Donna che fa doomscrolling al bar, con lo smartphone

Cosa significa doomscrolling, perchè è nocivo e come evitarlo (ispirandoci alla tradizione romagnola)

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Cosa significa doomscrolling? Per quale motivo ti conviene saperlo? Beh: innanzitutto perché doomscrolling è la parola più ricercata sui motori di ricerca del 2021, stando alla classifica annuale di Google Search. E poi perché sta ad indicare un modo di fare che in questi anni pandemici e in questa comunicazione pandemica sta fortemente dilagando. Con effetti molto negativi sulla vita delle persone.

Quindi seguimi, nel prossimo paragrafo capiremo cosa significa doomscrolling e poi ti offrirò una strategia per contrastarlo, mutuata dalla tradizione romagnola.

Cos’è il doomscrolling e perché puoi esserne vittima

Donna che fa doomscrolling con lo smartphone

Quando hai un attimo di tempo libero ti metti a “sfogliare”, o meglio “scrollare” il feed dei social alla ricerca di notizie, aggiornamenti, news? Il feed di Google news ti propone sempre notizie tragiche? Quando sei in pausa caffè hai sostituito le chiacchiere coi colleghi degli altri dipartimenti o uffici con uno svogliato sguardo ai feed dei canali di informazione principali e clicchi sulle notizie più clamorose (e spesso drammatiche)?

Ecco, tutto questo significa doomscrolling. Andare alla ricerca continua di aggiornamenti, notizie, last minute soffermandosi, dando attenzione, leggendo, ascoltando prevalentemente le notizie negative. Niente di nuovo, mi dici tu. In pratica una versione2.0 della anziana zia che si aggiorna ogni giorno sugli annunci mortuari, per poi diffonderne gli aggiornamenti a nipoti e parenti via WhatsApp. Ma non è esattamente così.

Infatti, chiusa la telefonata con la premurosa zia degli aggiornamenti mortuari, la tua vita procede più o meno tranquillamente. Ma la procedura di doomscrolling sui social o sui motori di ricerca, google in primis ma non solo, va a solleticare gli algoritmi. Ed è qui che si innesca un processo per il quale a noi arrivano notifiche con selezioni di contagi, stragi, morti, tragedie e disastri.

Quali sono gli effetti negativi del doomscrolling sulla tua vita?

per capire cosa significa doomscrolling dobbiamo anche capire il concetto di filter bubble qui rappresentato da bolle dentro cui sono intrappolate delle persone

Ora che abbiamo visto cosa significa doomscrolling, passiamo ad analizzare quali siano le conseguenze del doomscrolling nella nostra vita.

Durante i periodi difficili, di incertezza, come questi che stiamo passando, è normalissimo cercare aggiornamenti e notizie negli organi di informazione.

Quando questo processo lo inneschiamo sui media del web (i motori di ricerca, gli aggregatori di notizie o i social), come ho anticipato nel paragrafo sopra, noi diamo il via ad un processo di creazione di una “filter bubble”, anche nota come bolla. In pratica ti crei un ambiente chiuso (bolla) tutto intorno a te che fa entrare (filtra) solo notizie di un certo tipo (negative, acchiappaclick). Gli algoritmi, infatti, riconoscendo che abbiamo selezionato delle notizie di cronaca di un certo tipo, continueranno a proporci notizie analoghe in sempre maggior numero e frequenza man mano che noi continuiamo a cliccarci sopra.

Noi ci ritroviamo, quindi, senza rendercene conto, bombardati da notizie acchiappaclick. Il doomscrolling predilige notizie costruite appositamente in modo sensazionalistico, su tematiche specifiche. Ad esempio morti di persone giovani, morti legati ai virus, ai vaccini, morti corredate da stralci familiari inutili a livello di cronaca ma centrali per solleticare lo spririto “guardone” che c’è in tutti noi. Questo ci porta a scandagliare i feed social o le home alla ricerca di nuove notizie con la speranza di vederne di migliori. Ma saremo ancor più bombardati di notizie tragiche, che ci porteranno a cercarne altre… In pratica criceti nella ruota.

Ecco cosa significa doomscrolling nella nostra vita: aumentare il carico di angoscia, paure e contribuire sempre più a farci sentire incerti, insicuri, bisognosi di aiuto. Aiuto che andremo a cercare aumentando il consumo di certi prodotti, affidandoci a brand come anche a proposte politiche e sociali basate sui “salvatori della Patria” etc etc. Più ci sentiamo impauriti, insicuri, più consumeremo (è scientificamente provato) e saremo alla ricerca di soluzioni facili (e drastiche), disposti a rinunciare ai nostri diritti, perfino.

