Storia e origine della piadina romagnola, in questa mappa del globo ho sostituito i puntin segnalatori delle capitali con piccole piadine

Storia della piadina romagnola: il racconto dell’umanità

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Storia della piadina romagnola, la nuova rubrica del blog “Storie di Piadina” racconta l’umanità ed il mondo partendo dall’origine del tipico piatto romagnolo. Continua a leggere l’articolo e scoprirai perché la piadina è un vero patrimonio dell’umanità

Origine della piadina romagnola: la ricetta della semplicità

La piadina, ricetta tipica della Romagna conosciuta in tutt’Italia, è un impasto di farina acqua, grasso (io preferisco l’olio, ma è ottima anche con buon strutto) sale e, in alcuni casi, un pizzico di bicarbonato. L’impasto viene lavorato in un disco sottile con l’ausilio del mattarello e cotto sul piano del tipico testo. La cottura su terracotta o ghisa rovente crea delle bolle che, bruciandosi, formano la tipica pigmentazione a macchie di leopardo tanto caratterizzante la preparazione romagnola. E’ un piatto tradizionale, che nella semplicità della ricetta così come della cottura (il testo veniva posizionato sulle braci del focolare o, in alcuni casi, sulle graticole) racconta di un’economia modesta, finanche povera.

In fondo al blog post, nella sezione approfondimenti, troverai il link per il video che ho preparato per spiegare come cuocere la piadina sul testo e sviluppare la fragranza perfetta!

Nel disco di piadina leggiamo la storia dell’umanità

Nella storia e origine della piadina, però non ritroviamo solo le radici della cultura romagnola. Infatti la genesi di quest’ impasto di acqua e farina cotto su pietra ci porta dritti all’origine dell’umanità.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Copenaghen, dello University College London e dell’Università di Cambridge, ha scoperto nel sito archeologico di Shubayqiua (in Giordania) i resti carbonizzati di un pane azzimo schiacciato e tondo cotto su pietra risalenti ad oltre 14.000 anni fa (quattordicimila, ragazzi miei, mi fa impressione solo pensarlo!!!). Si trattava di una piadina ottenuta dall’impastamento di acqua con semi di orzo farro e segale macinati e cotta su pietra rovente. Questa scoperta è importante perché dimostra che la primissima forma di panificazione, ovvero la produzione di piadine, è stata inventata ben prima della coltivazione. L’uomo produceva piadine quando era raccoglitore, ben 4.000 anni prima di diventare coltivatore. E’ possibile che la produzione precoce di queste piadine a base di cereali selvatici sia stata una delle forze trainanti della successiva rivoluzione agricola che sappiamo essere alla base dell’evoluzione umana. In poche parole, l’uomo ha individuato nelle piadine, cotte prima al sole, poi in forni, un alimento tanto importante da fargli concepire l’idea di cominciare a coltivare le piante e dismettere la vita di raccoglitore nomade.

Il forno di cottura nel sito di Shubayqa, nel cosiddetto deserto nero della Giordania storia della piadina romagnola
Il forno di cottura nel sito di Shubayqa, nel cosiddetto deserto nero della Giordania

Furono gli Egizi che portarono l’arte della panificazione allo step successivo, “inventando” di fatto la lievitazione. Intorno al 3500 a.C., infatti, scoprirono la fermentazione. L’ impasto lasciato all’aria veniva cotto il giorno dopo; si innescava un processo fermentativo da cui ne risultava un pane più soffice e fragrante.

Rappresentazione rupestre di età egizia, della produzione del pane; storia della piadina romagnola
La rappresentazione egizia della panificazione. L’arte bianca come la conosciamo noi (caratterizzata dalla lievitazione) nasce proprio sulle sponde del Nilo

Piadina: vero e proprio sinonimo di umanità.

