L'esterno della palestra dove la scherma Lugo si allena

Scherma Lugo: la storia della Società Schermistica Lughese ASD ha tanto da insegnare

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Non tutti sanno che la storia della scherma Lugo è unica e che è stata un riferimento per molte realtà importanti. Conosco l’ambiente della scherma Lugo, posso dire, per osmosi. Mio marito Angelo ha trascorso buona parte della sua adolescenza sulle pedane della Società Schermistica Lughese ASD. Quando, vent’anni dopo, il nostro introverso ed artistico figlio minore Pietro (per distinguerlo dall’introverso ed artistico figlio maggiore, aggiungiamo che era anche più incline alla sfiducia in sé stesso) ha voluto iniziare a praticare la scherma, ne è stato entusiasta.

Io, ammetto, all’inizio ero rimasta fortemente dubbiosa. Vedevo Pietro come un bimbo chiuso e insicuro. Pensavo che avrebbe tratto più vantaggi da uno sport di squadra. Quanto mi sbagliavo! Ignoravo completamente le bellissime dinamiche che caratterizzano la scherma che, nonostante sia uno sport che viene giocato su base individuale, si fonda su uno spirito di squadra e corpo veramente forte.

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Essere compagni: il valore della società schermistica lughese che trascende il risultato agonistico (e proprio per quello lo conquista)

A sei anni dal primo ingresso di Pietro nella palestra della Società Schermistica Lughese devo riconoscere che la scherma ha dato e sta dando tantissimo a mio figlio. Innanzitutto Pietro ha trovato nell’ambiente della scherma tanti compagni. Non uso questa parola come sinonimo di “amici”. Ma la sfrutto proprio per la profonda e bellissima etimologia del termine. Da cum «insieme con» e panis «pane», compagno infatti sta per «colui che mangia il pane con un altro».

Quando si entra, infatti, a contatto con i ragazzi della Scherma Lugo, una delle prime cose che si notano sono lo spirito di mutuo sostegno e condivisione che caratterizza tutti: allievi, maestri, allenatori, finanche il personale volontario. I ragazzi tra loro si aiutano e si supportano. Questo non avviene solo all’interno delle proprie cerchie di età o di conoscenza. Vengono stimolati, infatti, ad una solidarietà umana che trascende genere, età, interessi.

Un esempio? La Società Schermistica Lughese nel 2020 ha intrapreso un importante progetto paraolimpico. Agli allenamenti per la disciplina paraolimpica partecipano a rotazione tutti i ragazzi, su sedie a rotelle o meno non cambia. Assumendosi l’onere e l’onore di contribuire all’allenamento degli atleti paraolimpici.

I bambini, i ragazzi, vanno rispettati, non spinti. È il bambino che ci fa capire che è pronto per l’agonismo, non deve essere il nostro ego a spingerlo!

Guido Marzari

Pietro, oggi, è un bambino che sa esporsi, sa confrontarsi senza chiudersi nelle sue paure. L’esperienza nell’ Associazione Schermistica Lughese gli ha insegnato che il confronto non è sopraffazione. Ma un modo per relazionarsi con gli altri e con se stessi. Non è importante vincere. Si può perdere, perché si vede che l’altro, in quel momento, è stato migliore di te. La prossima volta può essere diversa. Intanto devi essere contento di ciò che hai fatto, di chi sei.

Il valore di quest’ insegnamento, in una società composta da individui sempre più ripiegati su sé stessi (e spesso in preda a paure e solitudini proprio per questo) e guidati solo dal concetto di performance, è enorme. Continua a leggere, ti porterò a scoprire le origini di questo meraviglioso spirito di corpo che anima la scherma Lugo.

Storia della scherma a Lugo: sin dagli albori una piacevole “anomalia”

Forse non tutti sanno che la scherma nasce, storicamente, in ambienti benestanti ed altolocati. Per questo motivo le società schermistiche storiche sono nate prevalentemente in capoluoghi di provincia, in contesti in cui vi era una maggiore concentrazione di alta borghesia e nobiltà.

Le prime testimonianze di attività di scherma a Lugo di Romagna risalgono al 1919. La società era intitolata al nome di Francesco Baracca ed era composta prevalentemente da militari. È negli anni ’30 che la società schermistica si apre alla popolazione lughese, inglobando bambini e ragazzi di diverse estrazioni, anche popolari. Mettendo la parola fine ad un elitarismo che, al di fuori del contesto lughese, si è mantenuto più a lungo.

Questo passaggio diventa centrale perché porta la scherma Lugo a diventare un’attività molto popolare e di valore. Ben presto, infatti, la Società Schermistica Lughese ASD comincia a confrontarsi con realtà blasonatissime a livello nazionale.