Monitora mentalmente cosa leggere sul web e perché – impara a scegliere

per capire cosa significa doomscrolling è importante capire la logica degli algoritmi, rappresentata in questa foto di scacchi

In aggiunta al recupero ed alla cura di una buona vita e relazione sociale, di cui tratterò nei due paragrafi sotto, è molto importante per la tua salute psichica renderti conto di una cosa. Ogni scelta che tu fai sul web viene aumentata in modo spesso esponenziale in un’ offerta martellante da parte degli algoritmi che lo regolano.

Scegli di guardare video di gattini su Facebook? Verrai inondata da video analoghi e anche da contenuti sul tema donna/uomo single, abitazioni di piccole metrature, ricette veloci e, ovviamente, gattini. Scegli di leggere gli aggiornamenti di analisi politica? Riceverai suggerimenti di podcast di aggiornamento, rubriche quotidiane politiche etc. Scegli di aprire la notizia “Giovane donna muore di morta prematura, Ravenna piange un nuovo angelo” e di lì a poco avrai il feed infestato di titoli a metà tra il drammatico e lo shock.

Impara a riconoscere una notizia dalla fuffa “clickbait” confezionata per assicurare traffico ai siti di news, che languono senza l'”aiuto” della cronaca nera. Ne beneficerà la tua cultura (che prenderà le distanze dal pecoreccio) ed anche il tuo equilibrio psicologico. E la nostra società intera.

Un suggerimento? Segui Piadina Story. Il mio obiettivo è proprio quello di offrirti notizie vere e mai distrazioni di massa o cibo per i voyeurs dello squallore culturale.

Che dici? Sto riuscendo nel mio intento? La tua opinione, per me, è importantissima! Scrivimelo qui sotto nei commenti!

Il “trebbo” come soluzione per combattere il doomscrolling

un gruppo di amici in giardino, per combattere il doomscrolling è importante non isolarsi e vivere una appagante vita sociale

Se non conosci la parola trebbo, sappi che lo puoi trovare in tutti i principali dizionari della lingua italiana, nonostante sia di derivazione dialettale. Ecco qui per la definizione Treccani del termine Trebbo. Deriva dalla parola Trèbb che, in dialetto romagnolo sta per “veglia“. La veglia è una pratica tipica della civiltà contadina. Al termine di estenuanti e faticosissima giornate lavorative, infatti, le famiglie contadine si ritrovavano a veglia le une a casa delle altre. In estate nelle aie, in inverno nelle stalle per scaldarsi col calore animale, ci si ritrovava a veglia.

Durante “e trèbb”, il trebbo, si parlava. Dopo giornata intere trascorse spesso senza confronto, soli con la propria fatica e i propri impegni, i contadini avevano nel trebbo la possibilità di fare gruppo, unirsi. Si confrontavano le esperienze della giornata conclusa. Si analizzavano insieme le informazioni che arrivavano dall’esterno (portate per lo più da chi viaggiava, dai venditori ambulanti, dalle radio). Il trebbo, la veglia, era un momento fondamentale in cui le persone uscivano dal tunnel di fatica impegno e lavoro che contraddistingueva il quotidiano. Durante il trebbo le persone si aprivano al dialogo, al confronto, al supporto reciproco.

Non è un caso che sotto il governo Pontificio fossero applicate sanzioni nei confronti dei contadini che si riunissero a trebbo. I regimi non vedono di buon occhio l’appropriarsi del tempo e dello spazio condiviso, ma ha sempre prediletto la divisione e l’isolamento delle persone.

Riunirsi, ritrovarsi, confrontarsi. Esprimere l’un l’altro le proprie idee, visioni del mondo. Ma anche dirsi reciprocamente le proprie paure, chiedere consiglio. Ammettere (prima a sé stessi e poi agli altri) di essere in difficoltà e chiedere aiuto. Tutto questo ha un potere enorme. Il potere di non farci sentire soli.

Il senso di appartenenza per sentirsi più forti

una donna sola triste che guarda lo smartphone è un classico esempio di cosa significa doomscrolling

La solitudine è alla base del doomscrolling

Immagina:

Sono le tre di notte. Sul lavoro è un casino: sostituzioni da fare last minute, gente sempre più irritata, straordinari che van via come zigulì nella pancia di un bambino. Questo e tanto altro ancora e tu sei lì: sveglia. Allunghi la mano destra e prendi il cellulare dal comodino. Cominci a leggere. “dimesso dal pronto soccorsi, dopo 2 ore muore in ufficio…”; “Incendio, arse vive…” ; “choc a scuola…” (questi sono gli incipit dei primi tre titoli di cronaca locale di oggi).

Spesso i titoli acchiappaclick (clickbait) portano a siti con accesso solo per abbonati, quindi tu clicchi e non sempre puoi andare oltre al titolo. Non puoi approfondire e, in pochi secondi senza neanche rendertene conto, hai già appesantito il tuo cuore.

