Museo Casa Rossini Lugo di Romagna dell'Associazione Nazionale Case della Memoria

Museo Casa Rossini Lugo: il più bel museo musicale d’Italia

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Museo Casa Rossini Lugo: un’esperienza unica ed indimenticabile. Secondo me il più bel museo musicale d’Italia perché coinvolge qualsiasi tipologia di visitatore. Dall’amante della musica all’ ascoltatore svagato, dal melomane all’appassionato di generi musicali contemporanei come il rock o la musica elettronica: tutti usciranno dal museo più leggeri e allo stesso tempo più solidi. 

Continua a leggere ed entrerai in un mondo lieve, aereo ed allo stesso tempo saldo e concreto, proprio come il genio rossiniano, nascosto tra le pieghe delle pianure interne della Bassa Romagna. 

Cosa troverai nell’articolo:

  1. Lugo Romagna: non solo il Museo Casa Rossini Lugo ma anche un vero percorso esperienziale di musica rossiniana e arte
  2. Il museo Casa Rossini aderisce al progetto dell’associazione Case della memoria
  3. La stanza del prodigio
  4. La stanza della mappa
  5. La stanza della risonanza
  6. La stanza della dispensa
  7. Il Museo Casa Rossini Lugo ci insegna ad ascoltare con tutti i sensi
  8. Per approfondire

1. Lugo di Romagna: non solo il Museo Casa Rossini ma un vero percorso esperienziale di musica rossiniana e arte

I musei della Bassa Romagna sono tanti e sono tutti di grandissimo impatto. Il territorio interno del ravennate infatti, definito appunto Bassa Romagna, è caratterizzato da una grande tradizione artistica!

Non è un caso che si sia inaugurato il Museo Casa Rossini proprio a Lugo di Ravenna. La cittadina della bassa Romagna, infatti, è un vero e proprio percorso esperienziale di musica e memoria rossiniana.

A partire dal bellissimo teatro settecentesco, oggi in ristrutturazione, intitolato a Gioachino Rossini, attraverso la magnifica villa dei fratelli Malerbi (sede della omonima scuola di musica), passando per la rocca estense che ospita il meraviglioso “Salotto Rossini” sono tante le tappe del percorso che conducono alla casa paterna, oggi magnifico museo Casa Rossini, a Lugo.

A Lugo di Romagna Gioachino Rossini ha soggiornato per due anni della sua adolescenza, a seguito dei continui spostamenti dei genitori. Il padre Giuseppe, lughese di nascita, era inviso al governo pontificio per la forte fervenza rivoluzionaria, per questo motivo la famiglia si spostava con frequenza. Gioachino Rossini visse a Lugo di Romagna tra il 1802 ed il 1804, ovvero tra i dieci e dodici anni. Fu proprio a Lugo che apprese le basi musicali, presso la scuola dei fratelli Malerbi. Anni fondamentali, questi lughesi, che, uniti al genio ed all’estro di un Gioachino fanciullo, porteranno alla primissima opera lirica – Demetrio e Polibio- composta già tra il 1806 e il 1808. 

2. Il Museo Casa Rossini aderisce al progetto dell’Associazione Nazionale Case della Memoria

Il Museo Casa Rossini Lugo aderisce al progetto dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, la due giorni che permette di visitare i luoghi che custodiscono la memoria e il lascito di personaggi illustri. Quest’anno (2022) si terrà il 2 e 3 di Aprile e coinvolgerà le seguenti Case Museo:

