Ricetta strozzapreti: nel nome la sommossa delle “azdore”

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21 Gennaio 2021

Ricetta strozzapreti: tanto semplice quanto affascinante. Sono infatti un formato di pasta romagnola che prima di tutto incuriosisce per il nome, poi rapisce il palato.

Strozzapreti in foto fatti da me secondo la ricetta strozzapreti romagnoli

Tirare la sfoglia è un’arte, si sa. In Romagna, come in moltissime regioni d’Italia, è parte dell’identità culturale. Talmente tanto da essere stata persino il fulcro di un’atto sovversivo (anticlericale, direi che è evidente) così profondo e sentito da arrivare fino a noi!

Con questo post ti accompagno nel racconto suggestivo delle tradizioni romagnole che si nasconde dietro al delizioso formato di pasta. Continua a leggermi ed imparerai curiosità sull’origine, ma anche la ricetta, il procedimento e golosi suggerimenti sui condimenti più indicati.

Le tradizioni romagnole raccontano di prevaricazioni e violenze

Il formato di pasta degli strozzapreti vede nascere la sua ricetta in un’area della Romagna che, dal 1500 fino all’unità d’Italia, fu governata dallo Stato Pontificio e che portava il nome di Legazione della Romagna. Con capoluogo a Ravenna, includeva i territori di Comacchio, Cervia, Rimini, Bertinoro, Cesena, Forlimpopoli, Forlì, Faenza e Imola.

Il governo dello Stato Pontificio, su queste fertili terre, era spesso ingordo e brutale. I contadini venivano volutamente mantenuti in stato di grande soggezione e miseria . Le autorità reprimevano qualsiasi forma di autonomia e autodeterminazione dei contadini con il fermo obiettivo di renderli controllabili ed innocui. Tanto per fare un esempio, erano vietate, in questi territori, feste paesane ed incontri sociali, in quanto viste dalla Chiesa e dai proprietari terrieri come potenziali pericoli dell’ordine pubblico. Per le famiglie dei contadini la vita era un protrarsi di ristrettezze e soprusi, punteggiata da un tempo povero e avaro. A questo si devono aggiungere le pesti e carestie che sciamavano per le campagne e che riducevano ancora di più le prospettive di vita degli abitanti.

Mancano le uova: la creatività delle azdore racconta la rivolta delle donne

L’ oppressione chiama sovversione, in un quadrato semiotico che si perpetua nei secoli, immutato.

una cucina tipica che dal 1500 agli anni 50 caratterizzava le nostre campagne

Non è un caso che proprio in questo contesto (già in Unità d’Italia) nasca e si sviluppi una banda di briganti che terrorizzò per anni il territorio. Banda capitanata dal leggendario Stefano Pelloni, da molti conosciuto come il Passator Cortese e mitizzato come il Robin Hood di Romagna.

Torniamo ai nostri Strozzapreti. In questo contesto di grande povertà e prepotenza entriamo nelle povere cucine delle case contadine dell’epoca pontificia. Si narra che in un inverno particolarmente rigido, in cui le galline erano particolarmente avare di uova, i proprietari terrieri dello Stato Pontificio della legazione di Romagna emettessero l’editto di consegnare tutte le uova prodotte, senza poterne lasciare nessuna alle famiglie contadine.

Foto di un cucina contadina degli anni 50. La povertà era alla base dell'economia domestica

Le donne di casa, in queste zone chiamate “azdore” (reggitrici, capefamiglia), si ingegnarono ad “inventare” una pasta diversa da quelle tradizionali, impastando solo acqua e farina. Preparando tale pasta, però, invocarono a gran voce che i preti, che avevano emanato l’editto noncurandosi della fame e miseria cui stavano contribuendo con la loro ingordigia, si potessero strozzare con le uova portate via alle loro famiglie. Nasce quindi questa la ricetta strozzapreti. Ricetta che si diffonde a macchia d’olio, assieme all’invocazione alla libertà dai soprusi compresa nel nome stesso.

Attraverso la voce e la fantasia di Zio Nando entriamo nei pensieri dell’azdora

“Con le uova delle mie galline godono bazza signori e preti. Loro comandano e si trattano bene, ma a noi non lasciano nulla. Io, che devo fare la minestra , dimmi un po’ come farò. Per impastare questo pugno di farina ho solo l’acqua del pozzo. Spero solo che venga il giorno in cui il prete si metterà a tavola e questa minestra insapore e dura gli si pianti nel gargarozzo”

Versi scritti e recitati da Zio Nando

Ricetta strozzapreti: prepararli è facile e divertente, ancor meglio se si fa in compagnia!

