare la delocalizzazione è un dovere dello stato. Tuttavia lo stato siamo anche e soprattutto noi. Ecco perché dovremmo supportare anche le piccole realtà imprenditoriali come Seconda Pelle. Ne guadagneremmo tutti in termini economici e sociali.
    Maria Domenica

  7. Mi piace tanto l’idea che si sostenga una realtà artigianale in questo settore, anche per l’attenzione nella filiera produttiva, per la qualità dei materiali e per l’atteggiamento sostenibile.

  8. Guardo molto che l’intimo sia di buona qualità per questo mi affido sempre a marchi italiani. Questo brand non lo conoscevo, ma voglio provare e comprare i loro capi.

  9. Io sono per il made in Italy e questi prodotti non li conoscevo proprio ma vedo che oltre ad essere belli sono anche sicuramente comodi. Tutte caratteristiche che io cerco

  10. Molto interessante l’approfondimento che dedichi alla delocalizzazione delle fabbriche, che purtroppo ormai è da applicare praticamente a quasi tutti i settori. per questo cerco sempre di acquistare Made in Italy, e dove riesco, direttamente dal produttore. Vado a sbirciare subito il sito Seconda Pelle !

  11. L’intimo non è un elemento da sottovalutare, ho sempre creduto e credo che non basti che sia bello o in alcuni casi sexy, ma che sia comodo e soprattutto una seconda pelle che non irriti la stessa. La cura dei materiali usati e la qualità è dunque fondamentale. Bello scoprire questa realtà ancor più perchè tutta italiana!

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