Scarpe ed accessori di brand di moda francese esposti presso gli archivi di ricerca Mazzini a Massa Lombarda

Archivi di Ricerca Mazzini: lusso, storia, stile e arte in un progetto culturale unico al mondo

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Conosci gli Archivi di Ricerca Mazzini? Se non li conosci, dopo aver letto questo post resterai a bocca aperta. Cosa che ti succederà anche se li conosci, perché la storia ed il genio che dettano il ritmo di questa realtà sono, veramente, da sbalordire!

Punto di riferimento di tutti i brand di moda internazionali da che sono nati, gli archivi di ricerca di Massa Lombarda sono meta quotidiana di stilisti, designer, del mondo del fashion, della moda e del lusso. Vanta, infatti, una collezione di oltre 400.000 capi ed accessori. Proprio qui, gli uffici stile hanno l’opportunità di studiare la storia della moda internazionale per potere interpretare un periodo, un taglio, uno stile in modo autentico e personale. In questo ameno angolo di Bassa Romagna ricamato dai filari di peschi e vitigni ordinati, sono passate e passano tutte le principali personalità del mondo della moda.

La storia degli Archivi di Ricerca Mazzini è iconica del grande valore di chi ha il coraggio di uscire dal gruppo, inventare ed inventarsi. Valore che si trasmette a tutto il sistema sociale, economico e valoriale in cui si colloca.  

La Bassa Romagna, culla di eccellenze ​​

L’Italia è un Paese di eccellenze: nella moda come nel design, nell’ingegneria, nella cultura, nell’agroalimentare, nell’arte. La Romagna vanta un primato ancora più significativo: quello del saper fare, spesso inventando, vedendo oltre ciò che si guarda. Visionarietà e savoir faire insieme, un connubio che conosce bene Attilio Mazzini, fondatore degli Archivi di Ricerca Mazzini. Scopriamoli assieme. 

Per raggiungere gli archivi di Ricerca Mazzini ci immergiamo nella soleggiata campagna di Massa Lombarda. Cittadina di meno di 11.000 abitanti, apparentemente vocata esclusivamente ad agricoltura e frutticultura, Massa Lombarda nasconde un cuore di importanti imprese spesso geniali ed uniche (da Wasp a Minipan, a Mazzini e molte altre).

Seguendo il progetto narrativo Piadina Story sin dagli esordi, la travel blogger Sabrina Barbante resta subito affascinata dalla ricchezza che il territorio offre. Quindi ho organizzato una visita congiunta alle eccellenze dei comuni della Bassa Romagna per comunicarne le grandi capacità. La prima visita è proprio agli archivi Mazzini di Masssa Lombarda.

Se sei un’ imprenditore della Bassa Romagna, se ti riconosci nell’impianto di eccellenza della tua attività e vorresti che venisse raccontata, contattami. Il progetto narrativo di Romagna Piadina Story nasce proprio con questo obiettivo.

Scambio di marmellata per calze militari: baratto ed upcycling all’origine degli archivi di ricerca Mazzini

Quando raggiungiamo l’archivio nel contesto artigianale/industriale di Fruges di Massa Lombarda (pulitissimo ed ordinato), veniamo accolte dalla proverbiale gentilezza e professionalità di Benedetta Mazzini, anche lei socia. Insieme raggiungiamo Carla Marangoni, storica braccio destro del fondatore, e lui stesso: Attilio Mazzini, il fondatore appunto. Un mito per chi come me, ami la storia dell’impresa e del costume italiano. 

Sono figlia di due imprenditori del territorio; forse è il motivo per cui amo ascoltare le storie di impresa, ancor di più se ne raccontano la nascita, la visione fondante. Per questo, una volta superata l’emozione di entrare in una vera mecca internazionale dello stile, accolta dagli abiti più iconici che le menti umane abbiano mai concettualizzato, mi sono dimenticata di tutto e tutti perdendomi nei racconti di Attilio e Carla. 

Attilio è un affabulatore nato, si concede ai ricordi con grande generosità ed eleganza. Racconta le origini degli archivi di ricerca Mazzini risalendo alla fine della seconda guerra mondiale.

“Sono stato fortunato a vivere nel periodo post-bellico in cui tutto doveva essere ricostruito.”

