La musica alla Casadei viaggiava su roulotte! Secondo Casadei, inventore di Romagna Mia, fotografato accanto alla Roulotte dell'Orchestra Casadei sulla spiaggia di Rimini

Romagna Mia, la storia del mio mondo, raccontata alla Casadei

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Per raccontarla alla Casadei, la storia della mia terra, dovrei suonarla con queste note

Romagna Mia, forse non lo sai, è stata scritta proprio da Secondo Casadei. Hai cliccato play qui sopra? Sono le note di attacco di Romagna Mia, le hai sicuramente riconosciute. Le ha cantate una giovanissima studentessa di Conservatorio e collega di studi a Scienze della Comunicazione: la bravissima artista Rachele Romani!

Siamo nei giorni immediatamente successivi al Festival di Sanremo, festival della musica leggera italiana per eccellenza, nato nel 1951, quindi risaliamo a quegli anni.

Negli anni ’50 Secondo Casadei, raccolta l’eredità del violinista Carlo Brighi, inventore del ballo “liscio” (musica popolare per eccellenza),stava facendo ballare l’Italia e il mondo al suono di ritmi tanto nuovi quanto atavici. Lo so: stai pensando che non c’è nulla di nuovo nella musica tradizionale, così come è chiamato il ballo “liscio”. Non è affatto così.

Polka e mazurka non sono musiche tradizionali romagnole, lo sai? La polka nasce in Polonia, così come il walzer è dell’Austria, rumba e mambo del Sud America. Sai chi le ha non solo portate in Romagna, ma anche rielaborate facendole proprie e regalandole alla tradizione popolare? Carlo Brighi prima, contadino datosi anima e corpo alla musica e Secondo Casadei poi, altro partigiano della musica romagnola!

Carlo Brighi (1853-1915), conosciuto come “Zaclén”, l’amico contadino prima e violinista poi che segnò la strada di Secondo Casadei

Continua a leggermi: scoprirai la storia della musica leggera alla Casadei, il “liscio”. Ti racconterò di Secondo Casadei e della grande modernità di un uomo, nato prima delle due guerre mondiali, la cui storia ha ancora tanto da insegnare. Per arrivarci, però, prima ti racconto della Romagna del secolo scorso, in un piccolo ma intenso paragrafo, il primo. Se, invece, hai fretta di leggere di Secondo Casadei e della musica alla Casadei, dal secondo paragrafo in avanti troverai, è il caso di scriverlo, musica per le tue orecchie!

Due cose, però, non devi assolutamente perdere:

  1. in fondo al blogpost trovi il bellissimo video dedicato all’amatissimo Secondo Casadei in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa. Un saluto che scalda il cuore!
  2. Clicca qui il link al canale Spotify in cui potrai immergerti nelle primissime incisioni di Secondo Casadei. Credimi, sarà la colonna sonora perfetta per dettare il ritmo di lettura di questo blogpost!

Musica Maestro, o meglio ancora: vai col liscio!

Cosa troverai in questo blogpost:

  1. La Romagna della Caveja cantarena: il mondo contadino e la cultura popolare
  2. Chi era Secondo Casadei?
  3. La storia di Secondo Casadei: il coraggio della gioia, la costanza che porta il cambiamento
  4. Romagna Mia: l’amore per le cose semplici, che cambia il mondo
  5. Per approfondire (molti lettori di Piadina Story amano la parte di approfondimento che aggiungo in ogni articolo)

1. La Romagna della Caveia cantarena: il mondo contadino e la cultura popolare

Balli nell’aia: i lavori agricoli gravavano nelle giornate dei contadini. Poi arrivava l’orchestra di Secondo Casadei e passava la stanchezza

Se segui Piadina Story sai che mi piace raccontare della civiltà contadina, alla base della storia del territorio in cui vivo: la Romagna.

Con oltre 47 musei rurali, la regione Emilia Romagna dichiara apertamente l’importanza che la cultura contadina ha avuto. Al contempo, il diffondersi dei musei etnografici sulla civiltà contadina ci conferma come questa, anche nella regione Emilia Romagna così come in tutt’Italia, sia scomparsa.

Il lavoro nei campi era durissimo, fatto di fatica fisica e stenti. L’organizzazione sociale del territorio prevedeva che i terreni fossero di proprietà da grandi famiglie terriere ma lavorati da interi nuclei familiari in condizioni economiche spesso precarie. In questo contesto non stupisce che simbolo della Romagna sia un ferro da lavoro: La Caveja.

Cos’è la Caveja – definizione

La Caveja è, per eccellenza, il simbolo della Romagna. Era un’asta di ferro battuto terminante in alto in una piastra decorata con anelli e immagini allegoriche. Collegava giogo e timone posti sugli animali da traino (vacche e buoi).

La Caveja Cantarejna: la musica della fatica

Gli animali spossati dalla fatica trainavano i pesanti aratri e carri agricoli. I contadini accanto o dietro, spesso piegati sulla terra a raccogliere, sistemare, seminare o loro stessi gravati da pesi e fatiche fisiche importanti, ascoltavano il tintinnare della Caveja che, alla lunga, si trasformava in musica.