Casa Museo del territorio RomagnaLocalità e provinciaDescrizione delle proposte specifiche per le Giornate Nazionali delle Case di Personaggi Illustri:
Casa Artusi Forlimpopoli In mostra, per il 2 e 3 di Aprile, una selezione di lettere dal carteggio artusiano. Si suggerisce la prenotazione. Clicca qui per maggiori informazioni
Museo Francesco BaraccaLugo di Romagna (RA) Il museo ha organizzato visite guidate gratuite  dalle 16:00  alle 18:00 . Durante l’apertura pomeridiana, il biglietto d’ingresso sarà anch’esso gratuito.
Sarà possibile prenotare dal 21 marzo. Clicca qui per maggiori informazioni
Casa Museo Raffaele Bendandi Faenza (RA) Visita al museo del famoso sismologo, così come al planetario permanente. Clicca qui per maggiori informazioni
Museo Casadei Savignano sul Rubicone (FC) Sarà possibile fare un vero e proprio viaggio nella storia della musica romagnola e nel mondo di chi ha inventato “Romagna mia”, cioè il Maestro Secondo Casadei. Il visitatore vedrà lo studio qui e potrà ammirare ammirare strumenti musicali, spartiti, immagini e dischi d’epoca, riconoscimenti, divise e ricordi di una carriera lunga decenni. Clicca qui per maggiori informazioni
Casa dell’Upupa Casa Studio Ilario Fioravanti Sorrivoli di Roncofreddo (FC) Il famosissimo artista Ilario Fioravanti si mostra in tutto il suo estro, nella sua casa. Vieni ad ammirare una collezione e testimonianza artistica unica. Da non perdere il giardino d’artista con varie opere in bronzo. Clicca qui per maggiori informazioni
Casa Moretti Cesenatico (FC) La casa del famoso poeta, romanziere e drammaturgo italiano è oggi la del centro di studi sulla cultura letteraria del Novecento italiana e internazionale. Casa Moretti svela al pubblico un archivio e una biblioteca unica! Clicca qui per maggiori informazioni

La casa paterna di Gioachino Rossini era una abitazione modesta all’epoca, composta da 4 piccole stanze e un corridoio. Il percorso espositivo, in realtà, avanza in 4 enormi sale. La grandezza di queste non sta negli (scarsi) metri quadrati, bensì nell’esperienza che il visitatore vive. Che il visitatore sia un bambino, ancora molto duttile alle suggestioni artistiche del museo, un cultore della musica colta contemporanea o classica, un ascoltatore distratto o un amante di generi musicali moderni ben lontani dalle arie rossiniane, nulla importa. Il viaggio musicale sarà coinvolgente e di grande impatto.

Seguimi, ti accompagno a scoprire le 4 stanze: la stanza del prodigio, quella della mappa, della risonanza e in ultimo la stanza della dispensa!  

3. La stanza del prodigio

La facciata del Museo Casa Rossini è fuori dalle epoche e dagli stili, come le modeste abitazioni dei centri delle cittadine storiche dell’ Emilia Romagna possono essere. All’imbocco dello stretto corridoio veniamo risucchiati in quella che è la stanza che ci fa entrare nelle molecole del Gioachino fanciullo, preludio del genio che sarà.

La stanza del Prodigio. Claudio Balestracci, geniale ideatore e realizzatore degli allestimenti, si ispira al ragazzino di 12 anni che abita fra queste mura per immergerci nella prodigiosità della sua arte giovanile. La stanza risuona delle note della prima delle 6 sonate a quattro, composta nel 1804 da un Gioachino Rossini dodicenne. La sonata anima la stanza nel fluttuare degli spartiti appesi, segnati dalla grafia originale del maestro. Il visitatore dà vita personalmente alle note della sonata aprendo i 4 spartiti su leggii in ferro battuto. Questi, quando sfogliati, rilasciano la sublime musica del quartetto d’archi. Aperti singolarmente ascoltiamo la musica suonata dai singoli strumenti. Ma se apriamo i 4 spartiti insieme ascolteremo il primo movimento come concepito nella forma originale della sonata. 

In questa stanza nasce il tema della leggerezza della musica che si unisce alla concretezza della creazione. Note che fluttuano, ma che allo stesso tempo vengono catturate e liberate dal ferro battuto. All’ingresso un curato pieghevole ci porta i ricordi d’infanzia del Maestro, nel carteggio col padre estratto da “Il furore e il silenzio. Vite di Gioachino Rossini” 2007 Vittorio Emiliani

Dal preludio di un Gioachino Rossini ragazzino, seppur geniale, l’ascesa al viaggio musicale più maturo passa attraverso una ripida e stretta scala arricchita da curiosità sugli allestimenti e le opere principali del maestro. 

4. La stanza della mappa

All’ingresso di questa mastodontica sala (di pochi metri quadrati, ma soverchiante di grandezza e bellezza) ci troviamo catapultati nel mondo delle muse. Dell’origine dell’arte. Delle cellule staminali più potenti. La musica rossiniana è stata messa in tavola. Una tavola imbandita dalla musica conservata sottovetro. Ventisei campane di vetro, ventisei finestre sulle note, ventisei riflessi abbaglianti di un genio perenne.

