Da maggio 2023, la Romagna è stata ciclicamente travolta da tre alluvioni devastanti. L’ultima è stata quella del 18 e 19 settembre 2024. Diciassette morti, migliaia di case sommerse, centinaia di edifici distrutti, strade trasformate in fiumi, aziende devastate, natura contaminata da liquami inquinanti e famiglie costrette a fuggire. Una volta. Poi due. E poi tre.
Quante volte ancora?
La duplice realtà impantanata nel fango delle alluvioni dell’Emilia Romagna
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ToggleMentre siamo impegnati a ripulire il fango dalle nostre vite, le istituzioni si muovono in un mondo che mi appare distante, separato dalla realtà. Un mondo in cui la narrazione ideologica prevale sulla concretezza. Narrazione che appare fine a se stesso: non offre risposte, ma lascia sospese nel vuoto le nostre domande.
Cosa è stato fatto perché non perdessimo tutto, ancora e ancora?
Il dissesto idrogeologico non è un evento improvviso. È il risultato di decenni di cattiva gestione e scelte sbagliate a livello globale, nazionale e locale. Eppure, nessuno fino a ora ha avuto il coraggio di assumersi alcuna responsabilità. Da maggio 2023 ad oggi, non c’è stata una sola voce che abbia indicato chi, per errore negligenza o incompetenza, abbia permesso che il nostro territorio diventasse così fragile. Più di prima (si, lo so, è sempre stato fragile). Le responsabilità sono state nascoste, minimizzate o ignorate. La devastazione, in questo racconto avulso dalla realtà, non è altro che una tragica fatalità.
Chi ha sbagliato?
Davide contro Golia: la straordinarietà degli eventi
Dopo le proteste dei cittadini, il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha inviato una lettera al Presidente Mattarella, assumendosi la responsabilità di procedere in autonomia dalla macchina governativa. Va riconosciuto il valore simbolico di questo gesto: una protesta istituzionale che porta l’attenzione su una problematica complessa, quella della lentezza burocratica. Tuttavia, ciò non significa che il vero problema non esista. Anzi, è proprio qui che si manifesta il cuore della questione: l’assenza di un reale riconoscimento delle cause e degli errori che hanno portato alla devastazione.
Definendo l’alluvione “ferita”, la narrazione del sindaco faentino umanizza il dramma e questo permette di distogliere l’attenzione dalle vere responsabilità. Queste si perdono tra riferimenti alla burocrazia e a un sistema troppo complesso (Golia) per il Davide faentino. Il sindaco diventa così un eroe che vuole risolvere una situazione creata da altri, demandando risposte a chi non si sa.
Perché non è stato fatto prima?
Solidarietà e gestione collettiva: in Romagna è una narrazione trainante. Ma in questo caso manca la realtà
La sindaca di Lugo, Elena Zannoni, parla di “solidarietà” e di unire le forze tra comuni. Assolutamente condivisibile. Ma il richiamo all’unità tra comuni nasconde un tema importante: gli errori e le mancanze, quelli che tutt’ora restano non riconosciuti, sono stati fatti spesso in unità e collaborazione tra le diverse amministrazioni. Così, mentre l’attenzione si sposta dal livello locale a uno più ampio, si sfugge alle vere domande di chi, in 16 mesi, ha perso tutto, spesso più volte, e teme che questa tragedia non sia ancora finita.
Se nessuno ascolta i cittadini, a cosa serve appellarsi alle comunità?
Il vero valore dell’esperienza delle alluvioni in Emilia Romagna: capire la realtà, non affermare l’individualità
La politica mi appare scollata dalla realtà. I suoi protagonisti rischiano di pensare davvero che basti credere ciò che si vuole perché questo si realizzi. Don Giussani scrive nel suo “Il senso Religioso”: “La nostra è un’epoca di ideologie, in cui invece di imparare dalla realtà, si cerca di manipolarla secondo schemi inventati dall’intelletto. Così il trionfo delle ideologie consacra la rovina della civiltà”. Parole attuali che, oggi, suonano più di sinistra di molti discorsi delle amministrazioni che pur si definiscono tali.
Stanno giocando con le nostre vite?
Alla fine di ogni riflessione resta una domanda fondamentale: come possiamo risvegliare le coscienze della politica affinché abbandoni l’indifferenza e inizi a dare risposte concrete?
La Romagna merita di più.
Per Approfondire
- Ho già esaminato il tema del dissesto idrogeologico del territorio Romagna nell’articolo Alluvione in Emilia Romagna: le piogge eccezionali sono la punta dell’iceberg di un dissesto idrogeologico profondo, scritto l’indomani della prima alluvione
- Quando sono riemersa dal fango della seconda alluvione ho scritto Tra le cause dell’alluvione in Emilia Romagna la crisi della classe dirigente
- Ho scritto di alluvioni in Emilia Romagna anche trattando di Europa e Green deal: Perché la Nature Restoration Law è importante, ancor più nella Romagna devastata dall’alluvione
- Per ascoltare l’accorata lettera a Mattarella letta da Massimo Isola, sindaco di Faenza, clicca qui
- Per leggere l’appello alla comunità lughese di Elena Zannoni, sindaca di Lugo,


