Per la settimana del liscio 2022 che i terrà a Gatteo Mare, nel disegno di Elena Raimondi Nonno Fuì racconta alla nipote Nicole l'origine del liscio

All’origine del liscio: un racconto di libertà

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La settimana del liscio 2022 ci porta a riscoprire l’origine del liscio, vero manifesto di libertà e autenticità

Lorigine del liscio romagnolo nasconde un importante racconto di libertà, grandi sogni e innovazione. In quest’articolo leggerai la storia della musica romagnola, risalirai a chi ha inventato il liscio romagnolo ed a chi lo ha portato alla fama internazionale.

Cos’è il liscio

Il liscio è un genere musicale di musica popolare nato in Romagna. A differenza di quanto molti pensano, la musica popolare liscio non è un genere tradizionale, ma è nato tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 del secolo scorso. Il liscio romagnolo è stato portato alla fama internazionale da Secondo Casadei che ne ha codificato alcuni tra i caratteri principali, quali ad esempio l’introduzione del saxofono, della batteria come anche della voce cantante (considerando che, fino alle innovazioni di Secondo Casadei, le orchestre di liscio erano state solo strumentali).

A pochi giorni dall’attesissimo ritorno della settimana del liscio sulle spiagge di Romagna, riscoprire le origini del ballo liscio è importante. Cerchi maggiori informazioni sulla settimana del liscio di Giugno 2022? Leggi in Approfondimenti (in fondo all’articolo).

Questo blog post è il secondo appuntamento della storia del liscio romagnolo a puntate. La storia dell’Orchestra Casadei e dell’affascinante figura del suo fondatore: Secondo Casadei. È un racconto sulla musica da ballo romagnola che nasce dalla partnership di Piadina Story con Casadei Sonora Edizioni Musicali, fondate proprio da Secondo Casadei! Nel paragrafo Per Approfondire troverai tutti i riferimenti di Casadei Sonora Edizioni Musicali.


  1. Nonno Fuì, Nicole e Micia: il liscio romagnolo si tramanda nei racconti di famiglia
  2. Risalire all’origine del liscio e ritrovarsi a volteggiare nella Belle Époque tra Vienna, Varsavia, Cesena e Imola
  3. La libertà di ballare presuppone il coraggio di sognare!
  4. Il Salone Brighi, come nasce la balera e “Taca Zaclèn”
  5. Il liscio romagnolo fa volare e con Secondo Casadei diventa esplosivo!
  6. Il coraggio di cambiare, restando autentici: l’origine del liscio e Secondo Casadei hanno tanto da insegnarci
  7. Per approfondire

In questo blogpost ci sono ben 3 video: il primo è un riassunto che include bellissime interviste provenienti dall‘Archivio di Casadei Sonora Official. Non perderlo! Poi troverai un bellissimo video di una scuola di liscio con bravissimi ballerini in erba, per trasmetterti l’origine della passione sportiva di Nicole per il ballo liscio. In ultimo troverai un’infuocata esplosione di polke, che ti faranno provare l’ebrezza della mitica gambetta romagnola, ne sono certa!

1. Nonno Fuì, Nicole e Micia: il liscio romagnolo si tramanda nei racconti di famiglia

Il racconto sull’origine del liscio romagnolo si arricchisce della storia di Nonno Fuì, arzillo ottantacinquenne che vive a Forlì, proprio sopra all’amata nipote Nicole. Micia è la gattina del nonno, grande amante dell’asfalto bollente e della musica di Secondo Casadei.

Nonno Fuì e Nicole sono due personaggi della mia fantasia ispirati ai racconti di Romagna dei miei nonni e dei miei genitori. Micia, invece, è proprio esistita: era la gattina di mio nonno Realdo, e si faceva accarezzare solo da lui.

Continua a leggere. Sono certa che amerai il racconto di Romagna e di liscio, punteggiati dai ricordi di Nonno Fuì.

Nicole è chiusa nella sua stanza per scrivere il tema sull‘origine del liscio. Ma, invece che pensare alla musica da ballo romagnola, morde la penna e piange. La gatta Micia ci prova a toglierle quel magone che diventa ogni minuto più un grosso, ma le sue fusa non sono sufficienti: la rabbia è grande. È stata proprio la sua migliore amica Aurora a prendersi gioco di lei e della sua grande passione: il ballo liscio e la storia della musica romagnola.

