Conosci gli Archivi di Ricerca Mazzini? Se non li conosci, dopo aver letto questo post resterai a bocca aperta. Cosa che ti succederà anche se li conosci, perché la storia ed il genio che dettano il ritmo di questa realtà sono, veramente, da sbalordire!
Punto di riferimento di tutti i brand di moda internazionali da che sono nati, gli Archivi di Ricerca di Massa Lombarda sono meta quotidiana di stilisti, designer, del mondo del fashion, della moda e del lusso.
Accolta dalla proverbiale gentilezza e professionalità di Benedetta Mazzini, per potere scrivere quest’articolo ho potuto visitare gli Archivi Mazzini guidata da Carla Marangoni, storica braccio destro del fondatore, e dal fondatore stesso Attilio Mazzini. Benedetta, Carla e Attilio sono veri e propri miti per chi, come me, ami la storia dell’impresa e del costume italiano.
Qui è custodita una collezione di oltre 400.000 capi ed accessori di lusso, alta moda e design. Proprio qui, gli uffici stile di tutto il mondo hanno l’opportunità di studiare la storia della moda internazionale per potere interpretare un periodo, un taglio, uno stile in modo autentico e personale.
Ecco cosa troverai in quest’articolo:
- La storia degli archivi di ricerca Mazzini a Massa Lombarda: baratto e upcycling e visionarietà artistica
- Vedere, andando oltre ciò che si guarda: coraggio follia e passione dei leader
- Avanguardismo, arte, stile e costume: cosa troverai presso gli Archivi di Ricerca Mazzini
- Come visitare gli Archivi di Ricerca Mazzini a Massa Lombarda
- Perché visitare gli archivi di ricerca Mazzini Massa Lombarda: per scoprire la Romagna degli artisti e della creatività sempre in fermento
- Per approfondire



La storia degli archivi di ricerca Mazzini a Massa Lombarda: baratto e upcycling e visionarietà artistica
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Attilio Mazzini, fondatore della Mecca dello stile mondiale è un affabulatore nato, si concede ai ricordi con grande generosità ed eleganza. Racconta le origini degli archivi di ricerca Mazzini risalendo alla fine della seconda guerra mondiale.
“Sono stato fortunato a vivere nel periodo post-bellico in cui tutto doveva essere ricostruito.”
Pierre Cardin
Il fronte alleato passò, in quest’angolo del ravennate, nell’Aprile del 1945, lasciandosi alle spalle una campagna tritata dai bombardamenti e se possibile ancora più povera di quanto non fosse prima. La campagna offriva allora come oggi un’importante presenza di alberi da frutto. Il padre di Attilio produceva marmellata che vendeva, sfusa, ai mercati locali. Quando, come pagamento, ricevette un mucchio di calze militari americane, la storia degli Archivi di Ricerca Mazzini cominciò a dipanarsi.
Un barattolo di marmellata venduto per uno stock di calze militari che poi il padre di Attilio fece disfare per vendere poi gomitoli di lana tecnica, apprezzatissima perché più resistente all’umidità. E dopo i calzini militari fu il momento delle zanzariere, sempre militari, che diventavano filtri perla lavorazione della frutta.Da questa forma di baratto parte il mercato dell’usato. Un baratto che richiede capacità di capire la qualità e di vederne il valore intrinseco che Attilio Mazzini sviluppa sin da bambino.
La storia degli Archivi di Ricerca Mazzini è iconica del grande valore di chi ha il coraggio di uscire dal gruppo, inventare ed inventarsi. Valore che si trasmette a tutto il sistema sociale, economico e valoriale in cui si colloca.
Vedere, andando oltre ciò che si guarda: coraggio follia e passione dei leader



Attilio Mazzini matura in un contesto di enorme sofferenza. Il tempo post bellico è un tempo in cui tutto può e deve essere reinventato. Il vedere fuori dagli schemi, in quest’ angolo di mondo, a metà del secolo scorso fa spesso la differenza tra farcela o soccombere.
C’è una bella differenza tra guardare una persona che regge in mano una matita e vedere un’opera d’arte. C’è una bella differenza tra guardare e vedere. Sono figlia di un uomo quasi cieco. Nonostante ciò, lo sguardo di mio padre è guidato dalla sua capacità di vedere ciò che i suoi occhi non possono guardare. Visione, passione e voglia di vincere sempre e comunque fanno molto più del suo nervo ottico malandato.
Perché ti ho scritto questo? Perché noi guardiamo gli Archivi di ricerca Mazzini come il paradiso di Carrie Breadshaw (Sex & the City) o Miranda Priestley (il diavolo veste Prada). Ma Attilio Mazzini, la sua famiglia ed il suo team lo hanno costruito selezionando, tra i capi di seconda mano che negli anni son loro passati per le mani, in base ad un’ innata (e coraggiosa) capacità di vedere oltre ciò che guardavano.
Negli anni 80 Attilio è attivo nel suo iconico negozio “Boutique Mazzini”. Dal suo piccolo angolo di mondo immerso nei frutteti e campi di grano, Mazzini vendeva gli abiti più iconici di Jean Paul Gaultier, Romeo Gigli ed altri mostri sacri della moda internazionale. Vende le ultime collezioni, per poi offrire un servizio di ritiro dei capi usati a fine stagione. Strategia visionaria: permette alle clienti di avere il look sempre à la page senza dover gestire il problema di armadi con abiti “già visti”.
Comincia ad archiviare, man mano che li ritira, capi usati, capi iconici della moda francese, italiana, internazionale.
Avanguardismo, arte, stile e costume: cosa troverai presso gli Archivi di Ricerca Mazzini



