17 maggio 2023: una notte da non dimenticare
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ToggleLa notte del 17 maggio 2023 Sant’Agata sul Santerno ha vissuto il momento più buio che i suoi cittadini possano ricordare. Il Santerno, parzialmente occluso dal ponte ferroviario, nella sua piena spaventosa ha rotto l’argine proprio a ridosso della cittadina. Due abitanti hanno perso la vita, mentre l’acqua, salita fino a un metro e ottanta in meno di dieci minuti, ha travolto e distrutto case, strade, esistenze intere. Uno tsunami d’acqua che ha dilaniato tutto quello che incontrava. “
È stata una fortuna che fosse notte. Di giorno ci sarebbero potute essere più vittime
Massimo Tarozzi
Massimo Tarozzi, uno dei fondatori dell’Associazione Alluvionati di Sant’Agata, racconta come la spinta a reagire sia nata dalla devastazione tremenda che ha anche fatto emergere l’impreparazione del territorio di fronte a crisi tanto gravi e complesse.
Una comunità che si rialza
Soltanto 8 giorni dopo il disastro, da una chat WhatsApp nata per affrontare l’emergenza, è nata l’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023. Oggi conta oltre 400 iscritti su meno di 3000 abitanti: un numero che testimonia la volontà di trasformare il dolore in partecipazione. L’associazione è nata per costruire: reti, conoscenza, azioni. Da subito si è collegata ad altre associazioni alluvionati Emilia-Romagna, sostenendo la nascita di nuovi comitati e partecipando attivamente ai Comitati Riuniti regionali. Un esempio concreto di come la cittadinanza attiva possa diventare infrastruttura di resilienza.

Il logo dell’associazione Sant’Agata 17 maggio 2023, composto dall’iconica torre dell’orologio, riporta anche le parole “Io non dimentico“. Non è solo memoria: è il richiamo di chi ha provato il terrore e oggi non accetta che tutto questo sia vano. Perché chi ha visto l’acqua salire non vuole più silenzio sulla sicurezza, né promesse a vuoto.
L’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023
L’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023, apartitica e apolitica, ha come obiettivi la tutela dei diritti dei residenti e dei proprietari di immobili colpiti dalla rottura dell’argine del fiume Santerno. Secondo lo statuto, gli scopi sono molteplici: raccogliere e diffondere analisi tecniche e giuridiche sull’evento del 17 maggio; progettare linee guida per azioni legali o negoziali; supportare i cittadini nei percorsi di risarcimento; mantenere un dialogo costante con le autorità; sollecitare la realizzazione di argini sicuri. Non da ultimo, incentivare la ripresa del tessuto commerciale del paese.
La battaglia per la demolizione del ponte ferroviario sul Santerno
Il ponte ferroviario che attraversava il Santerno a ridosso dell’abitato di Sant’Agata, era più basso degli argini. Proprio per questo motivo, già nel 2003, era stato indicato come criticità. Dopo un lungo percorso fatto di raccolta firme, lettere, richieste formali, dialoghi con le istituzioni e coinvolgimento della cittadinanza, finalmente nell’Aprile 2024 sono partiti i lavori di demolizione. L’intervento è stato possibile grazie al sostegno del Ministero delle Infrastrutture che ha riconosciuto la pericolosità della struttura e del generale Figliuolo che ha trovato i finanziamenti. “Fino a quando non ho visto il cantiere, non ci credevo”, racconta Tarozzi. La demolizione ponte ferroviario Santerno è diventata il simbolo di una battaglia per la sicurezza vinta dalla comunità con determinazione e dignità.
Manutenzione del fiume Santerno: un impegno condiviso

Mentre scrivo, è il 2 maggio 2025. Sono passati esattamente due anni dalla prima disastrosa alluvione che ha colpito la Romagna. Un anniversario che scivola via in silenzio, senza parole ufficiali, senza gesti pubblici di rilievo. Ma chi c’era, chi ha perso tutto, chi ha sepolto i propri cari — non dimentica.
Il motto dell’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023 è una dichiarazione civile e personale insieme: “Io non dimentico.”
Perché la memoria non è solo ricordo. È ciò che impedisce alle responsabilità di svanire come sale nell’acqua.
Ma il ponte è stato solo l’inizio. Uno degli obiettivi associativi è la manutenzione del fiume Santerno lungo tutto il suo corso, da monte a valle. La richiesta è chiara: ripristinare gli argini crollati, pulire le golene ripristinandole dove demolite dalla furia delle piene, rimuovere detriti accumulati, riportare le altezze dei sottoponti a livelli di sicurezza, creare bacini di laminazione. Un lavoro enorme, certo, ma indispensabile. I primi segnali positivi sono arrivati dalla località di San Bernardino, ma l’attenzione resta alta. In questa battaglia, l’associazione è affiancata da altre realtà civiche come il comitato “Amici del Santerno“, in una rete di cooperazione dal basso che ha imparato a parlare con i tecnici e a dialogare con le istituzioni.