In quel momento, nonno Fuì sale le scale interne che collegano il suo appartamento a quello in cui vive Nicole. Stringe in mano un sacchetto di carta marrone che spande profumo di zucarein (zuccherini , biscotti tipici romagnoli) . Già sorride all’idea della golosa sorpresa che serba per Nicole.

Continua a leggere, sono certa che questo racconto ti appassionerà. Anche perché leggerai che alla base di chi ha inventato prima e reso grande poi la musica da ballo romagnola c’è una grande forza. Io, questa, la chiamo libertà.

Quando parteciperai alla settimana del liscio 2022 (dal 2 al 10 giugno, a Gatteo), pensa alla forza dei valori che hanno dato origine al liscio!

Mi farà molto piacere, alla fine dell’articolo, sapere se concordi con me!

2. Risalire all’origine del liscio e ritrovarsi a volteggiare nella Belle Époque tra Vienna, Varsavia, Cesena e Imola

Il ballo liscio, fino a non molti anni fa, è stato un fenomeno di massa transgenerazionale. Ballato dai nonni così come dai figli e dai nipotini, era non solo una espressione artistica e sportiva ma anche un vero fulcro di aggregazione e socialità.

Per trovare l‘origine della musica da ballo romagnola dobbiamo portarci al periodo storico, compreso tra la fine dell’ ‘800 e il primo decennio del ‘900, chiamato “Belle Époque”. La “Belle Époque” era così definita perché il progresso e la prolungata assenza di guerre avevano portato grande ottimismo. Le continue scoperte e innovazioni tecnologiche stavano cambiando la società. Nascevano e si affermavano la classe borghese e quella operaia (cioè salariata, con maggiori diritti e opportunità rispetto alle masse contadine, quest’ultime ancora tagliate fuori dal benessere).

«Mo Nicole, s’et fat – cosa hai fatto? Perché piangi?»

«Aurora ha detto davanti a tutti che il liscio non è un vero ballo e io ci vado solo perché mi piace Lorenzo! » Nicole ha una passione bruciante per il ballo romagnolo ! Ha trascorso i lockdown ad ascoltare rapita i racconti del nonno. A volte, quando i contagi erano roboanti, lei si metteva a sedere in cima alle scale, il nonno invece stava in fondo e si parlavano da un piano all’altro. Separati, ma sempre insieme.

Nonno Fuì era stato un gran ballerino di liscio, appassionato della musica dell’orchestra Casadei. I pensieri tristi si scioglievano grazie ai racconti di balere musicisti e ballerini e del mitico Maestro Secondo Casadei (che ha inventato Romagna mia, clicca il link per leggere la storia). Nicole, appena aveva potuto tornare a fare attività fisica, aveva lasciato le lezioni di ballo hip hop che frequentava con l’amica Aurora per iscriversi al corso serale di liscio e danze folk. E qui si era presa pure la scuffia – la cotta- per il brufoloso, ma sempre sorridente Lorenzo.

Hai mai assistito alle performances delle scuole di ballo liscio? Sul palco si muovono vorticosamente gambe e gambette di tutte le lunghezze e le età: travolte da un ritmo concitato che, concedimelo, non può essere che contemporaneo! Sono certa che durante la settimana del liscio 2022 ci saranno tante occasioni per ammirare i ballerini di liscio, di tutte le età!

3. La libertà di ballare presuppone il coraggio di sognare!

Nei palazzi delle città, ma anche nelle signorili ville di campagna, il salone da ballo era il fulcro della vita sociale, nella Belle Epoque. Anche nelle 7 storiche città e cittadine romagnole, note come le 7 sorelleForlì, Cesena, Rimini, Ravenna, Lugo, Faenza, Imola), i ricchi si intrattenevano con i balli del momento. L’ austriaco Valzer, che grazie a Strauss aveva elevato la natale Vienna a capitale della musica; la polacca mazurka (musicata in ben 52 versioni da Chopin) e la boema polka erano le trascinanti mode del periodo.

In una famiglia contadina di Fiumicino di Savignano sul Rubicone, nel 1853 nasceva Carlo Brighi. Il suo soprannome dialettale era Zaclèn, anatroccolo, forse mutuato dalla camminata dondolante.

