Ritratto dell'artista per l'intervista John De Leo

Intervista a John De Leo: l’importanza della musica per tornare a vivere dopo la pandemia 

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Nel nostro racconto di Romagna, di arte e cultura avrebbe potuto mancare un‘intervista a John De Leo? Assolutamente no!

Se mi conosci o hai imparato a farlo attraverso queste pagine sai che io ho una passione per la musica, a tutto tondo! E John De Leo, un gigante della musica contemporanea, è originario di Lugo, quindi non c’erano scuse: l’intervista “s’ha da fare”!

Guarda il video d’introduzione all’intervista!

Siamo stati costretti a vivere piegati su noi stessi a osservare il nostro ombelico per oltre due anni. Immersi in paure, spesso amplificate, il nostro pensiero è stato quasi paralizzato dall’accadimento pandemico. Abbiamo parlato, letto, scritto, disegnato e raccontato virus, virologi, siringhe vaccini in un modo quasi totalizzante. Ora che abbiamo cominciato ad annusare la fine di quest’incubo (e l’inizio di un altro) è forte il bisogno di interrogare gli artisti, non credi? Perché arte e pensiero creativo sono centrali per tornare a darci respiro, dopo l’asfissia pandemica.

Prima dell’intervista a John de Leo, però, ecco il paragrafo sul Festival Lugocontemporanea che, alla 23esima edizione, porta a Lugo di Romagna, sua città natale, una ventata di ossigeno incredibile, grazie alla musica contemporanea:

Lugocontemporanea: le date e il programma della XVIII Edizione del Festival

la XVIII Edizione del Festival Lugocontemporanea si terrà a Lugo di Romagna, nella bellissima piazza porticata del Pavaglione il 14 e 15 luglio 2022. Il festival è organizzato in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro Rossini Lugo, Arci Emilia-Romagna APS, Combo Jazz Club e on il Patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Lugo e Radio3 Rai. Anche quest’anno l’organizzazione non governativa EducAid parteciperà all’evento.

Il tema della XVIII Edizione del Festival Lugocontemporanea sarà MEN AT WAR, a riprova del valore sociale, comunicativo e di protesta della musica. Per leggere il manifesto di MAN AT WAR clicca qui sul link della’Associazione Culturale Lugocontemporanea dove è ben spiegata l’intento comunicativo della manifestazione.

Allo stesso link troverai il dettaglio del programma del festival. Gli ospiti sono tutti esponenti del più prestigioso scenario artistico contemporaneo:

*Gli eventi sono a ingresso gratuito fatta eccezione per la serata del 14 luglio con l’esibizione di Steve Coleman

In approfondimenti trovi i link per seguire l’artista John De Leo nel suo ricco percorso artistico

1. Chi è John De Leo 

Ammetto che, visto la caratura artistica, un’intervista a John De Leo mi era sembrata più un sogno che una possibilità. Ma il mio conterraneo (siamo entrambi lughesi) ha immediatamente risposto con gentilezza: “Si certo, mi farebbe piacere”. E quindi eccola qua. Ma prima riassumiamo in poche righe chi è John De Leo.

Cantante e compositore, Massimo De Leonardis, in arte John De Leo, è un performer poliedrico di grande respiro! Nato a Lugo di Romagna il 27 maggio 1970, è stato definito dal critico e musicologo Stefano Zenni «il cantante più importante oggi in Italia». Nella sua lunga e importante carriera ha collaborato e promosso innumerevoli progetti in un concetto di performance artistica che include la musica e molte altre arti. 

Suggerimento: prima di iniziare a leggere prenditi il tempo per ascoltare Vago Svanendo, canzone secondo me iconica dell’arte di John De Leo. Esprime con estrema intensità la potenza vocale ed evocativa del grande artista e saprà introdurti perfettamente all’importanza della musica nel suo pensiero. 

2. Strabordante: l’importanza della musica oggi … stay tuned per i prossimi spettacoli

La prima domanda che sottopongo a John De Leo riguarda l’ultimo suo spettacolo cui ho potuto assistere (via web): Strabordante: un viaggio pazzesco in 9 tappe nell’universo dantesco. Clicca il link per il trailer del bellissimo spettacolo prima di procedere con la lettura. 

Ora che hai visto il trailer di Strabordante ti è chiaro che l’incredibile voce-strumento di John De Leo dà vita agli incubi danteschi in un ambiente visivo e sonoro  molto comunicativo ed emozionante.

