L’intervista a Giada Maragno racconta lo spirito più alto del Metal: quello della rinascita a seguito del duro lavoro.
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ToggleQuando il bravissimo batterista Michele Soglia mi dice di avere iniziato a collaborare con una Metal Goddess romagnola, mi si illuminano gli occhi. Chiedo l’intervista e dopo due giorni Jade, il progetto artistico della rocker imolese Giada Maragno, è alle finali di Sanremo Rock. Inutile aggiungere che
- Ho vissuto la live di Fenici, brano pazzesco, in un crescendo di esaltazione incredibile (a fine concerto piangevo dall’emozione)
- Il progetto metal Jade ha conquistato il secondo posto a Sanremo Rock 2022 (anche se, ovviamente, per me avrebbe meritato il primo posto, sia chiaro)
Leggi l’intervista a una donna dall’animo persino più travolgente della voce (che è tutto un programma, come ascolterai e leggerai qui sotto). Ti consiglio di metterti in relax: incontrerai una delle performer tra le più complesse e importanti della scena metal emergente italiana.
Michele Soglia, maestro di batteria, è assieme al batterista dei Nile George Kollias ed alla pedagogista Benedetta Landi l’organizzatore di Palazzuolo sul Senio Drum Camp. Clicca sul link. A breve leggerai anche una sua intervista, come anche l’intervista alla band Betrayed in cui collabora, sempre alla batteria.
Chi è Giada Maragno, in arte Jade

Prima di iniziare sappi che puoi ascoltare l’intervista al completo: per farlo clicca qui
P.S.: «Raccontami di te, de tuo percorso e di come da Giada Maragno si sia arrivati al progetto metal Jade»
G.M. «Sono Giada Maragno, sono romagnola, di Imola, e canto da sempre. Credo di aver cominciato a cantare quando ho imparato a parlare. Vivo di musica, o almeno ci provo, considerando che i trascorsi 2 anni di misure di contrasto alla pandemia hanno reso la vita molto difficile a tanti e anche a noi cantanti.
Gli ultimi 18 mesi, resi tanto complessi dalla situazione pandemica, sono stati per me fondamentali. Sono stati la chiave di volta per un’evoluzione che mi ha portata a trovare la mia strada, il mio genere artistico e la mia anima musicale. Oggi posso dire con convinzione che sono una cantante rock-metal.»
Da Sister Act a We Will rock you con Anastacia: la scalata nel musical che porta al rock

P.S.: «Sei giovane ma hai già all’attivo spettacoli nei teatri di tutto il mondo, raccontaci il tuo percorso.»
G.M.: «Sin da ragazzina ho avuto la passione per la musica, rock in particolare. Per questo motivo, quando ho dovuto scegliere il percorso accademico, ho scelto l’accademia del musical Professione Danza di Parma. Qui ho potuto studiare dalla danza classica, al canto lirico e moderno, passando per la recitazione, il tip tap il Jazz in una formazione di performer olistica integrata e molto intensiva. Sono entrata quindi nel magico mondo dei Musical Theater.
Uscita dall’accademia, mi sono rimboccata le maniche e, un provino via l’altro, sono approdata sul palco di Sister Act diretto dalla mitica Whoopi Goldberg.»
E così, dal Teatro Nazionale di Milano, Giada Maragno ha mosso i primi passi nel mondo del musical. Non è da tutti, che dici?
La bellissima romagnola se la ride, sorniona, mentre sottolinea che la sua carriera nel musical è iniziata nei panni di una suora. Io, intanto, penso che questa ragazza ha una forza d’animo e di volontà pazzesche. Lo si sente da come rievoca ogni singolo passo con un vocabolario pieno di significati attinenti al mondo dell’impegno e del duro lavoro.
P.S.: «Sister Act è il primo ruolo, poi procedi in altri musical fino ad un’esperienza molto rock: raccontaci tu quale: »
G.M.: «L’esperienza più importante in assoluto nel mondo del musical è sicuramente il mitico We Will Rock you, il musical tributo ai Queen, di Ben Elton. Faccio il provino ignorando completamente il fatto che il mio mito, Anastacia, sarebbe stata Killer Queen del musical. Che dire, ho lavorato proprio con la mitica Anastacia, mio grande faro musicale! Pochi giorni fa ho avuto modo di riabbracciarla, proprio al Teatro Brancaccio di Roma, dove avevo fatto l’audizione!»
E con Anastacia, la grandissima artista americana, la voce rock–metal di Giada Maragno comincia a prendere il sopravvento. Comincia a prendere forma Jade. Ma prima dovremo passare per Parigi.
L’Italia non è un paese per giovani: Giada Maragno si afferma a The Voice of France