È facile capire come la Società Schermistica Lughese, in quanto realtà di un comune, si imponesse sin da subito come una peculiarità, una simpatica bizzarria.

La storia della Società Schermistica Lughese raccontata dal Maestro di Spada Guido Marzari

Ti racconto la storia, bellissima, della Scherma a Lugo, attraverso il racconto del Maestro di Spada Guido Marzari. Questo perchè la sua storia è fatta di passione, ingegno e tenacia. E rispecchia appieno le passioni gli ingegni e le tenacie messi in campo dai tanti contributori che, negli oltre 100 anni di attività, hanno reso la storia della Società Schermistica Lughese ASD un vero riferimento a livello nazionale!

Sorridente, sornione, il Maestro Guido Marzari racconta: “Negli anni ’60 la Scherma Lugo era l’unica associazione di scherma di un comune e venivamo guardati sempre con grande simpatia dalle altre società schermistiche“. Negli ultimi 30 anni, per fortuna, è diventato sempre più frequente aprire società schermistiche anche in contesti minori.

È proprio a partire dagli anni ’60 del secolo scorso che la storia della scherma lughese che oggi conosciamo ha cominciato a prendere forma. Ed è sempre il Maestro Guido Marzari, che oggi insegna preso la società schermistica lughese ed è stato anche commissario tecnico alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, a raccontarci come andò.

Senza un Maestro, la scherma imparata per passione

“È la passione l’elemento trainante, ed è per passione che io, Walter Tampieri e Raffaele Clo ci siamo imbracati in questa bellissima avventura”. Guido Marzari siede rilassato e sorride, mentre ricorda i compagni di spada e di gioventù, raccontandosi e raccontando la storia della scherma contemporanea a Lugo.

“Da Lugo andavamo in giro per l’Italia con i nostri panini e 2 sacche: una per la scherma, l’altra per la chitarra. Quando ci fermavamo a dormire negli alberghi, che dire, eravamo il polo attrattivo della serata! Eravamo quelli della Scherma Lugo, tutti ci conoscevano per le nostre umili origini e per la simpatia

Guido Marzari

“Noi, diciamolo, eravamo una bizzarria del sistema schermistico italiano. Infatti nella Società Schermistica Lughese, all’epoca, non avevamo un maestro. Ci allenavamo seguendo le istruzioni di Serafino Penazzi, all’epoca studente di medicina a Bologna. Lui, appassionato matto di scherma come noi, andava ad assistere agli allenamenti della Virtus Bologna. Poi, due volte alla settimana, ci raggiungeva a Lugo, in palestra e lì ci insegnava quello che aveva imparato a Bologna. Poi via, che ritornava a studiare medicina. Si viveva così, noi, passioni, studio e tanta voglia di fare”

Imparare dalle sconfitte: la scherma Italiana riparte dai propri errori ed è da Lugo che arriva la spinta

Continua a raccontare, Guido Marzari. Il suo è il racconto di un’epoca, di una generazione, quella nata a ridosso del dopoguerra. Ma è anche il racconto di ciò che siamo oggi, come lughesi, come italiani, come atleti. Continuiamo ad ascoltarlo.

“Di passione ne avevo tanta, ma non altrettanti soldi. Vinsi una borsa di studio per diventare Maestro di scherma (a Milano) e cominciò un periodo pazzesco. Tre volte alla settimana prendevo il treno, da Lugo di Ravenna, per Milano e rientravo in giornata. Dormivo in stazione a Castel Bolognese!” Ride, mentre lo racconta.

Io lo ascolto e penso ai miei giovani compagni universitari. Che, guidati dalle loro passioni, studiano all’università e lavorano, frequentano corsi di giornalismo serali, viaggiano per l’Europa vincendo borse di studio e tirocini . Mentre tutt’intorno a loro impazza una pandemia. Tante rinunce, tanti sacrifici. Tanto impegno. Passione e tenacia. Farlo. E rifarlo, meglio. Che poi, Guido Marzari ed io stessa ne siamo un esempio: non funziona solo con gli ardori giovanili!

“La scherma ti insegna il vero valore dell’essere agonisti. Essere agonista non vuol dire vincere. No. Essere agonista significa sapere volere le cose. Sapere organizzarsi per ottenerle. Organizzare lo studio, gli allenamenti, il tempo libero. E poi l’agonismo, quello vero, ti insegna ad accettare la sconfitta senza perdere la passione così come a gioire della vittoria senza assurde esaltazioni”

Guido Marzari

Siamo negli anni ’70 e l’Italia sta affrontando il periodo più difficile nella storia della scherma. Il Maestro Guido Marzari nel frattempo comincia ad insegnare ad Agraria e continua ad allenare schermidori. In quegli anni ha l’opportunità di trascorrere 3 mesi a Budapest ed altri 3 a Varsavia. La scherma dei Paesi dell’Est stava, proprio in questi anni, introducendo la preparazione atletica. Guido Marzari comprende subito la rilevanza di questa pratica e chiede, a Ravenna, di procedere con l’assunzione di un preparatore atletico. È la svolta: la scherma italiana dalla tecnica statica passa alla tecnica dinamica.