La Caveja è musica del sudore, la musica della fatica, la musica delle gambe e zampe affondate nel fango, così come delle froge e nasi tappati dalla polvere. Il tintinnare gentile e metallico accompagnava il lavoro dei contadini così come i loro canti. E la Caveja venne chiamata “Caveja cantarejna“, ovvero Caveja canterina. La Caveja era musica, era il suono del lavoro, della fatica tesa tra alba e tramonto. Colonna sonora della vita dei romagnoli.

Come racconta Riccarda Casadei, figlia del mitico Secondo Casadei ed a capo delle Edizioni Musicali Casadei Sonora:

Tutti in Romagna cantavano mentre lavoravano. Il lavoro, seppur spesso faticoso, era un momento in cui i romagnoli esprimevano le loro passioni col canto”

Riccarda casadei

2. Chi era Secondo Casadei?

La musica “alla Casadei” entra nelle vene, nelle gambe e nei sogni di giovani, anziani e bambini, uomini e donne. In foto un giovanissimo Secondo Casadei (in piedi, al centro) con la sua prima orchestra

Aurelio Casadei secondogenito (per questo motivo soprannominato Secondo), di Federico (Richein) Casadei ed Ernesta Massari, nacque il Primo di Aprile del 1906 a Sant’Angelo di Gatteo (Forlì).

Figlio di un contesto più agiato di quello contadino, il padre era sarto, Secondo Casadei aveva due grandi passioni: la musica e le persone. Per questo motivo sin da giovanissimo, nonostante avesse ricevuto la formazione necessaria per ereditare l’attività di sarto del padre, si dedicò febbrilmente ad imparare a suonare e a portare gioia alle persone (all’inizio con scherzi rusticani, poi con la sua musica).

Secondo Casadei iniziò a studiare il violino, a 13 anni, presso la Scuola di musica di Cesena. Qui si distinse subito come un virtuoso! Cominciò quindi a suonare nelle uniche occasioni in cui ciò succedeva: le feste organizzate nei palazzi della rara nobiltà e più presente borghesia del territorio. Ben presto maturò in Secondo il pensiero che lo porterà ad inventare la Musica alla Casadei: ovvero portare gli stessi ritmi che divertivano e allietavano le serate dei ricchi al mondo popolare, cui erano precluse.

3. La Storia di Secondo Casadei: il coraggio della gioia, la costanza che porta il cambiamento

L’orchestra Casadei (Secondo Casadei terzo da destra) a Milano, nel 1940. Da notare la mitica Roulotte Casadei adibita al trasporto degli attrezzi

Siamo negli anni che precedono la prima guerra mondiale. Il cosiddetto ascensore sociale non è mica inceppato: non è stato proprio inventato. All’epoca, chi nasceva nelle classi popolari viveva un destino segnato di rinunce e fatica, unito allo stigma sociale che le difficoltà spesso comportano. Ma Secondo Casadei è un visionario e un uomo buono. Per lui tutte le persone sono uguali: popolo e signori, tutti devono godere della bellezza della musica che tanto lo affascina e gli dona gioia!

Comincia, quindi, a scrivere pezzi musicali seguendo le orme dell’antesignano Brighi: riadattando le maestose polke, i walzer, le mazurke al gusto popolare. Le velocizza, i ritmi diventano più vicini ai ritmi concitati e svelti della vita quotidiana del popolo romagnolo.

Nel 1928 Secondo Casadei riunisce un’orchestra di 6 elementi: l’Orchestra Casadei. Nei primi tempi l’orchestra si muove in bicicletta. Su e giù per i pesantissimi anni ’30, l’Orchestra Casadei porta leggerezza nelle serenate, balli carnevaleschi e veglie contadine. L’Italia si sta muovendo verso l’abisso delle due guerre mondiali inseguendo sogni reazionari e violenti. Mentre Secondo Casadei, che sente musica in tutto ciò che lo circonda, cambia l’Italia iniziando a suonare per il popolo la musica dei ricchi.

Il dopoguerra: la rinascita porta l’Orchestra Casadei in tutto il mondo

È con il dopoguerra che la musica alla Casadei diventa sempre più popolare, non senza avere superato però importanti difficoltà.

Con l‘arrivo della cultura americana impersonata dai ritmi travolgenti del Boogie-Woogie, la sua musica viene respinta da tanti, come “vecchia”. Secondo non si lascia scoraggiare, anzi, sfrutta le difficoltà per rielaborare la sua musica secondo i nuovi gusti. È bulimico di novità musicali. Per questo dà vita alle “Atomiche”: polke pazzesche che rubano al Boogie-Woogie l’acrobaticità e il divertimento per innestarle in un turbinio di Clarinetto in Do (clarinetto che nasce e vive oggi solo nella musica romagnola) e saxofono.