Ora che conosci la storia di questo formato di pasta, ti racconto come lo preparo io, che amo definirmi diversamente azdora. E’ una pasta che si prepara veramente in fretta, si adatta a tutti i condimenti ed è superdivertente da fare! Se mi leggi da un po’ sai che adoro fare la pasta in compagnia. Di solito in compagnia dei miei figli anche se a volte mi è capitato di prepararla in compagnia dei miei amici (prima della pandemia in corso, ovviamente). Nell’ultimo anno ho iniziato a fare la pasta in compagnia di chi voglia unirsi a me con l’ausilio della rete. E sai che c’è? E’ veramente divertente! Seguimi sul mio profilo Instagram (mi trovi come piadinastory) per aggiornarti sogli incontri!

Mani in pasta: la ricetta e le indicazioni per fare gli strozzapreti!

La ricetta degli strozzapreti fatti in casa è presto fatta – per 4 persone: 400g. di farina di semola; 150 ca ml di acqua tiepida e 1, max 2 cucchiai di olio.

In fondo al blog post troverai il video che ho preparato con tutte le indicazioni per l’impasto e la formatura.

  • Metti la farina in una ciotola, fai un buco al centro, versaci 1 cucchiaio di olio (aiuta a rendere l’elasticità perduta dall’assenza della lecitina delle uova) e l’acqua. Comincia ad impastare con una forchetta e poi procedi su tagliere o piano di lavoro ben infarinati.
  • A questo punto procedi ad impastare usando bene palmi e punta delle dia, fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
  • Sempre su piano di lavoro ben infarinato, comincia a tirare la sfoglia. Se sei una principiante, troverai il video per tiare la sfoglia all’uovo col mattarello. La stessa manualità vale anche per la sfoglia senza uova, quindi ti suggerisco di seguirlo. Devi ottenere una sfoglia non troppo sottile, di 1 o 2 mm.
  • Fatto ciò, taglia la sfoglia con un coltello a strisce di mezzo centimetro di larghezza e lunghe 2-4 cm.
  • Per formare gli strozzapreti, prendi le strisce, passale tra i palmi delle mani ben infarinate. Le strisce si arrotoleranno, formando così gli strozzapreti. Come vedi, il processo è semplicissimo, velocissimo e se lo si fa insieme da grande soddisfazione.

La ricetta per fare gli strozzapreti in casa nasconde un altro grande segreto: nella sua semplicità porta alla convivialità. Stare insieme e chiacchierare, mentre si prepara un pasto magari con più cura del solito (come accade oggi quando facciamo la pasta in casa) può essere un momento importante all’interno delle famiglie. Di dialogo, condivisione ed ascolto. Non credi anche tu?

I condimenti più indicati

La ricetta degli strozzapreti è talmente semplice che questo formato di pasta si abbina a qualsiasi condimento. Regina incontrastata per questo piatto è, tradizionalmente la salsiccia. Quindi sono ottimi con ragù rosso o bianco di salsiccia o, persino pasticciati. Sono veramente buonissimi con un condimento di scalogno e pancetta o guanciale e con qualsiasi ragù. Forse vi sembrerà strano, ma è un formato che si adatta tantissimo alla cucina di mare: strozzapreti alle vongole, alle canocchie ad esempio, e si arriva al lisergico!

Gli strozzapreti, però, sono perfetti anche per i sughi e condimenti vegetali. L’utilizzo di semola e l’arrotolamento nel palmo permette loro di “grappare” molto bene il sugo, anche quello meno denso. Ottimi accompagnati da sughi di funghi, veramente buoni con qualsiasi verdura di stagione (con le zucchine, le melanzane, i peperoni o un semplice sugo di pomodoro). Io li adoro anche nella minestra di fagioli, in cui li aggiungo al posto dei maltagliati! Insomma: la ricetta strozzapreti è la soluzione ideale per un primo piatto semplice ma gustoso, da preparare e godersi in famiglia.

Contributi gratuiti!

Fare la pasta in casa può essere un momento molto importante. Perché permette di entrare in relazione con se stessi, rallentando i pensieri e portandoci a concentrare sul valore dei più piccoli gesti. Scaricati la guida che ho preparato appositamente per te, per aiutarti a focalizzare il valore di questi piccoli momenti casalinghi. Tienila come piccolo reminder in cucina o dove preferisci. Quando avrai bisogno di rilassarti, ricordati che potrai sempre tiare fuori il tuo tagliere!

Per approfondire (trovi anche i video):

Sono Elena Resta, abito a Lugo di Romagna, nella mia amatissima provincia di Ravenna. Mi occupo di web marketing e strategie narrative. 

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