Gli Archivi di Ricerca Mazzini conservano un patrimonio culturale incredibile: si respira arte in ogni angolo. Se è vero che all’ingresso il visitatore è accolto dall’abito scultura di Issey Miyake anni ‘90, è anche vero che sono le spiegazioni di Carla e Benedetta che mi permettono di capire la portata della valore della famosa plissettatura a caldo.
Lungo tutto il percorso narrativo di Attilio, Carla, Benedetta c’è arte. Tutto racconta di arte, ricerca, ispirazione innovazione. Ascolto rapita parlare del leggendario stilista Mariano Fortuny, Carla mi spiega la magnificenza dell’iconica tunica Delphos e della sua fine plissettatura. Imparo ad ammirare la storia che traspare dagli abiti di Ossie Clark, così caratteristici nel loro stile bohemienne e chic. Resto ammirata dalla figura della designer avanguardista Germana Marucelli, prima creatrice di moda a rifiutarsi di adeguarsi ai dettami della moda francese ed antesignana dello stile italiano. Attilio e Carla sono loro stesso un archivio incredibile di aneddoti, storie ed emozioni. Grazie a loro mi addentro nella storia di Comme des Garçons e della sua stilista Rei Kawakubo. Ammiro i tagli di artisti come Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi ed ora ho molto ben più chiaro per quale motivo adori il brand Shi.rt.
Come visitare gli Archivi di Ricerca Mazzini a Massa Lombarda



Gli Archivi di Ricerca Mazzini sono una fucina creativa ed un momento riservato, privato, allo stesso tempo. Per accedervi gli uffici stile prendono appuntamento chiamando direttamente la struttura.
Per visitare gli Archivi come turisti, invece, si può approfittare delle giornate del FAI che vi ha dedicato il tema “ARCHIVI MAZZINI: GUARDARE E RIVIVERE LA STORIA DELLA MODA“. Il 25 e 26 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, quindi approfittane! Le visite verranno organizzate in gruppi da 20 persone e dureranno circa un’ora. Gli orari di organizzazione delle visite sono 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Non essendo al momento prevista la prenotazione, in caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.
Perché visitare gli archivi di ricerca Mazzini Massa Lombarda: per scoprire la Romagna degli artisti e della creatività sempre in fermento



La Romagna è da sempre terra di creativi. La riviera romagnola dagli anni ’60 a tutti gli anni ’80 è stata una fucina di cervelli non-convenzionali. Basti pensare alla Baia degli Angeli (che la mia generazione conosce come Baia Imperiale): vero e proprio progetto culturale innovativo a livello internazionale.
Come dice benissimo il grande Principe Maurice in quest’intervista, era forte la tensione a rivelarsi, ad essere diversi e quindi se stessi, usando lo stile, la moda e l’arte come forma di comunicazione elettiva. Puoi ben capire che miscela esplosiva sia stato il talento e la caparbietà di Attilio Mazzini, inserita in questo contesto psichedelico.
Attilio Mazzini ama l’arte e cerca sempre di creare un rapporto diretto con l’artista. La ricerca di colori, la ricerca di materiali e stili inizia così, a creare quello che centinaia di migliaia di capi più tardi è sotto i nostri occhi: gli Archivi di Ricerca Mazzini. Grazie all’amore per l’arte e la creatività i grandi nomi degli stilisti e brand che hanno segnato la storia della moda e del costume si uniscono ai nomi di artisti spesso locali, come Nicola Samorì , Bertozzi e Casoni, Roberto Paolini.
Per Approfondire
- Vuoi approfondire il Polo del Vintage che è presente in Bassa Romagna? Leggi l’articolo che ho dedicato ad alcune delle eccellenze della Bassa Romagna
- Clicca qui per il link agli Archivi di Ricerca Mazzini
- Ecco qui il link FAI per il tour degli Archivi di Ricerca Mazzini