Polka alla Casadei

L’orchestra Casadei da questo momento in avanti si sposta di città in città portando il vorticare e frullìo di gambe incomparabile in tutta la regione. Nasce il mito della “gambetta romagnola tanto veloce da sembrare un frullare d’ali.

Ne vuoi una bella prova? Mettiti le scarpe da ballo, clicca sul link e preparati a ballare Alla Casadei, una belllissima Polka scritta proprio da Secondo. Chiudi gli occhi e pensa alle gambe che saltano e alle centinaia di ballerini colorati di tutte le età che saltando ballano alla Casadei!

4. Romagna Mia: l’amore per le cose semplici che cambia il mondo

Il sorriso di Secondo Casadei è la firma della sua vita e della sua musica: voleva vedere sorrisi nei volti di tutti coloro che accorrevano ad ascoltarlo

Nel 1954 Secondo Casadei compone “Romagna Mia”, destinata a rappresentare la Romagna nel mondo e ad essere cantata da milioni di persone (ti ricordi Romagna Mia cantata da Laura Pausini a Domenica In, nel 2008). Inizialmente chiamata “casetta mia”, in quanto dedicata alla casa di Gatteo Mare tanto cara a Secondo, Romagna mia non sembrava destinata a grandi successi, bensì a restare una canzoncina fra tante.

È nel 1958 che Radio Capodistria lancia Romagna Mia nel programma di richieste dal pubblico “Musica per voi“. Arrivarono a metterla fino a 3 volte al giorno, tanto veniva richiesta. Aggiungici il fatto che proprio in questi anni arrivano i mitici juke box! Lungo le spiagge della riviera romagnola questi avveniristici e colorati apparecchi permettono di selezionare i dischi preferiti e di ascoltare la musica del cuore. E le note di Romagna Mia e dell’Orchestra Casadei si alzano a volteggiare con i gabbiani. Quando le note planano nelle orecchie dei turisti estasiati, questi ultimi corrono ai negozi di musica più vicini e comprano il disco. Per portare la musica romagnola nelle proprie case, riassaporando il gusto di Romagna, in attesa di tornare!

Spoiler: Audio ad alto tasso di emozione, clicca qui sotto

L’Orchestra Casadei è cresciuta. Conta 8 elementi (dai 6 iniziali) e finalmente comincia ad arrivare il meritato riconoscimento alla grande tenacia di un uomo buono che ha saputo credere nella bontà delle persone e della vita. Anche quando non era proprio facile.

Romagna Mia intonata da Rachele Romani

Secondo Casadei, la sua vita, la sua storia hanno tantissimo da insegnarci. In un mondo in cui tutti declamano “Il cliente al centro”, “Customers First”, Secondo Casadei ha dato tutto sé stesso a fare stare bene gli altri. Ha speso tutta la sua vita per portare la gioia del ballo a tutti.

L’amore che tutt’ora ne abbraccia il ricordo ne è un’importante testimonianza. Eccoti il saluto che l’etichetta Sonora Casadei gli ha tributato l’anno scorso, 50 anni dopo la sua morte.

In un contesto sociale in cui qualsiasi rapporto umano viene tarato da tariffe merceologiche, Secondo Casadei ha dimostrato come si possa vivere diversamente. Il successo (con relativi riconoscimenti economici) è arrivato ben tardi, vicino purtroppo alla sua dipartita (novembre 1971). Ma questo non lo ha mai fermato dal perseguire i suoi sogni e dal trasmettere gioia, amore e bontà ai tanti che lo hanno conosciuto.

Non è un caso che chi abbia avuto la possibilità di conoscerlo (ed in Romagna sono stati tanti) lo ha portato sempre ne cuore. Altro che Customer’s First. That’s Amore, di sicuro.

5. Per approfondire

Articolo creato 82

7 commenti su “Romagna Mia, la storia del mio mondo, raccontata alla Casadei

  1. La cultura popolare di una regione raccontata attraverso la musica offre una prospettiva di lettura molto interessante. Quando ascolto Romagna Mia non resisto alla tentazione di cantare anch’io!

  2. Molto bello questo articolo e interessante Ho scoperto cose che non sapevo, per esempio che i balli romagnoli li avesse inventati Casadei Trovo veramente appassionante questo argomento e spero che tu continui a scriverne!

  3. Sono marchigiana ma ricordo quando ero piccola mia nonna seguire le esibizioni di Casadei, e se erano in zona si andava a sentirli e a fare due balli di liscio.

  4. A Cesena, nel nuovo Campus, l’anno scorso è stata inaugurata una residenza universitaria dov’è c’è una terrazza intitolata a Casadei [Raoul] e le pareti della sala comune riportano verso delle sue canzoni. In mito intramontabile.

  5. Vivere e conoscere la Romagna attraverso chi, che piaccia o meno, l’ha raccontata e fatta conoscere con la musica è un obbligo… sai mi riporta alla mente molti ricordi d’infanzia che ho legati a questa terra. Non ci crederai ma mi ha commosso il tuo articolo!

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