strozzapreti ricetta al ragù

Ricetta strozzapreti: nel nome la sommossa delle “azdore”

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Ricetta strozzapreti: tanto semplice quanto affascinante. Sono infatti un formato di pasta romagnola che prima di tutto incuriosisce per il nome, poi rapisce il palato.

Strozzapreti in foto fatti da me secondo la ricetta strozzapreti romagnoli

Tirare la sfoglia è un’arte, si sa. In Romagna, come in moltissime regioni d’Italia, è parte dell’identità culturale. Talmente tanto da essere stata persino il fulcro di un’atto sovversivo (anticlericale, direi che è evidente) così profondo e sentito da arrivare fino a noi!

Con questo post ti accompagno nel racconto suggestivo delle tradizioni romagnole che si nasconde dietro al delizioso formato di pasta. Continua a leggermi ed imparerai curiosità sull’origine, ma anche la ricetta, il procedimento e golosi suggerimenti sui condimenti più indicati.

Le tradizioni romagnole raccontano di prevaricazioni e violenze

Il formato di pasta degli strozzapreti vede nascere la sua ricetta in un’area della Romagna che, dal 1500 fino all’unità d’Italia, fu governata dallo Stato Pontificio e che portava il nome di Legazione della Romagna. Con capoluogo a Ravenna, includeva i territori di Comacchio, Cervia, Rimini, Bertinoro, Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza e Imola.

Il governo dello Stato Pontificio, su queste fertili terre, era spesso ingordo e brutale. I contadini venivano volutamente mantenuti in stato di grande soggezione e miseria . Le autorità reprimevano qualsiasi forma di autonomia e autodeterminazione dei contadini con il fermo obiettivo di renderli controllabili ed innocui. Tanto per fare un esempio, erano vietate, in questi territori, feste paesane ed incontri sociali, in quanto viste dalla Chiesa e dai proprietari terrieri come potenziali pericoli dell’ordine pubblico. Per le famiglie dei contadini la vita era un protrarsi di ristrettezze e soprusi, punteggiata da un tempo povero e avaro. A questo si devono aggiungere le pesti e carestie che sciamavano per le campagne e che riducevano ancora di più le prospettive di vita degli abitanti.

Mancano le uova: la creatività delle azdore racconta la rivolta delle donne

L’ oppressione chiama sovversione, in un quadrato semiotico che si perpetua nei secoli, immutato.

una cucina tipica che dal 1500 agli anni 50 caratterizzava le nostre campagne

Non è un caso che proprio in questo contesto (già in Unità d’Italia) nasca e si sviluppi una banda di briganti che terrorizzò per anni il territorio. Banda capitanata dal leggendario Stefano Pelloni, da molti conosciuto come il Passator Cortese e mitizzato come il Robin Hood di Romagna.

Torniamo ai nostri Strozzapreti. In questo contesto di grande povertà e prepotenza entriamo nelle povere cucine delle case contadine dell’epoca pontificia. Si narra che in un inverno particolarmente rigido, in cui le galline erano particolarmente avare di uova, i proprietari terrieri dello Stato Pontificio della legazione di Romagna emettessero l’editto di consegnare tutte le uova prodotte, senza poterne lasciare nessuna alle famiglie contadine.

Foto di un cucina contadina degli anni 50. La povertà era alla base dell'economia domestica

Le donne di casa, in queste zone chiamate “azdore” (reggitrici, capefamiglia), si ingegnarono ad “inventare” una pasta diversa da quelle tradizionali, impastando solo acqua e farina. Preparando tale pasta, però, invocarono a gran voce che i preti, che avevano emanato l’editto noncurandosi della fame e miseria cui stavano contribuendo con la loro ingordigia, si potessero strozzare con le uova portate via alle loro famiglie. Nasce quindi questa la ricetta strozzapreti. Ricetta che si diffonde a macchia d’olio, assieme all’invocazione alla libertà dai soprusi compresa nel nome stesso.

Attraverso la voce e la fantasia di Zio Nando entriamo nei pensieri dell’azdora

“Con le uova delle mie galline godono bazza signori e preti. Loro comandano e si trattano bene, ma a noi non lasciano nulla. Io, che devo fare la minestra , dimmi un po’ come farò. Per impastare questo pugno di farina ho solo l’acqua del pozzo. Spero solo che venga il giorno in cui il prete si metterà a tavola e questa minestra insapore e dura gli si pianti nel gargarozzo”

Versi scritti e recitati da Zio Nando

Ricetta strozzapreti: prepararli è facile e divertente, ancor meglio se si fa in compagnia!