Il padre gli aveva passato la passione per il violino ed il giovane Zaclèn divenne un capace violinista. All’epoca, i musicisti suonavano nei teatri e per le feste private dei nobili e borghesi, così ben presto Zaclèn entrò tra i primi violini dell’orchestra del Teatro Comunale di Cesena e cominciò a suonare presso le famiglie più ricche della zona.

Fuori dai grandi saloni nobili e borghesi, all’ombra dei grandi tigli delle aie o riparati sotto i portici dei palazzi, si ascoltava e si sognava. Servitori, braccianti e contadine, lavandaie e garzoni erano esclusi da questi magici momenti. I ritmi inebrianti che uscivano dalle sale da ballo riempivano i cuori di desiderio. E sognare è già seme di libertà, non credi?

«Nicole, ascoltami, dà reta a un vech – dai retta a un vecchio. Sai perché l’Aurora ti ha presa in giro?» Nicole ascolta il nonno, gli occhi rossi di pianto e la bocca piena di zucarein – biscotti. Fa cenno di no con la testa e guarda sconsolata il nonno. Che le sorride, ma poi torna serio. «Lei vorrebbe essere come te, ma non ci riesce, allora ti umilia». Nicole sgrana gli occhi, nonno Fuì continua «Tu sei libera da quello che fanno gli altri. Ti sei appassionata di liscio e adesso balli il liscio, non ti sei fatta frenare dalle mode del momento. Lei, che invece non ha il tuo coraggio e la tua forza, non è libera come te»

4. Il Salone Brighi, come nasce la balera e “Taca Zaclèn”

Carlo Brighi suonava per i ricchi, ma sognava di portare i balli dei benestanti alle feste dei poveri. E fu così che, lasciato il teatro Comunale di Cesena, formò una propria orchestra e iniziò a suonare per le feste dei contadini. La formazione tipica di Brighi prevedeva 2 violini, una chitarra, un clarinetto in Do e un contrabbasso.

Brighi girava tutta la Romagna portandosi appresso un capannone itinerante conosciuto come “E Festival” (“Il Festival”) o “Capannone Brighi”. Poi, nel 1910, adattò una parte della sua abitazione a sala da ballo e la chiamò “Salone Brighi”. 

Eh già, il visionario Carlo Brighi aveva inventato prima il ballo liscio romagnolo, poi la Balera.

Ancora oggi l’espressione “Taca, Zaclèn” (Attacca, comincia a suonare, Zaclèn) è la frase che si dice ai musicisti perché aprano le danze, in onore dell’inventore del liscio e del ballo romagnolo!

Quella matassa nera aggrovigliata al cuore comincia a mollare la presa. In effetti Aurora fa sempre quello che è popolare. Come si veste, con chi esce e dove va: vive come decidono gli altri, non fa mai nulla di autentico «Micia, lo vuoi un biscottino?» Nicole sorride mentre la gattina le lecca le dita con la lingua ruvida e riflette un po’. Nonno Fuì guarda quella fronte che sta tornando a rischiararsi e ci vede la sua amata Marietta. Quando, passata la buriana, gli occhi da grigi di pianto tornavano verdi e belli ad illuminarle il viso. Quanto le manca la sua Maria. Adesso , poi, avrebbe saputo consolare meglio la loro amata nipotina.

5. Il liscio romagnolo fa volare e con Secondo Casadei diventa esplosivo!

È chiamato “ballo liscio” perché nasce da balli tradizionali che portavano i ballerini a muoversi, spesso, con passi trascinati. Ma il ballo liscio romagnolo, in realtà, prevede tutt’altro: salti e saltelli, piroette e giravolte, punta e tacco in un vorticare e frullare di gambe che lisciano ben poco il pavimento! Già il visionario e coraggioso Carlo Brighi, che aveva scritto migliaia di pezzi, aveva modificato i nobili ritmi delle mazurke, polke e walzer rendendoli più veloci. Ma una grande rivoluzione sarebbe arrivata poco dopo.

Alla morte di Zaclèn, l’orchestra passò al figlio Emilio che, nel 1924, inserì nell’orchestra un giovane violinista: Secondo Casadei. Se non hai ancora visto il video che ti aspetta qui sopra, nel primo paragrafo, fallo ora. Sentirai una bellissima testimonianza su Emilio Brighi e Secondo Casadei. Direttamente dalla voce di Giovanni Fantini, mitico cantante dell’Orchestra Casadei per 30 anni!

