Patrick Zaki riprodotto da Gianluca Costantini artista del giornalismo a fumetti

The Social Drawing a Ravenna: il giornalismo a fumetti di Gianluca Costantini che ha aiutato Patrick Zaki (e non solo)

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L’attività di giornalismo a fumetti, anche detta Graphic Journalism, del ravennate Gianluca Costantini è nota a livello internazionale. I suoi disegni e il suo attivismo lo rendono un portavoce importante dei diritti umani in tutto il mondo.

Autore di libri tradotti in molti paesi (anche se da alcuni è stato censurato, come leggerai qui sotto), insegnante all’Accademia di Belle arti di Bologna, Gianluca Costantini collabora con portali di informazione e testate giornalistiche.

I suoi fumetti, i suoi ritratti e le sue rappresentazioni nascono per dare voce a chi non ne ha: condannati a morte, persone rapite o detenute illegalmente, uccise. Al contempo sono forti strumenti di denuncia politica e sociale.

Negli ultimi anni, una delle illustrazioni di Gianluca Costantini, è stata continuamente rilanciata il tutto il mondo: è quella di Patrick Zaki. Suo, infatti, il ritratto a fumetto dello studente dell’università di Bologna scarcerato, a seguito del processo del 7 dicembre 2021, dopo oltre 22 mesi di incarcerazione ingiusta nel carcere di Mansoura, in Egitto.

Il 3 di Febbraio 2022 uscirà il libro illustrato da Gianluca Costantini che riporterà la storia raccontata dalla giornalista che, sin dall’inizio, ha seguito il caso di Patrick Zaki. Ti consiglio assolutamente di comprarlo: sono certa che saprà trasmetterti la grande forza del Graphic Journalism, giornalismo a fumetti.

A Ravenna, il 7 dicembre 2021 (come vedi, data assolutamente non casuale) ha inaugurato la bellissima mostra The Social Drawing, che si è tenuta presso la galleria niArt, di Felice Nittolo, fino al 24 Dicembre. L’ho visitata assieme a mio figlio Pietro il 23 Dicembre. È stato il nostro regalo per la fine della sessione invernale dei miei esami universitari e della chiusura natalizia dell’impegno scolastico del dodicenne. Presso la galleria Gianluca Costantini è stato disponibilissimo a raccontarsi e raccontare il suo lavoro. Continua a leggere, scoprirai chi è Gianluca Costantini, cosa sia il giornalismo a fumetti e quanto quanto l’arte faccia la differenza nella discussione pubblica.

Freedom for Patrick Zaki: il disegno come atto politico e sociale

Ho conosciuto Gianluca Costantini proprio a seguito della comunicazione mediatica, all’inizio di Febbraio 2020. Ero al mio primo anno della mio secondo percorso universitario presso l‘Università di Bologna. Da settembre, quindi, ero immersa in un mondo di giovani studenti, di accademici, ricercatori. Forse proprio per questo motivo la scomparsa prima e l’annuncio poi della prigionia dello studente del mio ateneo mi ha subito coinvolta moltissimo.

A poche ore dall’annuncio sui media dell’imprigionamento di Patrick Zaky, lo studente dell’Università di Bologna si muoveva per la rete. Riccioli scuri, barbetta, occhiali, sguardo diretto, costretto dentro ad una cornice di filo spinato. Il disegno che tutti noi abbiamo ben presente. Questo primo ritratto è datato 7 febbraio 2020 ed è subito diventato simbolo della campagna per la sua liberazione, di Amnesty International.

Come è successo che hai disegnato il fumetto di Patrick Zaki con tanto tempismo?

Sono un attivista, disegno persone scomparse, rapite o ingiustamente imprigionate. Per questo motivo, sono in tanti che, quando un’ingiustizia di questo tipo avviene, mi contattano. È andata così anche per Patrick Zaki: il 7 febbraio un messaggio anonimo su Twitter mi ha avvertito. Mi contattò per comunicarmi che, atterrato al Cairo, di lui non era stato più possibile sapere nulla.

Da quel Giorno Gianluca Costantini non ha mai smesso non solo di disegnare lo studente egiziano. Ma anche di portare il suo disegno nel web e fuori, di fatto scrivendo un vero testo di costante denuncia e richiamo di consapevolezza per un crescente numero di persone in tutto il mondo. Sono tante le forme del giornalismo a fumetti. In questo caso la denuncia ha preso la forma di pungolo per poi andare a trasformarsi in una vera e propria forma di memoria collettiva potente e a lungo periodo.

Il disegno Di Patrick Zaki è diventato subito un racconto potente, un vero esempio di giornalismo a fumetti! Come è successo?