La performance è di grande impatto per lo spettatore. Cosa tutt’altro che comune, considerando che in occasione del VII centenario della morte del Sommo Poeta, nel 2021 il territorio ravennate è stato oggetto di una slavina di progetti più o meno danteschi, meno originali che più.  È con Strabordante che inizia l’intervista a John de Leo.

L’importanza della musica è nella ricerca

Domanda: in occasione delle celebrazioni del VII centenario della morte di Dante Alighieri, il viaggio del Sommo Poeta si trasforma in un’opera tra jazz, rock e noise. Strabordante, appunto, è un reading musicato in cui dimostri una forte vena attoriale: te lo riconosci? 

John De Leo: «sono un cantante e un compositore, non un attore. La vena attoriale in Strabordante riconosco ci sia, ma è solo accennata. L’importanza della musica, per me, si esplica nel ricercare sempre nuove espressioni attraverso esperimenti artistici. Pertanto l’aspetto teatrale può rientrare nel mio continuo sperimentare musicale.» 

Domanda: Strabordante, per lo spettatore, ha un tasso di coinvolgimento emotivo molto raro. Com’è stato essere parte di un progetto tanto innovativo, coinvolgente? 

John De Leo: «gli ideatori del progetto StraborDante sono gli XY Quartet. Vincenzo De Vivo, che ne ha scritto la sceneggiatura, è un grande professionista e un intellettuale molto raffinato, come tutti i componenti. Per questo motivo il progetto mi ha subito conquistato. È stata una bella esperienza e spero in futuro di lavorare ancora con questa equipe.»

Antenne alzate, allora, seguimi sui social e continua a leggere il blog: non appena ci saranno novità ti informerò immediatamente! 

3. La musica dopo il Covid

La pandemia che (speriamo!!!) stiamo archiviando ha influito molto negativamente su tutti gli ambiti. L’industria della musica e dello spettacolo è stata tra le realtà più penalizzate. Non abbiamo fatto in tempo a vedere la curva dei contagi da Covid cominciare la sua discesa che l’Europa è stata sconquassata dall’esplosione del conflitto Russia-Ucraina. L’economia europea ha subito un importante contraccolpo al primo annuncio delle sanzioni contro la Russia e la situazione non sta granché migliorando. 

L’importanza della musica e dell’arte, da quest’osservatorio, non pare però spiccare. Nella ripresa del Paese gli sforzi sono tutti indirizzati nei confronti della ripresa economica. Anche l’industria culturale, fortemente coinvolta dagli investimenti relativi al PNRR, viene guardata con interesse non tanto per lo sviluppo umano quanto per quello economico. Ed ecco che l’intervista a John De Leo entra nel cuore:

La cultura arricchisce: ma … l’importanza della musica non sta in tasca

Domanda: la musica dopo il Covid potrà essere parte della ripresa del Paese? Ripresa valoriale e culturale, intendo, fondamentali per un paese dalla forte vocazione sociale e creativa che si è ritrovato tumulato in sé stesso e nelle sue paure per due lunghi anni. 

John De Leo: «La cultura arricchisce, tanto. Ma non di soldi. Concordo col fatto che a seguito di tempi tanto difficili investire in cultura e musica è fondamentale per tutti noi.

Ma oggi anche la cultura, quindi anche la musica, sono prodotti culturali che in quanto tali rispondono a logiche economiche. L’arte, in quest’ottica, perde la sua aggressività che le ha permesso nella storia di difendere dalla banalizzazione del pensiero. La musica, come le altre arti, si vede oggi (e domani) costretta ad una certa banalizzazione del linguaggio per potere abbracciare il più ampio gradimento possibile e quindi rispondere alle logiche economiche industriali.

Nonostante questo limite, la musica è un’espressione artistica importante in Italia, quindi darà il suo contributo alla ricostruzione della dimensione umana degli italiani, anche se con meno slancio di quanto potrebbe»

4. La musica e il territorio

Domanda: Hai un’impressionante carriera fatta di collaborazioni e promozione di progetti artistici incredibili. Hai attraversato e mescolato generi e stili: dal rock al jazz alla musica classica e folk. Parliamo di quest’ultima: complice la pandemia, c’è stato un recupero dei valori legati al territorio, ma la musica popolare, la folk romagnola vedo che fatica ad essere recuperata. Tu come ti poni nei confronti della musica popolare tradizionale romagnola?

John De Leo: «In tempi di globalizzazione siamo portati a guardare sempre lontano. La musica, poi, guarda quasi sempre verso l’ America. Credo che, però, ogni artista abbia un’importante responsabilità nei confronti delle musiche tradizionali. Nel mio percorso musicale le musiche della tradizione sono sempre riproposte secondo canoni del linguaggio corrente e miei personali, in una continua sperimentazione»

Lugocontemporanea: ossigeno per le menti stanche e per i cuori fiacchi

È difficile sentirsi vivi, a volte. Non credi anche tu?

