un ragazzo seduto sulla spiaggia lavora usando un tablet. Serve per trasmettere l'idea di smart

Vivere Smart: 5 motivi per cui in Romagna si può.

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Vivere smart in Romagna si può. Fare scelte praticabili e sostenibili, trovare le migliori opportunità nella vita di tutti i giorni, vivere assecondando il più possibile le proprie inclinazioni ed al contempo rispettando il contesto sociale è una concreta possibilità in Romagna.

Cosa significa vivere Smart

vivere smart in Romaga significa declinare la vita al meglio assecondando anche le proprie aspirazioni

La definizione “smart living” sta per l’opportunità di vivere beneficiando di soluzioni innovative che rendono la vita delle persone sostenibile. Questo concetto include rispetto delle risorse, vicinanza alle aspirazioni personali ed integrazione nel tessuto sociale.

La qualità della vita in Emilia Romagna è tra le migliori in Italia

La classifica de Il Sole 24 Ore, sulla qualità della vita nelle regioni Italiane, vede l’Emilia Romagna posizionarsi come quarta (dietro a 3 regioni del Nord a Statuto Speciale). Quando, però, si analizza il contesto di questa regione, si finisce per tarare il tutto secondo le metriche dell’unica città metropolitana: Bologna.

Foto di Bologna dall'alto

In questo articolo, invece, ti accompagno ad analizzare il contesto delle provincie. Nello specifico analizzerò la provincia romagnola, spesso al di fuori dei grandi dibattiti ma non per questo meno importante nel quadro della situazione. Continua a leggermi e scoprirai che, oggi, è una vera e propria realtà vivere smart, in Romagna, e per quale motivo io credo che la provincia romagnola sia un importante riferimento per il vivere futuro.

1. La provincia è a misura delle persone

L’attuale pandemia in corso sta evidenziando come i contesti più resilienti siano quelli di provincia. Le vaste aree metropolitane, infatti, si stanno rivelando i contesti più difficili e più isolanti. La provincia dell’Emilia Romagna si è spesso sviluppata in contesti di distribuzione di servizi (ospedali, scuole, attività produttive, commerciali e di servizio) più parcellizzata, il che permette una maggiore condivisione del benessere. Il risultato è l’opportunità di raggiungere in poco tempo i servizi principali e di potere offrire ad una ampia maggioranza di persone di potervi accedere regolarmente ed agilmente. Non è un caso che le 3 province romagnole si posizionino tutte ai livelli più alti, della classifica del Sole 24 ore, per

  • Ambiente e servizi (Ravenna 23°, Forlì 17°, Rimini 11°)
  • Cultura e tempo libero (Ravenna 23°, Forlì 8°, Rimini 1°)

La realtà di provincia romagnola è stata in grado di mantenere, seppur parzialmente, il senso di coesione che ha guidato il forte movimento di cooperazione che tanto ha contraddistinto questi territori. A questo si stanno ispirando molti laboratori in corso di co-progettazione di servizi di innovazione sociale in molte città metropolitane (come ad esempio Milano).

2. La mobilità sostenibile è una realtà, fa parte della tradizione e guarda al futuro

Selfie di me, per Lugo

L’esteso contesto di provincia e rurale, unito alla disponibilità di una vasta area pianeggiante, ha sempre promosso lo spostamento delle persone in bicicletta. Questo ha, negli ultimi 50 anni, reso possibile la messa a punto di un fitto reticolo di piste ciclabili, strumento molto importante di collegamento sociale. Le tre provincie della Romagna sono collegate tra loro e con i territori circostanti da oltre 700km di pista ciclabile. La mobilità sostenibile fa parte del vivere smart, in Romagna, da lunghissimo tempo.

Per intercettare sia gli interessi del turismo sia le esigenze di sostenibilità e qualità della vita. Tra i protagonisti dell’Italian Green Road Award, l’anello integrato di 1.750 chilometri dal nome esaustivo “Bici senza confini”. Si tratta di un percorso (che nasce e si chiude a Rimini) di connessione lungo i confini regionali di ciclovie/percorsi/itinerari esistenti che si possono percorrere in bici, mbt, a piedi, endurance trail, a cavallo, integrato con reti e sistemi regionali, nazionali ed europei di mobilità lenta. 

Anche il concetto dello spostamento a piedi sta trovando grande terreno fertile e sta portando alla creazione e rafforzamento di un sistema economico di grande valore e sostenibilità. Uno degli ultimi proposti è il Cammino di Dante. Trova origine a Ravenna, presso la Tomba di Dante per terminare presso il Museo Casa di Dante a Firenze.  Lungo i cammini stanno nascendo tante attività locali, spesso sostenibili e di importante valore sociale e culturale.