Ora che conosci la storia di questo formato di pasta, ti racconto come lo preparo io, che amo definirmi diversamente azdora. E’ una pasta che si prepara veramente in fretta, si adatta a tutti i condimenti ed è superdivertente da fare! Se mi leggi da un po’ sai che adoro fare la pasta in compagnia. Di solito in compagnia dei miei figli anche se a volte mi è capitato di prepararla in compagnia dei miei amici (prima della pandemia in corso, ovviamente). Nell’ultimo anno ho iniziato a fare la pasta in compagnia di chi voglia unirsi a me con l’ausilio della rete. E sai che c’è? E’ veramente divertente! Seguimi sul mio profilo Instagram (mi trovi come piadinastory) per aggiornarti sogli incontri!

Mani in pasta: la ricetta e le indicazioni per fare gli strozzapreti!

La ricetta degli strozzapreti fatti in casa è presto fatta – per 4 persone: 400g. di farina di semola; 150 ca ml di acqua tiepida e 1, max 2 cucchiai di olio.

In fondo al blog post troverai il video che ho preparato con tutte le indicazioni per l’impasto e la formatura.

  • Metti la farina in una ciotola, fai un buco al centro, versaci 1 cucchiaio di olio (aiuta a rendere l’elasticità perduta dall’assenza della lecitina delle uova) e l’acqua. Comincia ad impastare con una forchetta e poi procedi su tagliere o piano di lavoro ben infarinati.
  • A questo punto procedi ad impastare usando bene palmi e punta delle dia, fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
  • Sempre su piano di lavoro ben infarinato, comincia a tirare la sfoglia. Se sei una principiante, troverai il video per tiare la sfoglia all’uovo col mattarello. La stessa manualità vale anche per la sfoglia senza uova, quindi ti suggerisco di seguirlo. Devi ottenere una sfoglia non troppo sottile, di 1 o 2 mm.
  • Fatto ciò, taglia la sfoglia con un coltello a strisce di mezzo centimetro di larghezza e lunghe 2-4 cm.
  • Per formare gli strozzapreti, prendi le strisce, passale tra i palmi delle mani ben infarinate. Le strisce si arrotoleranno, formando così gli strozzapreti. Come vedi, il processo è semplicissimo, velocissimo e se lo si fa insieme da grande soddisfazione.

La ricetta per fare gli strozzapreti in casa nasconde un altro grande segreto: nella sua semplicità porta alla convivialità. Stare insieme e chiacchierare, mentre si prepara un pasto magari con più cura del solito (come accade oggi quando facciamo la pasta in casa) può essere un momento importante all’interno delle famiglie. Di dialogo, condivisione ed ascolto. Non credi anche tu?

I condimenti più indicati

La ricetta degli strozzapreti è talmente semplice che questo formato di pasta si abbina a qualsiasi condimento. Regina incontrastata per questo piatto è, tradizionalmente la salsiccia. Quindi sono ottimi con ragù rosso o bianco di salsiccia o, persino pasticciati. Sono veramente buonissimi con un condimento di scalogno e pancetta o guanciale e con qualsiasi ragù. Forse vi sembrerà strano, ma è un formato che si adatta tantissimo alla cucina di mare: strozzapreti alle vongole, alle canocchie ad esempio, e si arriva al lisergico!

Gli strozzapreti, però, sono perfetti anche per i sughi e condimenti vegetali. L’utilizzo di semola e l’arrotolamento nel palmo permette loro di “grappare” molto bene il sugo, anche quello meno denso. Ottimi accompagnati da sughi di funghi, veramente buoni con qualsiasi verdura di stagione (con le zucchine, le melanzane, i peperoni o un semplice sugo di pomodoro). Io li adoro anche nella minestra di fagioli, in cui li aggiungo al posto dei maltagliati! Insomma: la ricetta strozzapreti è la soluzione ideale per un primo piatto semplice ma gustoso, da preparare e godersi in famiglia.

Contributi gratuiti!

Fare la pasta in casa può essere un momento molto importante. Perché permette di entrare in relazione con se stessi, rallentando i pensieri e portandoci a concentrare sul valore dei più piccoli gesti. Scaricati la guida che ho preparato appositamente per te, per aiutarti a focalizzare il valore di questi piccoli momenti casalinghi. Tienila come piccolo reminder in cucina o dove preferisci. Quando avrai bisogno di rilassarti, ricordati che potrai sempre tiare fuori il tuo tagliere!

Per approfondire (trovi anche i video):

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38 commenti su “Ricetta strozzapreti: nel nome la sommossa delle “azdore”

  1. Che buoni! Con te sto scoprendo una nuova parte di me e mi sto appassionando. Non importa se vivo da sola e faccio la pasta in casa solo per me stessa, è un atto d’amore, una coccola. Inoltre, trovo che impastare sia estremamente rilassante e nel mentre, mi trovo a riflettere sulla mia vita con serenità. Quindi ti ringrazio per questa “terapia” bellissima.

