Chi ha scritto Romagna mia? Nonno Fuì racconta la musica da ballo romagnola

Nicole domanda a Nonno Fuì chi ha scritto Romagna mia, per farsi raccontare la storia di Secondo Casadei, in un racconto disegnato dall'artista Romagnola Elena Raimondi
Tempo di lettura: 9 minuti

27 Aprile 2022

Chi ha scritto Romagna Mia: una domanda che ha dato origine a molte leggende. Leggi come è andata veramente

Romagna Mia è stata scritta da Secondo Casadei, lo Strauss della Romagna. Un capolavoro scritto dal maestro nel 1954 che, grazie al supporto della radio e dei juke box, divenne subito mito.

In questo post, Piadina Story ti racconta le origini di una canzone che ha generato l‘immaginario collettivo delle musiche di ballo liscio romagnolo. Immaginario che, assieme al turismo e alla creatività delle genti di Romagna, ha contribuito per 70 anni al grande successo del territorio romagnolo.

Successo che perdura, visto quanto sia presente a livello nazionale, da quando la Romagna è stata devastata dalle alluvioni di maggio 2023. Ho scritto il blogpost Alluvione in Emilia Romagna: le piogge eccezionali sono la punta dell’iceberg di un dissesto idrogeologico profondo, clicca il link se vuoi approfondire

Goditi questo bellissimo video! Dopo l’introduzione, potrai ascoltare dalla voce di Riccarda Casadei (figlia di Secondo) e da protagonisti diretti, come il grande “Re della Mazurka”, lo spettacolo della musica di Secondo Casadei

In Fondo, in blue, trovi la storia d’invenzione di Nonno Fuì , della sua amatissima nipotina Nicole e di Micia. Nonno Fuì e Nicole nascono dai racconti di Romagna con cui i miei genitori affascinano ancora i miei figli e me. E ai racconti dei miei amati nonni. Micia, invece, è proprio esistita: era la gattina di mio nonno Realdo, di Forlì appunto. Che si faceva accarezzare solo da Realdo.

Continua a leggere questo blog post interamente dedicato a chi ha scritto Romagna mia. Alla sua storia umana e a come si è intrecciata con la storia dei nostri nonni e anche nostra.

Questo blog post è il primo di un appuntamento di 9 puntate (un racconto al mese) con la storia del liscio romagnolo, di Romagna (e dell’Italia). La storia dell’Orchestra Casadei e dell’affascinante figura del suo fondatore: Secondo Casadei. Questo racconto a puntate, sulla musica da ballo romagnola, nasce dalla partnership di Piadina Story con Casadei Sonora Edizioni Musicali, fondate proprio da Secondo Casadei! Nella sezione Per Approfondire troverai tutti i riferimenti di Sonora Edizioni Musicali.

1. In che anno è stata scritta Romagna Mia

Orchestra Casadei 1952 al Dancing Lido Rubicone, il Maestro Casadei è al Contrabbasso – Foto di archivio Casadei Sonora Edizioni Musicali

Romagna mia è stata scritta nel 1954 da Secondo Casadei, fondatore dell’Orchestra Casadei.

A quasi 70 anni dalla sua nascita è la canzone più eseguita nelle balere d’Italia.

Romagna Mia è anche l’inno unificante attorno al quale i romagnoli tutti si stringono, come è ben evidenziato da quanto sia stata riproposta a seguito delle devastanti alluvioni di Romagna di maggio 2023. Devi sapere che, per esorcizzare la secolare tendenza all’indipendenza e anarchia dei romagnoli, sin dall’800 si è spesso ricorsi alla costruzione e diffusione di miti. E c’è sempre stato bisogno di dedicare ai romagnoli un occhio di riguardo a casa del loro carattere riottoso e fumantino. Non è un caso che Re Umberto I definisse la popolazione come

“turbolenti pellirosse di Romagna”

Re Umberto I

Ma torniamo a Romagna Mia e a Secondo Casadei, il suo autore.

Ebbi la fortuna nel 1954 di comporre Romagna mia che mi ha fatto conoscere non solo in Emilia e Romagna, ma in quasi tutta l’Italia e molto all’estero, grazie ai turisti che durante l’estate affollavano le nostre spiagge e agli emigranti che si portavano questo disco oltre frontiera per ricordo

Secondo Casadei

2. Da Casetta Mia a Romagna Mia: nostalgia italiana e mito del buon vivere straniero

Emigrati italiani in Australia a fine anni ’50 – Foto Italian Citizenship Assistance – Jure Sanguinis

In origine il nome della canzone era “Casetta mia“. Secondo Casadei, nel scrivere il testo e la musica, fu infatti ispirato dall’amore per la sua casa di Gatteo Mare. Era un brano che Secondo Casadei teneva, di scorta, assieme a moltissimi altri brani nella sua mitica valigetta.