La mia è un’arte che ha una forte valenza comunicativa sia a livello politico che sociale. È arte che sta in mezzo alle persone, si muove con le persone, crea memoria, valori con e per le persone. Un esempio è il modo in cui il ritratto di Patrick si è mosso in questi 22 mesi. A maggio 2020 quando ho pubblicato un fotomontaggio che riportava il ritratto di Patrick in un grande cartellone sul Palazzo dei Notai, a Bologna. Poco dopo il sindaco di Bologna mi ha contattato per produrre una vera riproduzione gigante che poi è stata messa, appunto in Piazza Maggiore!

Patrick Zaky era imprigionato, costretto in una cella, Il suo disegno si muoveva. Entrava le aule universitarie svuotate dalla pandemia, diventava metafora della libertà di pensiero, del diritto di studio per tanti studenti in quei mesi messo alla prova dalla nuova forma di didattica in rete.

L’ Alma Mater è stata sin da subito molto attiva nel manifestare l’urgenza di riportare Patrick Zaki alla libertà, continua a raccontare Gianluca Costantini, e proprio in quei mesi in cui le aule universitarie erano svuotate dagli studenti, le ha ripopolate con 150 sagome di Patrick Zaki.

gianluca costantini

Per me, studentessa, madre di studenti, ammetto essere stato un messaggio veramente potente. Lo dico A Costantini, che mi risponde: “È vero, dare voce a chi in quel momento viene privato della possibilità di esprimersi è uno strumento comunicativo molto forte”

La forza creatrice del disegno, raccontata da Gianluca Costantini e testimoniata da The Social Drawing

In esposizione al niArt anche l’aquilone che ha partecipato alla manifestazione del 12 settembre 2020 a Cervia, organizzata da Amnesty, Festival dei Diritti Umani e Articolo 21: Disegnare Aquiloni. Costruire la libertà. A 7 mesi dall’ingiusta incarcerazione, la manifestazione ” Un aquilone per Zaki” liberava lo studente dalla gabbia carceraria e lo faceva volare per i cieli della libertà. Grande esempio di come l’arte non crei solo memoria, ma regali prospettive e costruisca visioni per il futuro. Oggi, Gennaio 2022, sappiamo tutti che lo studente egiziano è stato scarcerato (anche se non ancora assolto) proprio a seguito dell’udienza del 7 dicembre 2021. Ha preso il volo lasciando, speriamo definitivamente, a terra il filo spinato.

Il graphic journalism cui Gianluca Costantini dedica il proprio lavoro è ricco di molte altre storie, alcune finite ugualmente bene, altre no. Troviamo, infatti, esposti i disegni di Giulio Regeni (verità Per Giulio Regeni), quelli dedicati a Ilaria Cucchi (Buon Compleanno Ilaria) ed alla drammatica storia del processo per restituire alla memoria comune la verità su Stefano Cucchi. Dalle pareti della galleria ci guardano anche donne uccise dai loro compagni e mariti, l’arte a ricordarci la verità dei femminicidi. A dare voce a chi, la voce, l’ha persa con l’ultimo battito.

La lettera delle madri dei 7 giovani sauditi, salvati dalla condanna a morte

Per me, madre di due ragazzi, è stato commovente leggere la lettera che, nel 2015, gli hanno scritto 7 madri di giovanissimi condannati a morte. In questa lettera ringraziavano Gianluca Costantini “per il supporto che dai ai nostri figli …” “La tua solidarietà ha motivato tante persone in tutto il mondo ad unirsi alla nostra causa ed ha aiutato moltissimo. Nonostante la coltre di silenzio ufficiale, che esaspera la nostra paura per i nostri figli, noi siamo certe che il tuo supporto ha un forte impatto e potrà aiutare a salvare i nostri figli dalla morte” . Questi ragazzi sono stati arrestati poco più che bambini (3 di questi avevano tra i 15 e i 17 anni); oggi sappiamo che per loro la sentenza di morte è stata cancellata. Il lavoro di sensibilizzazione di Costantini è stato molto importante per ottenere questo risultato.

L’arroganza del potere teme la voce libera dell’attivismo: la condanna per terrorismo

Il disegno e la storia che più hanno compito la mente del mio dodicenne, invece, è la denuncia per terrorismo che Ankara ha sentenziato su Costantini. Si, perchè il giornalismo disegnato, il giornalismo a fumetti, come stai leggendo in queste righe, può essere anche molto pericoloso. Gianluca ce lo racconta mentre osserviamo una riproduzione del volto di Erdogan. Il disegno è forte: il volto è rosso sangue e riporta in bianco le cicatrici della stella e della mezzaluna. Il richiamo alla bandiera nazionale come anche al sangue sono palesi.