La piadina è, quindi, la forma ancestrale di pane. La forma primaria di panificazione. Ed è per questo motivo che in tutto il mondo, in tutte le culture è presente un pane azzimo o con pochissimo lievito, quasi sempre di forma tonda (per esprimere la sacralità del cibo stesso), cotto su pietre o lastre roventi.

Ormai ti è chiaro, ho tante passioni, ma una delle mie passioni primarie è la cultura del cibo. Ho viaggiato molto, per lavoro e per interessi personali; ovunque sia andata ho cercato di capire la cultura del posto attraverso (anche) il cibo e le tradizioni ad esso legate. All’inizio rimasi colpita dal ritrovare piadine ovunque. Nel tempo mi sono divertita ad individuare come queste piadine fossero declinate nella cultura locale.

L’articolo continua dopo la citazione di Pascoli

Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l’allarghi e spiani;
ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna;

e sulle aperte mani tu me l’arrechi,
e me l’adagi molle sul testo caldo, e quindi t’allontani.

Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto,
fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle:
e l’odore del pane empie la casa.

Un estratto da “la Piada” di Giovanni Pascoli

Il blog Piadina Story inaugura oggi la sezione “storie di piadina“, nella quale il racconto della storia della piadina romagnola va ad intessere la trama di moltissimi altri popoli, paesi e territori. Passeremo dal Nord America ai territori interni indiani, attraverso l’Etiopia, l’Arabia Saudita, l’Algeria e l’Armenia. Viaggeremo per paese, comunità e culture, partendo dal racconto delle loro piadine locali.

Bimba che mangia la piadina in Mongolia. E' un sapore anche per lei familiare considerando che la storia della piadina romagnola è la storia dei pani ancestrali
Bimba che mangia una piadina all’aeroporto di Ulan Bator Gengis Khan;
foto scattata durante un viaggio da mia mamma

Cosa dici, sei pronto per iniziare il viaggio alla ricerca delle piadine nel mondo? Hai già delle piadine preferite di cui hai piacere di leggere nei prossimi articoli? Scrivimele nei commenti!

Approfondimenti:

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42 commenti su “Storia della piadina romagnola: il racconto dell’umanità

  1. Mi travolgi con queste curiosità che vanno al di là del semplice e famoso cibo tipico romagnolo… le nostre origini, la storia intersecata ad un piatto tipico, un viaggio affascinante non solo per le mie papille gustative ma soprattutto con la mente!!!

    1. Sono veramente contenta ti piaccia, Stefania! Grazie mille! La bellezza dei racconti è che sono veri e propri viaggi nel tempo e nello spazio ed a me piace viaggiare, col passaporto o senza. Proprio come te, ho visto il tuo blog ed è bellissimo!!! Continuerò a seguirti e ti invito a fare lo stesso con me; sono certa che i nostri racconti potranno avere una mutua influenza positiva!

  2. Non ci credo! Possiedo un testo di ghisa ma non sapevo cosa fosse! Era messo dentro ad una enorme Tajine che ho acquistato da un rigattiere e mi sono sempre domandata cosa servisse, collegandola alla pentola in terracotta che avevo acquistato. Non di meno, uso quelle strana “cosa” pesantissima, sul fornello, per scaldare le piadine acquistate a super mercato. Pazzesco! Sono felicissima adesso e non mi rimane che provare a farle da me!

  3. Mi piace questa nuova rubrica, sarà che sono golosona o che la piadina esalta qualsiasi ingrediente! Insomma, hai capito! Detto ciò aspetto i trucchetti per realizzare una deliziosa piadina a casa!

  4. Non conoscevo affatto come fosse nata la piadina! Noi in casa la adoriamo, spesso la faccio con il lievito madre ma non si avvicina nemmeno lontanamente alla vostra vera piadina!

    1. sono contenta vi piaccia. A tutti li effetti il lievito madre non è la scelta più indicata. Perchè gli enzimi che mette in atto in lievitazione sono diversi e creano una texture ed aroma specifici. A breve posterò la ricetta nelle due varianti: azzima e col bicarbonato. Se ti va, provale e poi fammi sapere come ti sei trovata!