Abbiamo un accesso a saperi e conoscenze incredibile, cosa che per le generazioni della prima metà del ‘900 sarebbe stato inimmaginabile.

Eppure il pensiero critico è spesso tarlato dall’opportunismo, la voglia di provare nuove idee ed accogliere lo straordinario viene sedata dal concetto di utilità. La fiamma creativa, che ha sempre contraddistinto l’umanità, spesso va in carenza d’ossigeno.

Senza arte le menti perdono forza, i cuori battiti.

Fior fior di medici scienziati e studiosi hanno dimostrato quanto l’arte sia centrale nella qualità della vita umana.

John De Leo e gli artisti Monia Mosconi e Franco Ranieri hanno fondato l’associazione Lugocontemporanea. Questa ha dato vita alla omonima prestigiosa rassegna di musica, poesia, teatro, videoarte, danza e sound art. Nella bellissima cornice del centro storico di Lugo si sono esibiti tantissimi artisti, alcuni di prestigio internazionale.

Domanda: una rassegna d’avanguardia come Lugocontemporanea, in un contesto di provincia come il nostro, è stata una bella scommessa!

John De Leo: «Si, ma ne vale la pena! Da diciotto anni conduciamo un attento lavoro di ricerca e attenzione etica verso i nuovi linguaggi artistici. Andiamo a cercare i grandi modificatori dei linguaggi e così facendo iniettiamo ossigeno nella creatività. Ossigeno che ritorna sempre. Artisti di valore internazionale si affiancano ad artisti locali magari meno conosciuti che, però, spesso regalano performance incredibili! »

Per approfondire

Articolo creato 93

7 commenti su “Intervista a John De Leo: l’importanza della musica per tornare a vivere dopo la pandemia 

  1. Articolo come sempre interessantissimo. Hai perfettamente ragione sul ruolo della musica, e sono d’accordo che deve riprendersi i suoi spazi. Ho visto però che se vuoi essere te stesso sempre e comunque, fai fatica ad emergere. I giovanissimi seguono le proposte più commerciali, sopratutto se proposte in tv. John De Leo è molto bravo, ha una splendida voce, buon ritmo, ma a mio avviso, difficile da seguire per chi non ha apertura mentale verso ogni genere musicale. Guarda che i giovanissimi conoscono a malapena Lucio Battisti (forse) e al liceo ho fatto conoscere io i Led Zeppelin ai miei compagni, che naturalmente non avevano mai sentito. La musica folk andrebbe più seguita e fatta conoscere maggiormente, come tutte le ricchezze del nostro territorio, ma bisogna abituare le nuove leve all’ascolto. Chi detiene il business commerciale va sul sicuro e sui giovani, diretti per empatia verso i coetanei. De Leo non vorrebbe tentare una proposta più commerciale?

  2. In questi due anni un po’ tutti i settori dell’arte si sono fermati soprattutto quello della musica e il fatto che si inizi a intravedere qualcosa ci fa ben sperare di uscire da questo tunnel così buio Grazie per avermi fatto conoscere questo artista un’intervista davvero molto bella e dettagliata

  3. Grazie per avermi fatto conoscere questo artista che non conoscevo, mia colpa!
    bellissima l’intervista, ora conosco meglio la sua realtà.

  4. Parlare d’arte, osservarla, ascoltarla in questo caso rappresenta sempre una boccata d’aria fresca dopo due anni passati male, molto male.
    Dopo una periodo così nero poter riprendere a parlare di spettacoli e musica, fa sperare per una ripresa anche del settore, fin troppo in difficoltà.
    Bell’articolo davvero

  5. Mi é piaciuta molta molto questa intervista, grazie alla quale ho scoperto un artista che non conoscevo. Dopo due lunghi anni per fortuna cadono gran parte delle restrizioni e possiamo ricominciare ad andare anche ai concerti.

  6. Dopo due anni, ricominciare a parlare di spettacoli dal vivo é stupendo, assistere a dei concerti é una cosa che mi é mancata moltissimo. Ho letto con pacere questa intervista.

  7. Non solo perché ormai siamo in primavera, ma siamo definitivamente usciti da due anni da cancellare. Libertà negate e tanto altro. Quindi sì la musica è vita e devo dire che traspare da questo artista la voglia di comunicare tanta leggerezza e forza!

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