Pierre Cardin

Il fronte alleato passò, in quest’angolo del ravennate, nell’Aprile del 1945, lasciandosi alle spalle una campagna tritata dai bombardamenti e se possibile ancora più povera di quanto non fosse prima. La campagna offriva allora come oggi un’importante presenza di alberi da frutto. Il padre di Attilio produceva marmellata che vendeva, sfusa, ai mercati locali. Quando, come pagamento, ricevette un mucchio di calze militari americane, la storia degli Archivi di Ricerca Mazzini cominciò a dipanarsi. Dapprima lentamente ed in modo elettrico ed attorcigliato, come tutto ciò che nasce da ciò che è nato per essere e fungere ad altro. Come i gomitoli che le donne di casa ottenevano disfacendo le calze militari per venderne la lana tecnica, molto apprezzata. O come le zanzariere, sempre militari, in cui il padre di Attilio vide un utilizzo alternativo: filtri per i residui organici nella produzione di alcool da frutta. 

Vedere, andando oltre ciò che si guarda: coraggio follia e passione dei leader

Attilio nasce e matura in un contesto in cui tutto può e deve essere reinventato. Il vedere fuori dagli schemi, in quest’ angolo di mondo, a metà del secolo scorso è il discrimine tra vivere bene o meno. L’attività del padre si specializza nel commercio di indumenti usati, incluso indumenti tecnici militari. Attilio qui impara a riconoscere i materiali, i colori, le forme e comincia a coltivare passione per tutto ciò che questo trasmette. 

C’è una bella differenza tra guardare una persona che regge in mano una matita e vedere un’opera d’arte. C’è una bella differenza tra guardare e vedere. Sono figlia di un uomo che soffre di una congenita ipovisione che lo rende quasi cieco. Nonostante ciò, lo sguardo di mio padre è guidato dalla sua capacità di vedere ciò che i suoi occhi non possono guardare. Visione, passione e voglia di vincere sempre e comunque fanno molto più del suo nervo ottico sfilacciato.

Perché ti ho scritto questo? Perché noi guardiamo gli Archivi di ricerca Mazzini come il paradiso di Carrie Breadshaw (Sex & the City) o Miranda Priestley (il diavolo veste Prada). Ma Attilio Mazzini, la sua famiglia ed il suo team lo hanno costruito selezionando, tra i capi di seconda mano che negli anni son loro passati per le mani, in base ad una innata (e coraggiosa) capacità di vedere oltre ciò che guardavano.

Negli anni 80 Attilio è attivo nel suo iconico negozio “Boutique Mazzini”. Dal suo piccolo angolo di mondo immerso nei frutteti e campi di grano, Mazzini vendeva gli abiti più iconici di Jean Paul Gaultier, Romeo Gigli ed altri mostri sacri della moda internazionale. Vendeva le ultime collezioni, per poi offrire un servizio di ritiro dei capi usati a fine stagione. Strategia visionaria: permetteva alle clienti di avere il look sempre à la page senza dover gestire il problema di armadi con abiti “già visti”. Al contempo archiviava man mano capi usati, capi iconici della moda francese, della moda italiana, della moda internazionale. 

Romagna: terra d’arte e di creativi

La gente, racconta Carla, allora amava mostrarsi e sapeva farlo: alle mostre, alle feste, ai grandi concerti. Nascevano e diventavano sempre più noti i grandi brand della moda Italiana. Attilio ed il suo team selezionavano ogni capo e conservavano l’essenza, lo stile iconico. La testimonianza della creatività passava anche da questo. La Romagna è da sempre terra di creativi, la riviera romagnola dagli anni 60 a tutti gli anni 80 è stata una fucina di cervelli non-convenzionali. Basti pensare alla Baia degli Angeli (che la mia generazione conosce come Baia Imperiale) vero e proprio progetto culturale innovativo a livello internazionale.

Come dice benissimo il grande Principe Maurice in quest’intervista, era forte la tensione a rivelarsi, ad essere diversi e quindi se stessi, usando lo stile, la moda e l’arte come forma di comunicazione elettiva. Puoi ben capire che miscela esplosiva sia stato il talento e la caparbietà di Attilio, inserita in questo contesto psichedelico. 