P.S.: «Il tuo percorso di evoluzione per trovare la tua voce autentica ti ha portato da Imola alla Tour Eiffel. Raccontaci di Giada Maragno a The Voice of France!»
G.M.: «Si, esatto, a marzo 2022 è terminata la mia esperienza a The Voice Francia. Perché partecipare a un talent in Francia? In Italia, da circa 3 anni, c’è solo The Voice Senior. Quindi al massimo avrebbe potuto parteciparvi mia nonna Santina. Io, alle condizioni attuali, dovrei aspettare di invecchiare per salire su quel palco (il fatto è che si fa lunga, come si dice in Romagna).»
Riflessione piadinara: ma sarà mai possibile che l’Italia comunichi continuamente ai nostri giovani che per avere un futuro devono lasciarsela alle spalle? Quando la smetteremo di creare un’Italia senza futuro, senza i suoi giovani?
Torniamo A Giada, ma io resto con una bella punta d’amaro in bocca, vediamo se saprà addolcirmi.»
G.M.: «The Voice è un talent che mi ha sempre colpita per il fatto che la prima valutazione viene fatta al buio, senza vedere l’artista. Volevo provare questo propormi inizialmente trasmettendo solo le vibes/emozioni legate alla mia voce. Mi sono presentata a The Voice Francia con un brano degli Evanescence: Bring Me to Life. Ed è finita anche bene, considerando che sono riuscita a classificarmi nei quarti di finale. La mia anima metal, proprio grazie a questa esperienza, è andata rafforzandosi sempre più.»
Per un’italiana che approda in Francia per farsi notare, visto che in patria è troppo giovane per quel tipo di programma, diciamolo: è stata una gran bella conquista.
Da Giada Maragno a Jade: per rinascere la Fenice deve prima finire in cenere

P.S.: «Torniamo a Marzo 2022. In tutto il mondo, in quei mesi, si stava lottando per uscire dagli scenari apocalittici della narrazione pandemica. Per molti è stata una discesa nell’inferno. Tu diventi una Metal Goddess. Raccontaci:»
G.M.: «I due anni di pandemia sono stati difficili anche per me, come per molti. Ho affrontato un momento buio in cui ho perso di vista il mio star bene.
Quando passi una battuta d’arresto soffri. E come conseguenza smetti di dare tutto per scontato. Nel momento in cui vedi andare in fumo le tue certezze, una parte di te muore. E Giada Maragno, in quel momento, capisce che è tempo di rinascita.
P.S.: «A quel punto cosa fai? Ti muovi da sola?
G.M: «No, ho chiesto aiuto. Ho chiamato Luca (Lee Josh), che oggi è il mio produttore ed è anche un chitarrista del progetto Jade. E gli ho detto che, in un momento di disperazione, avevo scritto un pezzo e che questo pezzo mi richiamava con forza al metal.
Sentivo l’urgenza di tornare a fare musica metal. Da qui nasce Jade, mio nome d’arte e progetto musicale. Il progetto della mia rinascita.
Giada Maragno
Luca Lee Josh mi ha dato tutto il suo supporto e ci siamo chiusi in studio a registrare. Da lì sono nate le cover di Bring me To life (Evanescence) e Our Truth (Lacuna Coil) per poi arrivare a Forget Everything, brano scritto da me e Luca Lee Josh insieme.»
Il progetto Jade è con Giada Maragno alla voce, Luca Lee Josh e Manuel Russo alla chitarra, Dario Marchesi al basso e Michele Soglia alla batteria.
Come rinascere Metal Goddess: lavoro, impegno. Dolore.

G.M.: «Ho lavorato tantissimo su di me, per creare da Giada Maragno Jade. Sono tornata ad allenarmi, andando a lavorare duramente per ritornare ad avere un corpo che mi piacesse, lasciando andare il corpo sofferente della pandemia.
Piano piano, passando per The Voice, poi i singoli, io continuavo a evolvermi e con me la mia identità prendeva sempre più forma. Il progetto Jade è stata l’evoluzione naturale del processo di superamento delle mie difficoltà, di duro impegno e di credere in me stessa e nel mio lavoro.»
E.R.: «Parliamo dei testi. Partiamo da Forget Everything. Esprimi la rabbia e la paura che oggi tutti noi possiamo dire di avere provato, in modo spaventoso. Spudorato. La prima volta che ti ho ascoltata mi hai raggelata. Voce, testi, armonia: tutto concorre per smuovere emozioni magari anche volutamente sedate e tenute nascoste. A me è successo così. Lo stesso ascoltando Fenici (Brano presentato a Sanremo Rock).»
G.M.: «Non avevo idea di saper scrivere. Mi sono proprio chiesta come riuscire a esprimere la mia sofferenza in poche righe, perché potesse trasmettersi in modo forte e inequivocabile. Il flusso della mia rabbia repressa che mi è uscito all’improvviso ha preso forma nei miei testi in modo totalmete inaspettato.
Tutto quello che ti arriva è tutto quello che io sento e che ho sentito nel momento in cui ho scritto questi brani. Devo ringraziare Luca Lee Josh perché io ho scritto il testo e poi gli ho spiegato come mi sentivo. Ci abbiamo lavorato entrambi tantissimo perché volevamo che il dolore potesse uscire in tutta la sua forza. E Luca è stato veramente bravo a dare sostegno strumentale proprio a questo flusso di rabbia e dolore.»
Prossimi concerti, nuova musica: Giada Maragno sta lavorando e Jade sta diventando sempre più Goddess
P.S.: «Raccontaci un po’, Giada: prossimi appuntamenti?»
G.M.: «Intanto save the date: prossimo concerto all’Hard Rock Cafè di Firenze il 18 di Novembre. In questi giorni stiamo scrivendo nuova musica e lavorando a importanti date per il 2023. Ti manterrò aggiornata, s’intende!»
Per approfondire
- Segui il profilo artistico di Giada Maragno, Jade: Instagram; Facebook; Spotify
- Amo scrivere di musica e, ovviamente di musica in Romagna. In questo link trovi tutti gli articoli a tema musicale
- L’accademia presso cui si è preparata la nostra talentuosa artista romagnola Giada Maragno è Professione Danza.


