Sicurezza fiume Lamone: il comitato di Traversara dà voce al territorio

Foto aereo dell'alluvione di Traversara di Settembre 2024. La sicurezza del fiume Lamone è alla base di un ritorno di serenità per i traversaresi
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11 Aprile 2025

A Traversara di Bagnacavallo, il Comitato Progetto Futuro Sicuro lavora per la messa in sicurezza idrogeologica del Lamone: un esempio di cittadinanza attiva per tutta la Romagna

Quando un fiume rompe gli argini, non distrugge solo cose: mette in discussione l’idea stessa di casa, di futuro, di sicurezza. Lo sanno bene i cittadini di Traversara di Bagnacavallo, nel cuore della Bassa Romagna, dove l’acqua, ancora una volta, ha stravolto le loro vite.

Non erano ancora trascorsi 18 mesi dalle due alluvioni che nel maggio 2023 avevano devastato l’Emilia-Romagna, uccidendo 17 persone. Il 19 settembre 2024 il fiume Lamone, per la terza volta, invase la frazione di Traversara distruggendo case, strade, memorie, sicurezze. Alla base dell’accaduto, la rottura dell’argine sinistro in un tratto già fragile, perché ricostruito dopo gli eventi catastrofici di maggio 2023. Due settimane dopo, una quarta alluvione ha colpito la stessa area.

A questo punto è stato chiaro a tutti: quello che stava succedendo a Traversara era l’evidenza di un’ insicurezza idraulica strutturale del territorio. Urgeva una messa in sicurezza del fiume Lamone a Traversara e non solo. La narrazione istituzionale, che aveva descritto le alluvioni del 2023 come “Un evento senza precedenti nella storia osservata” con tempi di ritorno in alcuni casi molto superiori ai 500 anni dove le esondazioni sono state più significative”(fonte: Rapporto scientifico Regione Emilia-Romagna), è apparsa errata.

Era oramai evidente che c’erano cause strutturali dietro alla paura quotidiana, l’impoverimento drammatico, la difficoltà sociale in cui migliaia di cittadini romagnoli sono costretti a vivere da maggio 2023.

È da questa consapevolezza che Gianluca Sardelli, traversarese geometra di campagna — come ama definirsi — ha scelto di partire. Da Facebook, meno di una settimana dopo il disastro di Traversara, si è rivolto ai cittadini perché si unissero a lui in un progetto di conoscenza, sorveglianza e proposta. In un giorno e mezzo aveva già raccolto moltissime adesioni, ed è così che ha fondando il Comitato Progetto Futuro Sicuro Traversara. Una realtà apartitica e volontaria, con l’obiettivo della messa in sicurezza del fiume Lamone a Traversara, attraverso azioni concrete e dialogo costante con enti e istituzioni.

Fin dall’inizio, il comitato nato per riportare sicurezza, dopo le alluvioni, a Traversara ha tradotto la preoccupazione collettiva in attività operative:

  • Raccolta di documentazione tecnica;
  • mappatura delle criticità idrauliche e infrastrutturali;
  • invio di PEC alle autorità;
  • incontri pubblici con tecnici e funzionari;
  • aggiornamenti regolari attraverso social e documenti condivisi;
  • attività a sostegno della popolazione, come raccolte fondi e iniziative per i bambini, perché recuperino serenità.

Nonostante la lentezza dei processi istituzionali, e l’estrema frammentazione degli interventi, snervanti e demotivanti, il comitato ha continuato ad operare mantenendo un tono collaborativo e sollecitante, trasformando l’ovvia tensione in presenza civica attiva e consapevole.

Tra i primi risultati dell’attività del comitato:

  • Ripristino della caserma dei Carabinieri di Traversara, simbolo di sicurezza e presidio del territorio;
  • la riapertura del cimitero in tempo per onorare, in un contesto decoroso e sicuro, le festività dei morti 2024
  • l’avvio dei lavori di pulizia dell’alveo del Lamone;
  • l’istituzione di attività volte alla riduzione dei danni arginali da parte degli animali fossori;
  • il riconoscimento informale del comitato come interlocutore da parte di istituzioni e tecnici.

Ma il nodo centrale resta la sicurezza del fiume Lamone, in particolare lungo via Entirate, dove la messa in sicurezza idrogeologica è ancora in fase preliminare. Restano urgenti:

  • interventi strutturali sugli argini del fiume Lamone,
  • piani di manutenzione sistemici,
  • gestione delle alberature in alveo.

Le prove documentali raccolte dal comitato mettono in luce assenze e ritardi che non possono più essere trascurati, non per accusare, ma per tutelare. Per questo, Sardelli ha più volte chiesto cronoprogrammi chiari, to-do list e indicatori di avanzamento pubblico: strumenti che permettano alla popolazione di partecipare attivamente e con fiducia alla prevenzione delle alluvioni del fiume Lamone.

L’esperienza di Traversara racconta un modello di cittadinanza attiva e competente che si sta diffondendo in tutta la Romagna. Nella Bassa Romagna, nella zona faentina e forlivese, stanno nascendo o rafforzandosi comitati come Amici del Santerno e Sant’Agata 17 Maggio 2023, per dirne alcuni. Tutti animati dalla stessa spinta: non aspettare, ma darsi da fare, insieme alle istituzioni, per un territorio più sicuro.

I comitati non politicizzati di cittadini stanno dimostrando con i fatti che sanno costruire soluzioni, attivare risorse, generare fiducia. E forse, proprio per questo, sta diventando ogni giorno un po’ più difficile ignorarli, o liquidarli come “facinorosi”.

Oggi, a distanza di mesi dalla rottura dell’argine, Traversara continua a chiedere attenzione. Non per reclamare, ma per costruire. Non per dividere, ma per creare alleanze. Non per alzare la voce, ma per farsi sentire.

Perché la sicurezza del fiume Lamone, per chi vive lungo le sue sponde, non è un concetto tecnico. È una forma di rispetto. È un diritto alla permanenza. È il primo passo per ricominciare.

Per approfondire

Sono Elena Resta, abito a Lugo di Romagna, nella mia amatissima provincia di Ravenna. Mi occupo di web marketing e strategie narrative. 

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