Una trascinante maratona di Polke che ti farà innamorare della musica di Secondo Casadei Nicole dice che il Sax se la ride e il Clarinetto in Do lo stuzzica!)

Secondo Casadei raccolse il testimone innovatore di Carlo Brighi e nel 1928 mise in piedi la propria orchestra. E così l’orchestra di Secondo Casadei con la sua passione, le sue scelte coraggiose e innovative porterà il liscio in tutto il mondo!

«Il coraggio di fare quello che mi piace, quello si che io ce l’ho! Proprio come il Maestro Secondo Casadei di cui stavo scrivendo nel tema sull’origine del liscio!» Certo, pensa il nonno Fuì, che Nicole si è proprio appassionata della storia della sua terra. Ed è importante perché ci troverà sempre grandi esempi che potranno aiutarla nella vita! Secondo Casadei, colui che ha portato il liscio a diventare una delle musiche più ballate e popolari, è un esempio di grande forza, coraggio e passione. «Che, nella vita, non bastano mai, vero Marietta?»

6. Il coraggio di cambiare, restando autentici: l’origine del liscio e Secondo Casadei hanno tanto da insegnarci

Dopo la seconda guerra mondiale, in Italia imperversavano i ritmi d’oltre oceano. Le orchestre di Romagna smisero di suonare i ritmi tradizionali.

Secondo Casadei, unico in Romagna, continuò a suonare l’amata musica tradizionale. Grande amante della musica liscio e assetato di novità, riconosceva però il grande valore anche simbolico della musica che prima di essere popolare era stata esclusivamente dei ricchi e potenti. Per questo tenne duro, anche quando il mercato musicale sembrava a voltargli le spalle richiedendo solo ritmi “moderni”.

Secondo Casadei tenne duro, ma non restò inerme: affrontò le difficoltà con spirito creativo e operando grandi e piccole rivoluzioni. Alcuni esempi? Figlio di sarto, volle che tutti gli orchestrali indossassero sempre eleganti divise. Voleva, infatti, che il popolo che accorreva alle sale da ballo ricevesse un trattamento simile a quello che caratterizzava i concerti delle classi più abbienti. Orecchio raffinato e grandissimo cultore musicale, sin dalla fondazione dell’orchestra aveva inserito strumenti esotici come la batteria e il sax, di fatto creando una forma musicale originalissima e fresca. Che, nel tempo, ne decretò il grande successo.

Una piccola rivoluzione dietro l’altra, fu così che non solo salvò il ballo liscio dall’estinzione, ma lo rese grande in tutto il mondo!

Nonno Fuì sta lavando il piatto in cui ha mangiato un avanzo di cappelletti di ieri. I cappelletti della domenica sono più buoni al lunedì, pensa. Si è fatta sera; sua figlia Elena e suo genero sono tornati a casa. Nonno Fuì sente, sopra di sé, la voce di Nicole, tornata squillante e salda, che racconta ai genitori la giornata. Si asciuga le mani, raggiunge il divano al buio …ci vede così poco che una lampadina accesa non farebbe differenza. Si siede lentamente e Micia gli si accoccola sulle ginocchia. Cominciano le fusa, una lacrima scende lungo la guancia. Nonno Fuì piange e sorride pensando agli occhi della Marietta e a come si illuminavano quando ballavano insieme la sua polka preferita: la scatenata 250 S Mercedes (ascoltala al minuto 5.25 della maratona di Polke che trovi al paragrafo 5).

Per Approfondire:

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3 commenti su “All’origine del liscio: un racconto di libertà

  1. Da Piemontese conosco il liscio che si suona da queste parti, profondamente diverso da quello romagnolo. Meno veloce, sicuramente meno dinamico. Certo è che il nome Casadei è legato alla storia di questo genere musicale, essendone l’esponente di spicco. Secondo in primis e, in maniera meno raffinata, Raoul. Non immaginavo che dopo il secondo conflitto mondiale il liscio avesse subito una battuta d’arresto, complice l’invasione della musica suonata negli states. Bell’articolo, complimenti.

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