Ho scritto un post sulle proposte dantesche legate al turismo slow in Romagna. Salvatelo per programmare al meglio la tua prossima vacanza o gita! Cammini, cicloturismo, escursionismo, trekking: in Romagna hanno una marcia in più.

3. Pianura, mare, collina, montagna: vivere smart in Romagna

Il territorio romagnolo occupa 6.380Km2. Il 63% di questo è montagnoso, il 36% è pianura con oltre 100Km di riviera (che si estende dalla foce del Reno -FE- fino a Gabicce Mare -PU-). Vivere smart in Romagna significa vivere in un contesto che sia più vicino alle esigenze ed aspirazioni personali anche in termini di ambiente e natura. La gestione sociale, inoltre, è ultimamente molto attenta alla promozione delle aree montane così come dei piccoli borghi interni.

Un esempio lo sono i 20 milioni per contributi a fondo perduto a giovani e famiglie che hanno deciso di risiedere stabilmente in uno dei 119 comuni appenninici dell’Emilia-Romagna. E’ di 81 milioni, invece, il piano di rilancio della filiera ortofrutticola che prevede anche il potenziamento delle strutture sociali al fine di sostenere le produzioni locali e dare garanzie di redditività agli agricoltori.

4. La trasformazione digitale il vivere smart in Romagna parte da scuole e piccoli comuni

Studentessa connessa via tablet

L’impatto dell’emergenza Covid19 ha accelerato la trasformazione digitale delle città italiane, ma non in modo uniforme. Il rapporto ICity Rank 2020  sulle città italiane intelligenti e sostenibili realizzato da FPA, evidenzia l’emilia Romagna come prima digitalizzazione del territorio. Nello specifico, è molto buono il posizionamento della provincia Romagnola:

  • Ravenna 32°
  • Forlì-Cesena 25°
  • Rimini 26°

Nello specifico, il tasso di copertura a banda larga di scuole e piccoli comuni è tra i più alti. Anche l’indice di trasformazione digitale vede i contesti romagnoli eccellere. Questo permette, quindi, di dare un ulteriore slancio alla vita di provincia, permettendole di potere offrire livelli di servizio più vicini alle eccellenze tipiche delle città metropolitane. Le persone potranno quindi più facilmente accedere ad educazione, formazione ed anche opportunità di lavoro senza dovere lasciare i contesti provinciali.

5. Si sta lavorando per ridurre il gap occupazionale di genere (e ci sono i primi risultati)

Donna che guida un muletto

Il progresso, il miglioramento, la scoperta: sono tutti fattori legati alla diversità. Gli ambienti che escludano l’accesso e la crescita di qualsiasi tipo di realtà restano asfittici, immaturi, non raggiungono le vette più alte. Dalla teoria alla pratica, quando si tratti di diversità di genere però, in Italia siamo restii a passare. L’Emilia Romagna è prima, quest’anno, per l’occupazione femminile on Italia (67%). La provincia romagnola si distingue per l’alto tenore del tasso di occupazione (Forlì-Cesena 4° posto, Ravenna 6°, Rimini 32°) e, contestualmente per la forte riduzione del gap occupazionale

  • Forlì Cesena 10°
  • Ravenna 16°
  • Rimini 52°
Vivere smart significa parità di genere: due donne che lavorano

Complice anche il contesto sociale, da sempre molto vivace ed inventivo, le startup innovative trovano il contesto romagnolo particolarmente in fermento ed in rinnovamento. Di fatto questo pone nuove basi per potere proseguire nella riduzione del gap.

Ritengo, personalmente, che la riduzione del gap occupazionale sia l’impegno sociale e politico più doveroso.

Senza il quale non solo in Romagna, ma in tutt’Italia non ha proprio senso parlare di smart, non credi?

