Come aiutare i giovani? La storia di Secondo Casadei può ispirare nell’affrontare il problema dei NEET

Nel disegno di Elena Raimondi Nonno Fuì racconta alla nipote Nicole l'origine del liscio romagnolo, l'origine del liscio e la storia di Secondo Casadei, autore di Romagna mia
Tempo di lettura: 10 minuti

7 Aprile 2023

Secondo Casadei ci guida a capire come aiutare i giovani, considerando che l’Italia registra il record europeo dei NEET (ragazzi che non lavorano e non studiano)

Dopo pandemia e lockdown, cui si è aggiunto il deflagrare della guerra Russo-Ucraina, l’ economia e la società globale sono in shock.

Da che mondo è mondo, sono i giovani a dovere affrontare le difficoltà, gli shock e le loro conseguenze. Cosa stiamo facendo per sostenerli in questa sfida?

Naomi Klein, la famosa autrice di Shock Economy, ha ben evidenziato come gli shock economici, politici e sociali siano momenti cruciali. Ed è fondamentale affrontarli in modo compatto e consapevole.

Il quadro dei giovani in Italia e chi sono i NEET

Come stanno i giovani in Italia, oggi? Spesso raccontati come svogliati e spassionati, in realtà la situazione è ben diversa!

Innanzitutto i giovani italiani sono pochi. Questo significa che il loro peso sociale non è assolutamente confrontabile con quello sperimentato dalle popolazioni giovani dal dopoguerra alle soglie del nuovo millennio.

Inoltre, la quota dei giovani (15-34) sul totale degli occupati (15-64) in Italia è il 22% ovvero la più bassa dei 39 Paesi dell’ Organization for economic cooperation and development. A questo si aggiunga che ad avere meno accesso all’occupazione, in Italia, sono le donne: in Italia lavora solo la metà delle donne in età 25-34 anni (52%). Per capire bene la gravità della cosa pensa che in Paesi come la Germania, il Regno Unito e l’Olanda la quota di donne della stessa età occupate supera l’80%.

I Neet in Italia

I giovani NEET sono un fenomeno globale. Ma, già nel 2019, l’Italia deteneva una triste posizione di primato: la settima posizione per numero di giovani senza lavoro o percorso formativo (dietro a Brasile, Colombia, Turchia, Sudafrica Argentina e Costa Rica. Trova qui il link

Nel 2022 l’Italia si è posizionata terza per numero di NEET; peggio di noi solo i giovani di Turchia e Montenegro. Proprio per fare fronte a questa pericolosissima situazione è stato definito il Piano Neet 2022.

Questo blog post è la terza puntata della storia del liscio romagnoloLa storia dell’Orchestra Casadei e dell’affascinante figura del suo fondatore: Secondo Casadei. È un racconto sulla musica da ballo romagnola che nasce dalla partnership di Piadina Story con Casadei Sonora Edizioni Musicali, fondate proprio da Secondo Casadei! Nel paragrafo Per Approfondire troverai tutti i riferimenti di Casadei Sonora Edizioni Musicali.

Nonno Fuì è un arzillo nonno di Forlì ed ha 85 anni. Fuì e Nicole sono due personaggi di fantasia ispirati alla storia del liscio Romagnolo e alla vita di chi ha scritto Romagna mia: Secondo Casadei, appunto.

Vuoi leggere anche i racconti precedenti (su chi ha scritto Romagna mia e sull’origine del liscio) e successivi: clicca qui

Il Piano Neet 2022 & 2023

Firmato nel 2022 dal ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, il cosiddetto “Piano Neet 2022” è un decreto che si pone l’obiettivo di ridurre l’inattività dei Neet in tre diverse macro fasi:

  • emersione: individuazione ed entrata in contatto con i giovani Neet a livello locale;
  • ingaggio: coinvolgimento dei Neet, in questa fase si punta molto sugli strumenti digitali
  • attivazione: questa fase prevede il coinvolgimento di enti e istituzioni locali responsabili delle politiche attive a favore dei giovani

Gli strumenti su cui il governo ha deciso di puntare sono

  • il rafforzamento della Garanzia Giovani (molto controverso)
  • gli sportelli Giovani nei Centri per l’impiego (molto rari e difficilmente efficaci),
  • una campagna informativa itinerante (col dono dell’invisibilità, devo riconoscerlo) del Dipartimento per le politiche giovanili,
  • il supporto informativo tramite il sito GIOVANI2030 una “casa digitale” a oggi scarsamente popolata
  • programmi europei gestiti da ANG (il nulla cosmico) e infine
  • il Piano nazionale pluriennale (2021-2027) sull’inclusione dei giovani con minori opportunità (qui non mi esprimo: se c’è chi abbia potuto capirci qualche cosa di concreto mi scriva nei commenti, ne sarò entusiasta).