Risarcimenti e burocrazia: il supporto ai cittadini
Un altro fronte è quello dell’assistenza diretta ai cittadini, in particolare sul tema dei risarcimenti. La piattaforma Sfinge Alluvione 2023, unica via per chiedere i rimborsi, ha mostrato fin da subito tutte le difficoltà di un sistema troppo complesso. L’associazione ha stabilito collaborazioni operative con le strutture commissariali (prima Figliuolo, ora Curcio) e con le istituzioni locali, per fornire informazioni affidabili e aiutare le famiglie ad accedere agli indennizzi. Non solo: grazie al lavoro coordinato tra comitati, per la prima volta in Italia è stato possibile ottenere il rimborso anche per recinzioni e beni mobili. Un risultato storico, frutto di una mobilitazione determinata e paziente.
| Data | Province | Decessi | Sfollati |
| 2-3 maggio 2023 | Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna | 2 | 400 |
| 16-17 maggio 2023 | Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna, Rimini, Pesaro-Urbino e Senigallia | 15 | 36000 |
| 18-19 settembre 2024 | Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna, Rimini, Ancona, Senigallia e Falconara | 0 | non disponibile |
| 19-20 ottobre 2024 | Bologna, Modena, Ravenna, Reggio Emilia Bacino idrico del fiume Po | 1 | 3000 |
Solidarietà concreta, il gesto che resta: la coppia di neosposi di San Sepolcro
Ma ci sono episodi che raccontano più di mille numeri. Come quello della coppia di neosposi di San Sepolcro (che ha voluto restare anonima) che ha devoluto i regali di nozze (5.000 euro) all’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023. Un gesto silenzioso e potente, che ha commosso la comunità. Oppure l’iniziativa dell’associazione stessa che, vendendo magliette e organizzando aste benefiche, ha raccolto fondi destinati a buoni pasto per le famiglie alluvionate. Un gesto sincero, nato da cittadini per i concittadini. Per capirne la portata è importante considerare che per mesi, moltissimi abitanti non hanno avuto una cucina, un fornello, un luogo dove cucinarsi un pasto caldo. La cittadinanza aveva deciso di aiutarsi senza tante fanfare; chi aveva bisogno, avrebbe ricevuto.
È così che si costruisce una comunità, mica con le rassegne stampa o la propaganda elettorale.
Le richieste di oggi e la memoria del futuro
Oggi l’Associazione alluvionati Sant’Agata chiede che l’attenzione non cali. Che, finalmente, si investa in sicurezza. Che si completi il lavoro sul fiume Santerno. Che si continui a semplificare l’accesso ai risarcimenti. Che non vengano dimenticati i commercianti locali. Le parole di Tarozzi suonano come un monito e una promessa: “Abbiamo ricevuto tanto da sconosciuti. Questo ci ha dato la forza di restituire, di organizzarci, di chiedere e di dare. Non ci interessa la polemica, ma costruire”.
L’Associazione Sant’Agata 17 maggio 2023 è un modello di civismo, non solo una risposta all’emergenza. Un esempio concreto di come la cittadinanza possa farsi forza collettiva. E in un tempo in cui è facile dimenticare, i santagatesi hanno scelto di ricordare.
Per approfondire:
- Segui i social dell’associazione per aggiornarti sulle attività e iniziative di Sant’Agata 17 maggio 2023
- Una tragedia simile non deve essere dimenticata. Sant’Agata ha pianto la morte di due concittadini. Il parroco di Sant’Agata, durante l’omelia funebre, ha avuto parole importanti in merito alle responsabilità, Leggi l’articolo “Aveva la coscienza pulita, sono altre le coscienze sporche“
- Sto contattando le associazioni e i comitati degli alluvionati romagnoli. Ho già scritto del Comitato Amici del Santerno e del Comitato Progetto Futuro Sicuro di Traversara (attivo sul fiume Lamone). Leggi gli articoli, ci troverai tanta umanità e senso civico.
- A 2 anni dall’alluvione non disponiamo di dati ufficiali. Ma a 1 anno dall’evento i media riportavano come le richieste di risarcimento fossero pochissime, rispetto ai danni. L’accesso agi indennizzi è stato ostacolato dal sistema farraginoso e complesso istituito. Leggi l’articolo di Wired
- La mia famiglia come quasi tutte le famiglie dei miei cari, è stata vittima delle alluvioni che stanno devastando l’Emilia Romagna da Maggio 2023 (a oggi sono ben 4). Se vuoi sapere come la penso, clicca sull’articolo che ho scritto 1 settimana dopo essere uscita a 4 giorni di allagamento. Te lo racconto in Alluvione in Emilia Romagna: le piogge eccezionali sono la punta dell’iceberg di un dissesto idrogeologico profondo