Attilio ama l’arte e cerca sempre di creare un rapporto diretto con l’artista. Seleziona i capi vintage per collezionare i pezzi che lo emozionano di più. La ricerca di colori, la ricerca di materiali e stili inizia così, a creare quello che centinaia di migliaia di capi più tardi è sotto i nostri occhi: gli Archivi di Ricerca Mazzini. Nel racconto degli archivi di ricerca, i grandi nomi degli stilisti e brand che hanno segnato la storia della moda e del costume si uniscono ai grandi nomi di artisti, spesso locali, come Nicola Samorì (hai già visto la sua prima mostra antologia in Italia? E’ a Bologna fino al 27 Luglio, ti metto il link) , Bertozzi e Casoni, Roberto Paolini, Pistoletto. L’arte guida tutto il progetto culturale che anima gli archivi e coloro che vi accedono.

Avanguardismo arte, stile e costume: gli archivi di Ricerca Mazzini conservano un patrimonio culturale incredibile

Si respira arte in ogni angolo. Se è vero che all’ingresso il visitatore è accolto dall’abito scultura di Issey Miyake anni ‘90, è anche vero che sono le spiegazioni di Carla e Benedetta che mi permettono di capire la portata della valore della famosa plissettatura a caldo.

Lungo tutto il percorso narrativo di Attilio, Carla, Benedetta c’è arte. Tutto racconta di arte, ricerca, ispirazione innovazione. Ascolto rapita parlare del leggendario stilista Mariano Fortuny, Carla mi spiega la magnificenza dell’iconica tunica Delphos e della sua fine plissettatura. Imparo ad ammirare la storia che traspare dagli abiti di Ossie Clark, così caratteristici nel loro stile bohemienne e chic. Resto ammirata dalla figura della designer avanguardista Germana Marucelli, prima creatrice di moda a rifiutarsi di adeguarsi ai dettami della moda francese ed antesignana dello stile italiano. Attilio e Carla sono loro stesso un archivio incredibile di aneddoti, storie ed emozioni. Grazie a loro mi addentro nella storia di Comme des Garçons e della sua stilista Rei Kawakubo. Ammiro i tagli di artisti come Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi ed ora ho molto ben più chiaro per quale motivo adori il brand Shi.rt.

Il territorio continua ad ispirare nuovi progetti e sogni a chi sa coglierne l’essenza

Gli Archivi di Ricerca Mazzini sono una fucina creativa ed un momento riservato, privato, allo stesso tempo. Chi qui vi acceda non trova solo il materiale di studio, organizzato in modo certosino e fruibilissimo, ma anche un ambiente emozionante. I clienti che raggiungono l’archivio, da ogni parte del globo, trovano grandissima competenza, esperienza ed affidabilità. Assieme alla collezione di abiti incredibile che ho descritto, anche libri, riviste di moda e di arte, accessori, bottoni. Tutto ciò che può raccontare una storia per ciò che è e che potrebbe essere. Tutto ciò che può servire per alimentare il processo creativo di chi vi si rivolga. Un luogo di grande accoglienza che riserva a tutti un indimenticabile effetto WOW, catalizzatore di nuove e grandi idee!

“La creatività ha sempre una radice nel sapere dell’altro, è il miglioramento di qualcosa che c’è già.”

Elio Fiorucci

Gli Archivi di Ricerca Mazzini, che ho avuto la fortuna di ammirare, sono una parte del progetto culturale di enorme respiro che Attilio ha intessuto in questi anni. Io sono eccitata al solo pensiero di ciò che lui ed il suo magnifico team saranno in grado di fare. Sono pronta per sognare

Ti è piaciuto quest’articolo? Spero proprio di si, visto che mi ha entusiasmato visitare e potere raccontare un luogo tanto incredibile! Se vuoi leggere altri racconti come questo, salvati la shortuct di elenaresta.com sul tuo cellulare! Ogni venerdì qui troverai un nuovo racconto di Romagna!

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14 commenti su “Archivi di Ricerca Mazzini: lusso, storia, stile e arte in un progetto culturale unico al mondo

  1. Non ero a conoscenza di questi archivi è la prima volta che ne sento parlare
    Un vero viaggio nello stile, nella moda e nella creatività italiana. Grazie per il tuo articolo che mi ha fatto scoprire qualcosa di molto interessante

  2. Un vero viaggio nello stile, nella moda e nella creatività italiana. Non conoscevo questo posto meraviglioso, un vero patrimonio storico e culturale del nostro Paese.

  3. Per chi è appassionato di moda ma anche per chi è un semplice curioso dei cambiamenti dei costumi nel tempo, gli
    archivi di ricerca di Massa Lombarda rappresentano sicuramente una realtà da visitare e studiare a fondo.
    Davvero interessante.
    Maria Domenica

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