All’atto pratico, ad un anno dalla definizione del piano NEET 2002, non si è visto granché di quanto programmato. E l’Italia è passata dal terzo posto a raggiungere il primato.

Oggi l’Italia è il paese europeo con più alto numero di giovani dai 15 ai 34 anni che non lavorano.

Clicca qui per scaricare il Piano di Emersione e orientamento dei giovani inattivi NEET 2022 varato dal ministro per le politiche giovanili.

Per capire come aiutare i giovani facciamo il quadro della situazione e capiamo perché aiutarli

Guarda il video che ti introduce il contesto dell’articolo. Ci trovi anche magnifiche interviste di giovani che secondo Casadei ha aiutato a emergere. La storia del liscio romagnolo ha tanto da insegnare anche oggi

Chi, come me, è entrato in pandemia coi figli adolescenti o preadolescenti oggi ha sotto gli occhi un quadro veramente desolante.

I giovani sono stati colpevolizzati di tutto: dal portare in giro il virus attentando alla vita delle persone fragili, al vaccinarsi in modo incosciente solo per uscire. Insomma, qualsiasi cosa pur di riversare sulla fetta più esigua e fragile della popolazione le colpe di tutto il resto.

Questa situazione non passa senza danni.

Negli ultimi due anni gli attacchi di panico e altri disturbi legati a forme d’ansia e depressione sono in continuo aumento sui più giovani. I segnali di malessere tra i nostri ragazzi dai 10 anni in avanti portano a un verticale aumento delle richieste di aiuto psicologico e psichiatrico tra i giovani e i giovanissimi.

Noi abbiamo strappato ai nostri giovani la fiducia nel futuro trattandoli come sciagurati e minchioni (con un qualunquismo imbarazzante) e li stiamo costringendo in un contesto economico, ambientale e sociale reso tossico alla massima potenza proprio da noi. Nonostante tutto questo, però, proprio a loro toccherà tirarci fuori da questa situazione. Quindi prima di chiederci come aiutare i giovani, cominciamo a chiederci come siamo arrivati a tanto!

Ora dimmi: chi è il minchione? Il giovane o il vecchio che pretende di essere salvato da chi lui stesso ha contribuito ad azzoppare e indebolire?

Nonno Fuì e Nicole preparano le zucchine ripiene, Nicole racconta:

«Sono molto preoccupata. Non è da Sara comportarsi così. Non esce, resta chiusa in camera a giocare a Minecraft per ore e ore. Adesso che siamo in vacanza, potremmo finalmente divertirci. Ma lei niente, non esce di casa» Nicole sta scavando le zucchine con lo scavino. Il nonno, intanto, sta preparando il ripieno: Salsiccia e manzo tritati, pane grattato e uovo per legare. Poi tanto parmigiano, sale pepe e prezzemolo. Con questo riempiranno l’incavo delle zucchine lasciato dallo scavino e poi le tufferanno a friggere in olio bollente. Zucchine ripiene fritte: il piatto romagnolo preferito da Nicole in estate.

«Il fatto è che Sara sta troppo da sola. I giovani hanno bisogno di una guida, non vanno abbandonati». Nonno Fuì pensa a Secondo Casadei – fondatore dell’omonima e famosissima orchestra di liscio – che fu sempre un grande riferimento per i giovani. Secondo Casadei è stato mentore di grandi artisti (tra questi dell’amato nipote Raoul), deve la sua fama al suo sapere ascoltare e accogliere sempre le grandi novità musicali. Questa sua apertura mentale lo portava, anche, ad aiutare i giovani, facendoli sentire nella sua orchestra come in una grande famiglia.

«Sai che facciamo? Adesso finiamo qui, poi andiamo da Sara con le zucchine fritte. Va là, che te lo dico io, l’as stofa ad zughè cun e coputer – si stufa di giocare col computer»

Come aiutare i giovani: innanzitutto smettiamo puntare loro il dito contro. Esistono anche gli specchi, usiamoli

Abbiamo abbandonato i giovani. Quando fingiamo di occuparci di loro parliamo di emergenza educativa sollevandoci da qualsiasi responsabilità ma puntando il dito contro i ragazzi. Come se i ragazzi si educassero da soli.

Dietro alla retorica (per ora solo quella) del piano NEET 2022 del governo Italiano c’è l’ascolto. Che è quello che è venuto a mancare verso i giovani. Ascoltare per accogliere le loro idee, ben sapendo che possono essere valide proprio perché sostenute dalla voglia di vita che la gioventù incarna. Aiutare i giovani significa vagliare i loro contributi senza pensare che siano sbagliati solo perché diversi da come noi, vecchi, la pensiamo. E, nel caso siano proprio sbagliati (non incarniamo noi l’infallibilità, perché pretenderla da loro), sfoderiamo la nostra famigerata esperienza per sostenerli a trovare l’idea giusta.