    1. non credo di sapere esprimere la commozione che ho provato leggendoti! Mi rende felice trasmettere alle persone la serenità ed il piacere che l’attività creativa del preparare la pasta in casa trasmettono! Sono io che ringrazio te, perché senza e e tutte coloro che si collegano alle dirette ed interagiscono con me, tutto questo si fermerebbe tra le pareti della mia cucina! Al prossimo week end, allora!

  2. Ma quanto è bella la storia dei strozzapreti? Ma vogliamo parlare dei versi scritti e parlati dello Zio Nando. Che meraviglia! Proverò a farli anch’io, somigliano molto ai fricelli pugliesi

    1. Vero che i parlato di Zio Nando è spettacolare? Lo hai ascoltato nel post sulla sfoglia? Li fa sorridere, trasmette gioia sorniona! Fammi sapere se li fai e se ti piacciono. Si, è una pasta di semola senza uova, arrotolata tra i palmi, credo che sia presente in nomi diversi in molti luoghi (ancor più in Puglia, patria della pasta di semola)

  3. La mia mamma ha un pastificio e gli strozzapreti sono compresi tra i prodotti. Ma la storia mi ha affascinato non avevo mai approfondito

  4. Storia e curiosità sull’origine di questo formato di pasta mi hanno davvero incuriosita. Amo scoprire ciò che si nasconde all’interno del nostro patrimonio enogastronomico.

  5. Non conoscevo la storia di questo tipo di pasta e l’ho trovata molti interessante. Grazie anche per la ricetta proverò anch’io a farli a casa.

  6. Sai che credevo che gli strozzapreti fossero invece pugliesi? Infatti li ho mangiati proprio in Puglia la prima volta e li hanno sempre chiamati una pasta regionale, ma forse hanno una storia diversa rispetto a quelli romagnoli sicuramente altrettanto buoni.

  7. Adoro gli strozzapreti ma non conoscevo la storia che ho trovato molto curiosa e simpatica. Sono sempre affascinata dalle cose fatte a mano in cucina e ogni tanto mi diletto a fare i ravioli, ma non ho mai provato a fare gli strozzapreti, ci proverò, anche perchè sembrano molto più facili!

  8. Quanto mi è piaciuto questo articolo. Sono rimasta affascinata dalla spiegazione relativa al nome di questo formato di pasta ma soprattutto dalle parole che ho ascoltato nell’audio e che sembrano riprendere con forza la passione dei contadini e delle contadine pronti entrambi a combattere per se stessi ed i loro sogni.
    Maria Domenica

    1. Che gioia che mi regali, Maria Domenica! Io mi emoziono ad ascoltare la voce di zio Nando, perchè ci leggo i racconti di mia madre, di sua madre, di secoli di sfruttamento dolore … ed intuisco la forza del riscatto da tutto questo

  9. Mi incanto a leggere la storia dei piatti tipici! Mi sono sempre chiesta perché gli strozzapreti si chiamassero così e la spiegazione è stata davvero sorprendente e del tutto inaspettata!

    1. Lasciati tentare dalle tentazioni, prova 🙂 nell’articolo trovi il link all’IGTV in cui passo dopo passo dalla farina si arriva allo strozzaprete. E’ veramente facile e secondo me stra-divertente da preparare! Se li fai, poi scrivimi se ti è piaciuto farli!

  10. Ho trovato veramente interessante il racconto di come è nata questa famigerata tipologia di pasta che, ahimè, non ho mai mangiato 🤦🏻‍♀️
    Proprio un bel articolo!!!!

  11. Gli strozzapreti mi ricordano un sacco la mia infanzia! Ogni volta che andavo al ristorante (soprattutto da te in Romagna, ma anche qui a Bologna) li ordinavo col ragù e tutt’ora rimangono uno dei miei piatti preferiti!

  12. Il tipo di pasta e il suo nome mi sono sempre piaciuti, ora che so la sua origine ancora di più. Ti ho seguito in diretta preparare gli strozzapreti e mi hai fatto venire una gran voglia di mangiarli.

    1. Che bello imparare cose nuove non sapevo di questa storia degli strozzapreti e soprattutto ma sono toste le zdore erano loro i veri capifamiglia!

  13. Non conoscevo la storia di come nasce questa varietà di pasta e che ho trovato davvero molto interessante
    È proprio vero che in periodi di ristrettezze sappiamo ingegnarci per creare cose nuove

      1. Gli strozzapreti mi ricordano un sacco la mia infanzia! Ogni volta che andavo al ristorante (soprattutto da te in Romagna, ma anche qui a Bologna) li ordinavo col ragù e tutt’ora rimangono uno dei miei piatti preferiti!

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