Puoi raccontarmi come è stato subire la condanna di sostegno al terrorismo da parte di Ankara?

All’inizio, quando ho ricevuto la lettera [esposta in mostra] ho pensato si trattasse dell’ennesima comunicazione di censura al mio sito web, Channeldraw. Ma poi, quando mi sono fatto tradurre la lettera, ho capito che ero stato processato per terrorismo e condannato. Si, è veramente spiacevole rendersi conto di avere subìto una condanna, in contumacia, oltretutto di questo tipo. Pietro, appassionato di disegno sin da piccolo, ascolta in silenzio la testimonianza di Costantini, che continua: Avevo già riprodotto Erdogan con disegni di denuncia nei confronti di specifiche scelte politiche. E, nel 2016, dopo il colpo di stato, disegnai questa vignetta. Chi opera un colpo di Stato non sopporta critiche e denunce ed è ancora più propenso a sedare qualsiasi voce contraria. La lettera che ho ricevuto riporta quindi che sono stato sottoposto (a mia insaputa) a processo e qui condannato per sostegno al terrorismo e minaccia alla sicurezza nazionale. I miei contatti in Amnesty mi hanno, quindi, sin da subito sconsigliato di tornare su territorio turco, da allora.

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Cos’è il giornalismo a fumetti, le origini

Il giornalismo a fumetti è una forma molto potente di giornalismo che affonda le radici nella fine ‘800 e risale all’iconica figura di Joseph Pulitzer. È infatti sulle pagine del supplemento domenicale del “New York World” di proprietà del leggendario Pulitzer che, nel 1896, nasce il linguaggio del Graphic Journalism. Primo personaggio disegnato fu “Yellow Kid“, della penna di Richard Felton Autcault. Il ragazzino col camicione giallo (Yellow Kid, appunto) appariva a corredo dei disegni che rappresentavano i fatti di cronaca e proponeva una sua visione/critica degli accadimenti.

LIBIA, un libro da leggere e interrogare.

Il linguaggio del disegno, nel frattempo, è diventato molto forte. È in grado di creare una narrazione che ci scuote profondamente. Il disegno di Costantini, nello specifico, ci libera dalla schiavitù contemporanea del vivere focalizzati sul nostro particolare, sul io ed ora. Dimentichi degli altri come anche del passato e senza una vera percezione del futuro siamo prede perfette per operazioni della più sfrontata propaganda politica così come terreno fertile per le operazioni commerciali più ambiziose.

Un bellissimo esempio dell’apertura degli orizzonti che il giornalismo a fumetti può provocare è LIBIA, graphic novel disegnata da Gianluca Costantini in collaborazione con la reporter Francesca Mannocchi e sceneggiato da Daniele Brolli. Uscito nell’ottobre 2019, Libia ci offre una cartografia nuova. Un modo nuovo e diverso per interrogarci su cosa stia succedendo a pochi chilometri dai confini italiani. Sul perché esseri umani cercano di attraversare i confini, cosa li spinga, dove vengano spinti e da chi. Leggere Libia è difficilissimo. Perché il tratto narrativo di Costantini non solo non tace, ma disvela. Toglie veli di omertà, veli di irresponsabilità, mostrandoci la questione migratoria per quello che è: un traffico di esseri umani ben diverso da quel (poco) che viene raccontato dagli organi ufficiali.

Il disegno di Gianluca Costantini è una vera e propria opera pacificamente eversiva, un richiamo all’azione per farsi cambiamento. Pietro, sul treno del ritorno da Ravenna a Lugo, ha commentato “Per definire terrorista un uomo come lui, significa che le cose funzionano al contrario”. Gianluca Costantini è un vero artista attivista, che non solo non si sottrae al mondo, vi si immerge con la sua arte per fare la differenza. E, come abbiamo visto, la differenza la fa.

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9 commenti su “The Social Drawing a Ravenna: il giornalismo a fumetti di Gianluca Costantini che ha aiutato Patrick Zaki (e non solo)

  1. Sono dell’opinione che attraverso l’uso delle immagini e del medium fumetto si possa arrivare più facilmente alle giovani generazioni, che sono quelle a cui spetta di formarsi adeguatamente per conscere la realtà che li circonda. Ottimo il lavoro di questo artista, che conosco molto bene.

  2. Essendo di Bologna, vedo ogni giorno per le vie della mia città splendidi riferimenti a Patrick Zaki. Non conoscevo, però, l’artista che c’era dietro a tutto questo. Amo il modo in cui è riuscito, grazie alla sua arte e alla sua passione per i fumetti, a far trasmettere questa storia e ad aver aiutato lo stesso Patrick!

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