Un titolo dietro l’altro nel pieno della notte e sei in uno stato di isolamento: tu e le pessime notizie. Tu e i drammi sociali. Tu e la pandemia. Che poi si va ad aggiungere a tutti i tuoi problemi quotidiani. Tua madre sempre più acida man mano che aumenta il suo disagio dell’invecchiare, i colleghi sempre più infidi man mano che la situazione economica peggiora. Tu contro il mondo del male: inutile sottolineare che si tratta di una situazione impari, tutta di svantaggio nei tuoi confronti. Alla base di cosa significa il doomscrolling c’è una grande angoscia e senso di solitudine difronte alle difficoltà della vita.

Sentirsi parte di un gruppo ci rende forti

un gruppo di amici in controluce sulla spiaggia: una sana vita sociale è il modo migliore per combattere il doomscrolling

Questa dinamica è da rifuggirsi. Perché giorno dopo giorno scava e ci fa sentire svuotati, impauriti, inermi. Cerca i tuoi cari, i tuoi confidenti e amici, organizza regolarmente dei ritrovi (anche virtuali, certo, la tecnologia può avvicinare, non solo allontanare). Per il 2022 datti come obiettivo quello di recuperare il “trebbo”, di unirti al tuo gruppo di pari con quanta più frequenza tu possa. Prendilo come impegno verso te stesso e le persone che ami.

Ho avuto vent’anni a metà anni 90. Non ero una tipa da gruppo, sia chiaro. A differenza di mia sorella, sempre in mezzo a quintali di amici, io mi muovevo con poche amicizie. A volte selezionate, a volte per nulla. Ma su una cosa la mia situazione e quella di mia sorella Paola non differiva: con gli amici ci sentivamo più protette. Vincevamo quel senso di inadeguatezza che dai 15 ai 20 anni può essere paralizzante. Sono certa che anche tu abbia avuto esperienze analoghe.

Negli anni di pandemia da Covid 2020 e 2021 che abbiamo alle spalle, siamo stati costretti ad allontanarci da tantissime persone. Da un lato, in effetti, avevamo rinunciato a molti spazi vitali e questa situazione ci ha permesso di riappropriarcene. Ma, dall’altro, questo ci ha portati sempre più a vivere come monadi, piccole cellule separate da qualsiasi altro contesto. Ma la solitudine ingigantisce le paure e le negatività. Rendendoci vittime perfette di complottismi, marketing piratesco e politiche comunicative controllanti.

Ora sai non solo cosa significa il doomscrolling ma anche quanto possa, alla lunga, condizionare la tua vita e quella della società in cui vivi. Le armi che hai in mano per combattere il doomscrolling sono due:

  • la consapevolezza delle logiche sottese alle proposte che i social e i motori di ricerca
  • una sana ed appagante vita sociale in cui trovare spazio dio dialogo e confronto

Farsi forza nel confronto gli uni con gli altri, farsi da specchio e così facendo aiutarci vicendevolmente a vedere soluzioni e ridurre la portata delle difficoltà è forza. Consigliarsi, sostenersi, asciugarsi le lacrime e ridere insieme è la forza della società . Ammettere (prima a sé stessi e poi agli altri) di essere in difficoltà e imparare a chiedere aiuto. Tutto questo ha un potere enorme. Il potere di non farci sentire soli.

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Per approfondire:

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4 commenti su “Cosa significa doomscrolling, perchè è nocivo e come evitarlo (ispirandoci alla tradizione romagnola)

  1. Non sapevo che il fenomeno avesse questo nome. Per fortuna personalmente non ho la cattiva abitudine di cercare sul web la risposta ai miei dubbi, soprattutto se si tratta di fonti che non ritengo attendibili. Noto però che in tanti tantissimi ci cascano!

  2. Molto bello l’articolo, pultroppo in questi quasi 2 anni di pandemia questa cosa è aumentata molto, io da qualche tempo evito di vedere i telegiornali e cerco di distrarmi con cose tranquille.

  3. Sicuramente questi due anni di pandemia hanno reso la pratica del doomscrolling molto attuale, ma devo dire che, pur non conoscendone il nome, ultimamente me ne sto un po’ staccando. Alla base proprio per le ragioni che dici tu, sentirsi affogati da cattive notizie, per cui cerco di andare alla ricerca delle notizie buone e ottimiste, tanto quelle cattive ti trovano sempre.

  4. Trovo che la tua sia un’analisi di un fenomeno che ormai nella società moderna c’è da molto tempo, ma che indubbiamente negli ultimi 2 anni si è intensificato. Da quasi un anno ormai non guardo più la televisione, di certo non più TG e Tribune Politiche e tanto meno leggo giornali o notizie con bollettini ed etc… Tutto questo mi ha portato a stare molto meglio, ma attenzione non è un evitare la realtà, che conosco molto bene, ma non è cadere vittima della ricerca spasmodica di continue novità circa eventi nefasti che non fanno altro che abbassare le vibrazioni e gettare in un loop di panico e sconforto.
    Ho trovato illuminante questo Blog Post!

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