  5. Amo la piadina. Ogni volta che posso la mangio a pranzo, preparata in tutti i modi. È stato interessante quindi saperne di più e di immergermi in questo excursus storico sulla sua origine.
    Maria Domenica

  6. Non sapevo che la piadina avesse origini così antiche, ho trovato interessante la comparazione che hai fatto con altri piatti simili. Ovviamente poi ho aperto anche il tuo video ma onestamente ci sono restata male, io pensavo che ci mostravi come si fa l’impasto. Ecco il prossimo articolo lo vorrei sull’impasto della piadina.

  7. Mi piace molto la piadina, sopra tutto con lo squacquerone e il crudo. Però non la farei mai in casa. Poi la cucina è il regno di mia mamma. Nemmeno lei però la farebbe. A marzo quando quasi tutta l’Italia preparava pane e pizza in casa lei non l’ha mai fatto. Dal panettiere, pasta per pizza pronta, e via. In fondo si trovano in commercio i prodotti buonissimi senza sfacchinare. Comunque è incredibile come la piadina abbia origini così antiche, non lo sapevo.

  8. Bellissimo articolo. Da amante della piadina, una pietanza che si può declinare e abbinare in tantissimi modi, mi ha fatto proprio piacere leggerne la storia con così tanta passione.

  9. Ciao Elena! da vera Romagnola non posso che apprezzare questo articolo con tutta me stessa! Mi hai messo una gran voglia di piadina ahahah interessantissima la parte sui primi ritrovamenti, sapevo della scoperta della Lievitazione tramite gli egizi ma ero all’oscuro di tutto quello successo prima. Che dire, ottimo articolo! Grazie!

  10. Ricordo la prima volta che ho mangiato una piadina: circa 20 anni alla prima feste dell’Unità a Modena. Non mi accontentai della classica, ma puntai dritta verso salsiccia, cipolla e peperoni. La prima piadina non si scorda mai!

  11. Curiosissima di leggere i tuoi prossimi articoli sulle diverse ricette di “piadine” nel mondo, non avevo mai riflettuto che in effetti fosse la forma ancestrale di tutto il pane!

  12. Mi è venuta fame! A Bologna la facciamo più sottile, ma ammetto che io la preferisco come la fate voi in Romagna, più alta e morbida. La mia preferita è la classica con prosciutto cotto e fontina, ma anche quella con la salsiccia non scherza😊

  13. Ho appena finito di mangiare ho letto con molto coinvolgimento ho delle piadine preferite mi fanno impazzire le piadine con la fesa di tacchino,fera pomodoro o anche salame piccante mi hai fatto ritornare dei bellissimi ricordi in mente ..le piadine del bar di fronte il mio ex liceo,Bello il tuo articolo sto andando a leggere quello riguardo le piadine romagnole le origini

  14. Ciao Elena
    Noi abbiamo provato a fare il pane turco che e’ lievitato (noi usiamo il lievito madre) ma che per forma e cottura richiama la piadina.
    Lo abbiamo condito con olio ed un trito di erbe aromatiche

    1. Ciao Maria Rosa! quale ricetta avere seguito? Bazlama? Khobez? Sono diversi i pani che rientrano sotto questa definizione e la differenza primaria la fanno l’idratazione (gli impasti sono più o meno idratati) e le miscele di spezie presenti o meno (esempio il Za’atar). Vi è piaciuto? Io di solito faccio il Bazlama, che è molto simile alla piadina (si gonfia un po’ di più)

    2. Ogni piatto, anche quello che sembra più banale, ha la sua storia e dignità. Grazie per l’approfondimento interessantissimo.
      (Comunque la piadina più buona della mia vita l’ho mangiata a Rimini, lungo mare, gennaio 2016. Poesia!)

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