Per approfondire

  • Da oltre 30 anni le classifiche sulla Qualità della vita stilate da Il Sole 24 Ore offrono un’importante analisi. Ecco il link alla classifica 2020
  • La Romagna è anche meta di turismo per i romagnoli stessi, salvati il mio articolo sulle staycation in Romagna
  • Ecco il portale dell’ Emilia Romagna sui cammini, per individuare la proposta più vicina alle tue esigenze
  • Per individuare le piste ciclabili disponibili su suolo Nazionale, ecco il link
  • Ludovica Casellati ha lanciato la prima edizione dell’Italian Green Road Award
  • La filiera ortofrutticola, per lungo tempo, non è stata oggetto di investimenti. Ecco il link ai programmi di rilancio della filiera ortofrutticola
  • Anche le grandi città metropolitane cercano di mimare i contesti di coesione tipici delle province: un esempio di co-progettazione sociale: bando quartieri connessi di Milano
  • Con la pandemia Covid la trasformazione digitale è diventata centrale; ecco il link ai risultati di ICity Rank 2020

Articolo creato 66

29 commenti su “Vivere Smart: 5 motivi per cui in Romagna si può.

  1. Mi sono trasferita in Emilia, Bologna, 31 anni fa per specializzarmi. Poi ho incontrato mio marito e vivo a Parma da 20 anni. Amo la Romagna da quando l’ho conosciuta e le parole del tuo articolo rafforzano la mia idea di spostarci in Romagna quando (e se) saremo pensionati.

  2. Comunque secondo me in Romagna si vive davvero molto bene e lo dico da ex ragazza che la frequentava moltissimo e che più di una volta mi ha fatto innamorare, dei suoi luoghi, dell’accoglienza, del mangiare bene, e di tante altre cose…

  3. Questi sono gli articoli che dovrebbero fare tendenza, per aprire gli orizzonti anche ad altre realtà italiane. Dev’essere un orgoglio vivere in Romagna e vedere tutti questi piccoli grandi cambiamenti che porteranno ad un futuro migliore, cominciando dalla riduzione del gap di genere sul mercato del lavoro, all’essere sostenibili sulle distanze.

    1. Veronica, che piacere leggere questo commento! io pensi che siamo in tanti, in Italia, a dare luce a questi piccoli cambiamenti dall’inarrestabilità dei quali dipende il futuro nostro e dei nostri figli. E mi piacerebbe tanto costruire una rete per rafforzare la comunicazione di quanto abbiamo o abbiamo ottenuto di positivo, così da spingere questo processo verso velocità ed intensità maggiori! Grazie di cuore per il tuo sostegno

  4. So di andare controcorrente, ma una non allineata ci vuole ogni tanto. Non vivrei mai in una cittadina di provincia, ancora meno in un paese. Conosco bene la Romagna, da bambina ho passato anni a Cesenatico e con il liceo, a Riccione. Divertenti e piacevoli d’estate, ma terribilmente morte d’inverno. Non mi sposterei mai da Milano, e abitando in una zona semi centrale, con la metro sono in centro in pochi minuti. La pandemia ha bloccato tutti, ma amo la moda, il beauty, i viaggi e gli eventi, ( e di questo tratta il blog) e in Romagna di tutto ciò non vi è nulla. Certo in estate qualcosa di questo c’è, l’ho visto di persona, ma nemmeno da paragonare a cosa si trova, se ne hai la possibilità ovvio, a quanto organizzato qui. Poi magari se una persona è sposata o ama la tranquillità non gli interessa. Io single, fashion addicted, amante delle belle serate, in provincia mi annoierei. Di contro a Milano non conosci chi abita nel tuo palazzo, però sono amante della mia privacy e a me va benissimo così. Andare in bici a Milano tra il freddo, le auto, le moto, i furgoni, gli autobus, la nebbia, non è proprio il massimo della vita, respirando i gas di scarico. L’articolo tuo è interessante, ma spero proprio che finisca questa chiusura perché non voglio rimanere più di due settimane nello stesso posto, e riprendere a viaggiare.

    1. Hai ragione, Valentina, vai controcorrente perché proprio a seguito dell’esperienza traumatizzante del lockdown il concetto della vita di provincia è stato rivalutato. Ed hai anche ragionissima quando scrivi che il tuo stile di vita così come i tuoi interessi difficilmente potrebbero adattarsi alla vita provinciale che conosciamo oggi e che caratterizza la mia regione (unica città con impianto metropolitano è Bologna). Siamo, però, in un periodo di profonda rivoluzione e grandi cambiamenti, quindi quello che saranno le conformazioni del nostro vivere nei prossimi anni lo scopriremo vivendo. io ADORO Milano, da quando mia sorella si è trasferita a vivere lì vengo (venivo) spesso: come scrivi le opportunità, le mostre, gli eventi che puoi trovarvi sono unici sia in termini di qualità che di quantità e frequenza. E spero, anche io come te, che si possa riprendere a viaggiare presto: perché è bello poter vivere il contesto che più ci è consono (io la provincia, tu la metropoli) ma ha tutto un altro sapore quando ci si può muovere liberamente ovunque

  5. Prima cosa: il tuo cappotto viola, stupendo!
    Poi: mi piace molto la tua causa per i luoghi in cui vivi. Anch’io sostengo molto il nostro Paese, non ho il mito dell’estero, e anche la mia regione, il Veneto. Certo, giochiamo facile, le città dell’Emilia Romagna e del Triveneto sono ogni anno tra le più vivibili (sicuramente grazie anche alle situazioni provinciali).
    Ricordo l’anno che vinse Parma e solo frequentandola ogni tanto capivo il perché. Ci fu poi Belluno, perfetto. Quest’anno Pordenone, finalmente!