Sono stata cresciuta a pane (tanto, per fortuna) e ancor più: “ma va là, sei troppo giovane (e femmina), non puoi capire” e a 47 anni so che, fossi stata sostenuta di più, avrei potuto dare un apporto ben migliore a questo mondo.

Elena Resta, ovvero Piadina Story

Oggi, che mi affanno a recuperare il tempo perso, mi rivolgo a chi mi legge: per aiutare i giovani dobbiamo ascoltarli. È importante affidarci a loro, dando loro fiducia. E smettiamola di raccontarli come minchioni. Che quelli sono i riflessi dello specchio che teniamo in mano.

Poi raccontiamoci, ai giovani. Raccontiamo i nostri fallimenti tanto quanto i nostri successi. Con l’obiettivo di trasmettere loro esperienza utile per vagliare e fare le loro scelte, non perché ci replichino o rimedino ai nostri errori.

Secondo Casadei: un innovatore perché sapeva accogliere i giovani e le nuove idee che portavano

Sara è stata colta di sorpresa. Lei, però, adora nonno Fuì, che conosce da sempre e che considera come il suo secondo nonno, visto che i suoi sono lontani. Ora lei è li che mangia le succosissime zucchine fritte ripiene e ad ogni boccone, ad ogni racconto, rinasce un pochino. Quando chiudono le scuole, per lei parte il periodo più difficile. A casa da sola, si isola nel suo mondo e si intristisce.

Nonno Fuì sta raccontando di Iris Mordenti, che a soli sedici anni già suonava il violino nell’orchestra di Secondo Casadei. “Secondo Casadei è stato un vero innovatore. Anche se il liscio è stato inventato da Carlo Brighi, detto Zaclèn, è stato Secondo Casadei a portare la musica da ballo romagnola in tutto il mondo. E sai perché è riuscito a rendere famoso il liscio? Perché Secondo Casadei ha sempre ascoltato i giovani, la modernità. Senza giudicarli, trattarli da invorniti (addormentati, minchioni), come succede oggi.

In un’epoca in cui gli orchestrali erano tutti uomini, Secondo Casadei aveva già una (bravissima) violinista donna: Iris Mordenti! Un altro esempio? Ha inserito per primo il cantate nell’orchestra, sulla scia della musica giovanile per antonomasia, quella americana. Le donne, per fortuna, cominciavano a pretendere di avere gli stessi diritti degli uomini. E cosa pensi che abbia fatto Secondo? Che abbia fatto come quel branco di caproni che oggi non vogliono i cambiamenti? No: Secondo Casadei ascoltava i giovani e da loro imparava! Lui non si opponeva ai cambiamenti, i cambiamenti li creava!

Lo sapevi che Secondo Casadei è stato il primo a inserire una donna cantante in un’orchestra di liscio? La meravigliosa Arte Tamburini» Sara e Nicole si gustano i racconti di Romagna e di Secondo Casadei mentre mangiano le ciliegie. Si sentono protette quando stanno col nonno Fuì. Lui le tratta con amore: dà loro fiducia, zucchine ripiene e speranza. Proprio quello di cui hanno bisogno in questa difficile estate 2022!

Intanto che aspettiamo il decreto del governo (e magari potremmo anche pretenderlo, noi che abbiamo sulle spalle molta più responsabilità dei ragazzi non ancora maggiorenni o che lo sono da pochissimi anni) per rendere attuativo il piano NEET 2022, raccontiamoli come si deve, questi giovani. Sarebbe già un aiuto importante, non credi?

Nonno Fuì ripensa a Sara. Rispetto alla sua Nicole ha un carattere più chiuso; la sua mente brillante si mostra a pochi. Anche per paura di essere presa in giro, non capita, derisa. Perché è questo quello che i giovani subiscono oggi, ogni giorno. Come aiutare i giovani, si chiede Nonno Fuì.

Mentre pulisce e riordina la piccola cucina, troppo grande però da che è solo, il pensiero scappa a quando lui aveva l’età di Nicole e Sara. A dodici anni nell’Italia del 49, non eri un ragazzo, eri quasi un uomo. I lavori nei campi, gli impegni nella stalla, il bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena responsabilizzava presto. Lui imparava dai vecchi, che a scuola era arrivato solo alla terza elementare. E se oggi è un nonno fortunato, con una bellissima vita alle spalle e ancora un futuro lo deve ai suoi vecchi. Che gli hanno insegnato tanto, affiancandolo e anche lasciandolo fare in autonomia. Si asciuga le mani e pure gli occhi, colmi di nostalgica gratitudine. E va a sedersi in giardino con Micia in braccio pronta per fare le fusa!

Per Approfondire

Sono Elena Resta, abito a Lugo di Romagna, nella mia amatissima provincia di Ravenna. Mi occupo di web marketing e strategie narrative. 

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