Alzando ciascuna campana di vetro diamo inizio alla produzione di un’aria, un coro, un inno. Creiamo noi la musica di Rossini e con noi finisce, mentre appoggiamo delicatamente la campana sulla sua base. Credo di essere rimasta un’ora ad alzare ed abbassare campane diverse, entrando ed uscendo dal mondo ricchissimo e complesso della produzione rossiniana. E’ forse in questa sala che appare la consapevolezza che il Museo Casa Rossini Lugo è il più bel museo musicale cha abbia visitato. 

La musica è l’atmosfera morale che riempie il luogo in cui i personaggi del dramma rappresentano l’azione (i personaggi del dramma siamo noi e l’azione rappresentata è la vita!) …

Gioachino Rossini

La grandezza di questa sala è difficilmente raccontabile, come tutto questo piccolo ma enorme museo, deve essere esperita direttamente. A corredo, il completo pieghevole che fornisce informazioni dettagliate (complete di casa discografica, nome dei musici) sulle ventisei opere che possiamo ascoltare. 

5. La stanza della risonanza

Musica è sonorità, acustica, ma non solo. Nella stanza della risonanza è la musica carteggio privato e pubblico a tessere la trama in cui ci immergiamo. La musica di Rossini viene esaminata e raccontata dal mondo culturale a lui contemporaneo ed anche delle epoche successive. E’ sempre il ferro battuto, che collega la levità ed impalpabilità delle parole per crearne un reticolo che arriva fino a noi. Restiamo imbrigliati così, tra le testimonianze di Moravia, Stendhal, Bizet, Berlioz e molti altri, ad ammirare la genialità ed innovazione del lavoro rossiniano. Immersi nel silenzio, seppur ancora impregnati delle note che ci hanno sommersi di musica nelle sale precedenti, seguiamo ogni solida liana ferrosa per raccogliere ogni pensiero che ne è parte culminale ed iniziale. 

Simulacrale della grande risonanza che Rossini ed i suoi capolavori hanno avuto nel tempo e nel mondo, la meravigliosa libreria in ferro battuto. Anche qui, il ricco pieghevole ci porta le testimonianze di un secolo e mezzo di giudizi ed opinioni, è l’elenco completo delle citazioni, curato con grande cura da Valentina Cucinotta. 

Sono due le stanze del piano superiore della casa paterna di Gioachino Rossini, per questo ridiscendiamo le scale pronti per accomiatarci. 

6. La stanza della dispensa

Ma il commiato non può essere che dolce e musicale. Accediamo ad una stanza capeggiata da un’enorme dispensa in ferro battuto. La gravità materica che la contraddistingue è resa soave e lieve dal disegno sognante ed insolito. Dispensare. Elargire, offrire, regalare. Dall’apertura di ognuno degli 8 cassetti della dispensa, 8 ingredienti, ci spiega l’ideatore Balestracci, ci vengono offerti da Gioachino Rossini stesso. Piselli, fichi secchi, noci. Prodotti semplici, magari anche poveri nella quotidiana disponibilità che rappresentano. Ma che si trasformano in brani musicali da assaporare senza fretta, con gusto, morso dopo morso, cassetto dopo cassetto. 

7. Il Museo Casa Rossini Lugo ci insegna ad ascoltare con tutti i sensi 

In questo spazio che si dilata e si concentra la musica viene ascoltata con l’udito, ma anche con la vista, nella contrapposizione di cromìe e volumi. Con il gusto, quando assaporiamo la maturità dolce e triste dei fichi secchi nella dispensa. Con il tatto, mentre solleviamo le bolle di freddo vetro che ci faranno scoppiare le note delle arie rossiniane più pregiate. Con l’olfatto, quando seguendo le note passiamo da La scala di seta a l’Italiana in Algeri, al Barbiere di Siviglia ci immergiamo in tanti mondi tanto diversi anche a livello olfattivo. Il Museo Casa Rossini Lugo ci insegna il vero ascolto, la bellezza e la potenza di questo. 

La musica ci insegna la cosa più importante: ad ascoltare e ascoltarci. Un musicista non è chi suona più forte ma chi ascolta più l’altro, e, da lì, i problemi diventano opportunità

Ezio Bosso

L’arte, in queste quattro stanze, diventa un tutt’uno con il singolo atomo e con il mondo. Quando si lascia il museo la musica ha fatto nascere una gemma: il germoglio creativo viene regalato nel commiato, come risultato di un’esperienza unica. 

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