Le Olimpiadi di Atlanta e l’Associazione Schermistica Lughese

La storia della scherma Lugo continua in parallelo con la passione e i grandi successi personali di Guido Marzari.

Nel 1996 viene selezionato come commissario tecnico alle Olimpiadi di Atlanta. Alla guida di una squadra memorabile composta da grandi atleti come Angelo Mazzoni, Sandro Cuomo, Maurizio Randazzo e Paolo Milanoli, conquistò un oro atteso da ben 36 anni! La squadra olimpica del Maestro Mazzari sfidò tutte le nazionali più forti, battendole una dopo l’altra.

Vieni a leggere: fu una vittoria epocale, acclamata dalla stampa nazionale ed anche locale!

“La scherma ti insegna la responsabilità e l’umiltà. In pedana, ti confronti con un avversario che vuole la stessa cosa che vuoi tu. Sulla pedana si mette a nudo l’indole dell’essere umano. Solo, senza la possibilità di dare la colpa a nessuno, si spoglia di tutte le costruzioni e si confronta prima con se stesso, poi con l’avversario”

Guido Marzari

Guido Marzari ha continuato ad insegnare scherma a Ravenna ed a lavorare come insegnante ad agraria fino al 2012, anno in cui va in pensione. “A quel punto ho chiesto alla Scherma Lugo di accogliermi”. L’Associazione schermistica lughese mi ha accolto a braccia aperte “Da allora posso rendere alla mia città ed ai suoi giovani atleti tutto quanto la Scherma ha dato a me.”

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La scherma Lugo, grazie all’impegno del Maestro Guido ma anche di tutti gli allenatori, collaboratori e volontari che vi operano, sta dando tantissimo a Lugo. Perché le attività sono strutturate per fare crescere bambini e ragazzi nel pieno rispetto delle loro esigenze, non come macchine da podio. E proprio in virtù di questa grande umanità, i risultati continuano ad essere esaltanti!

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11 commenti su “Scherma Lugo: la storia della Società Schermistica Lughese ASD ha tanto da insegnare

  1. La scherma è uno sport é uno sport ricco di fascino ma che non ho mai approfondito oltre a qundo la si vede per le olimpiadi. Ho trovato il tuo articolo molto interessante, per scoprire qulcosa di più su questo mondo.

  2. La scherma è uno di quei sport da rivalutare che insegna una sana disciplina che i risultati si ottengono dal duro lavoro e nulla è dovuto.

  3. La scherma è uno di quei sport che ho sempre apprezzato per la sua disciplina, oltre al fatto che secondo me alla vista di chi osserva un’incontro sa di eleganza. Non conoscevo la storia di scherma di Lugo.

  4. Anche secondo me lo scherma è uno sport bellissimo, individuale sì ma che fai con un gruppo. Io purtroppo non ho trovato lo stesso ambiente di tuo figlio nello sport che ho provato a fare (pallavolo) e al contrario, solo personaggi che se la tiravano. Forse una parte di questo è influenzato anche dal fatto di non essere in una metropoli, quello che succede qui credo ormai si sappia. Lo diceva sempre a mia mamma un albergatore di Cesenatico, quando ero bambina. Questa, diceva, adesso è un’isola felice, finchè non vengono i ragazzi delle città in vacanza. E più avanti sarà così anche qui. Sono comunque contenta per tuo figlio, qui i ragazzi chiusi e introversi sono presi in giro e finiscono sui social. Sono sicura che lui comunque riuscirà e avrà successo. Poi ci sei tu, faro nella notte. Grazie di tuute queste info.

  5. La scherma è uno sport con un forte senso della disciplina. Ti costringe al confronto e ti abitua a gestire le emozioni e la tensione. È uno sport intenso. E ti capisco quando hai scritto che ti sembrava uno sport “solitario” e invece hai poi scoperto che è uno sport di squadra. È successa la stessa cosa anche a me quando ho iscritto Lolò a karate. Prima lezione a tre anni e mezzo. Gli sta dando tanto e anche a livello di amicizie si stanno rivelando le più profonde.

  6. La scherma è da sempre quello sport che mi affascina per la sua eleganza e storia, dunque a parer mio è necessario -per chi decide di praticarla- anche un’associazione che possa passarne i valori e ciò che realmente significa. E’ sempre bello leggere di queste storie costruite su anni di esperienza.

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