    1. Grazie Daiana! anche io lo adoro, e la fotografa Pimpi1090 (che mi ha regalato queste ed altre magnifiche foto) secondo me ha fatto un vero capolavoro a valorizzarlo nella foschia grigia che caratterizzava la giornata in cui ha scattato!

      Concordo con te su tutta la linea: il mito dell’estero non mi ha mai presa, nonostante abbia vissuto all’estero ed abbia viaggiato tantissimo. Io sono per valorizzare (potendolo fare) il nostro territorio. Concordo anche sul fatto che giochiamo facile, le nostre regioni hanno una buona attenzione alla qualità di vita, al traino della forte vocazione provinciale che le contraddistingue. E credo che, in geneeale, la qualità di vita di cui godiamo in Italia sia di una scala difficilmente raggiunta da moltissimi altri contesti

  6. Una mia amica vive in Emilia Romagna da una quindicina di anni ed effettivamente molti degli aspetti analizzati nell’articolo corrispondono al suo modus vivendi. Ciò che positivamente colpisce è il tasso di occupazione femminile che noi in Puglia possiamo solo sognare.
    Maria Domenica

    1. Ciao Maria Domenica, ti capisco. L’OCSE, ha calcolato, per il 2019, il tasso di occupazione in Italia pari a 58%. Con un tasso inferiore al 50% per le donne e prossimo al 70% per gli uomini. se ci pensi questi dati sono fortemente preoccupanti. Io spero veramente che a livello centrale sentano e vivano le nostre preoccupazioni, perchè più donne nei posti di lavoro significa anche più parità di diritti e più opportunità di crescita per tutto il paese.

  7. Bellissima la Romagna e mi fa piacere stia svolgendo tante attività per migliorarne la vivibilità. Tutti gli spunti che citi sono giusti. Abito in un paesino di 500 abitanti in Sicilia e lo smart working è stato indubbiamente piacevole grazie al clima, la tranquillità e il tutto, ma mancano le “comodità” di una città più grande che ha, per forza di cose, tutto a portata di mano.

  8. Sicuramente la Romagna è una delle zone dove si vive meglio in Italia. Io però vivo tra la Toscana e la Puglia, due regioni altrettanto belle e vivibilissime.
    Fortunatamente l’Italia è bella tutta e chi ha la possibilità di lavorare in smart working ha davvero un’ampia scelta di posti dove vivere bene.

    1. condivido appieno, avendo vissuto all’estero e viaggiato moltissimo per lavoro confermo: l’Italia è bella tutta. E condivido anche la riflessione che la possibilità di lavorare da remoto ci sta aprendo importanti vantaggi, relativamente allo stile di vita!

  9. Io vivo nella provincia di Latina e controllando la lista ho scoperto che stiamo al ottantaquattresimo posto e la cosa non mi sorprende molto se calcolo che ci sono alcune zone rurali che non vengono ancora raggiunti dal servizio idrico nazionale e questo giusto per dirne una tra mille. Stiamo ben lontano al livello di efficenza di cui parli tu.

  10. Non avrei mai pensato sinceramente alla Romagna come luogo ove trasferirmi o meglio che si potesse creare un blog post che potesse dare motivazioni così forte ed interessanti, chissà perchè pensiamo siano sempre e solo relativi all’estero!

    1. Già, diciamo che, comunque, la strada da fare è ancora tanta. Ed un po’ si arretrerà. Solo con questa pandemia sono veramente tanti i posti di lavoro che si vanno a perdere ed è universalmente accettato (vedi il discorso di Mattarella di fine anno) che a farne le spese siano le donne ed i giovani.

  11. Al giorno d’oggi vivere smart è qualcosa di fondamentale e tutte le città dovrebbero essere a portata del digitale e facilitare uno stile di vita che abbraccia le soluzioni innovative. Bene per la Romagna. – Paolo

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