Durante una delle usuali visite del Maestro presso gli studi di registrazione dell’etichetta discografica La Voce del Padrone (poi Emi, oggi Universal), nel 1954, Casetta Mia si trasformò in Romagna Mia. Successe che un cantante malato costrinse il maestro a sostituire all’ultimo minuto una canzone da registrare. Dalla valigetta di Secondo Casadei venne pescata “Casetta mia” che affascinò subito il direttore artistico (Dino Olivieri). Il testo, in perfetto stile di Secondo Casadei, era semplice e d’impatto.

Dino Olivieri lesse subito un significato universale. Per questo propose a Secondo Casadei di cambiare il nome in Romagna Mia

Sento la nostalgia d'un passato
Dove la mamma mia ho lasciato
Non ti potrò scordar casetta mia
In questa notte stellata
La mia serenata io canto per te

Romagna Mia venne registrata nel 1954 presso gli studi de La Voce Del Padrone con la voce di Fred Mariani e della mitica Arte Tamburini.

La semplicità di scrittura faceva leva sul sentimento di nostalgia di quel 20-30% di italiani che emigravano in quegli anni, da una parte. Dall’altra, colpiva al cuore il sempre più appassionato turismo straniero che sceglieva la riviera romagnola per viverne la turistica dolcezza e bella vita. Il vinile di Romagna mia era un prezioso tesoro per le valigie dei romagnoli emigranti. Valige colme di nostalgia, di baci alle mamme e di case lasciate dietro alle spalle alla ricerca di un futuro, se non migliore, almeno possibile.

Se è vero che siamo negli anni del boom dell’emigrazione italiana, siamo anche negli anni dell’incredibile sviluppo del turismo straniero in riviera romagnola. Romagna mia navigava sulle onde radio, lungo la nostra penisola, per finire nei Juke box sui lungomare della riviera romagnola. Da qui entrava nei cuori dei tanti turisti stranieri che affollavano le nostre spiagge. Il disco Romagna mia si intrufolava in nelle valige dei tanti villeggianti che lasciavano l’Italia dopo le vacanze.

3. Radio Capodistria, anno 1958: combo magica per Romagna Mia

Orchestra Casadei 1958 1° Maggio in Piazza Saffi a Forlì – Foto di archivio Casadei Sonora Edizioni Musicali

La trasmissione più seguita di Radio Capodistria, all’epoca, era Musica per voi. Due ore di dediche telefoniche intervallate a canzoni. I telefoni pubblici si stavano diffondendo allora, così le dediche telefoniche diventavano un momento di grande emozione per chi le faceva e per chi le ascoltava, trasmesse dalla radio.

Musica per voi trasmetteva sempre tante canzoni e musiche dell’orchestra Casadei, sempre più popolari. L’anno magico per la musica di Secondo Casadei e la sua mitica Romagna Mia fu il 1958. Ad un certo punto in quest’anno, infatti, le richieste di dediche di Romagna mia diventarono un flusso continuo, come racconta il Maestro stesso:

Nel 1958 Radio Capodistria, a cui debbo tutta la mia gratitudine, lanciò Romagna mia in Musica per voi, un programma di canzoni richieste dal pubblico per messaggi augurali e fu trasmessa persino tre volte al giorno

Secondo Casadei

4. Perché Radio Capodistria fu tanto ascoltata in Italia?

Forse non lo sai, ma fino alla liberalizzazione della radio, nel 1975 (ehemm…che poi sarebbe l’anno in cui sono nata io-quanto fa sentire il mal di ossa leggere la data così) in Italia la RAI aveva il monopolio delle trasmissioni radiofoniche. Per questo motivo si potevano ascoltare solo i programmi RAI e quelli delle emittenti dei paesi confinanti con comunità italiane: Radio Montecarlo, Radio Vaticana e Radio Capodistria – Koper. Quest’ultima, si impose subito come una delle emittenti più ascoltate in tutto il territorio nazionale. Ma perché Radio Capodistria fu tanto ascoltata in Italia?

Fondata nel 1949 come Radio Trieste Zona Jugoslava, Radio Capodistria ha assunto un ruolo significativo durante l’esodo istriano. In quel contesto, la radio divenne simbolo dell’italianità in Istria e funse da ponte per favorire una convivenza pacifica e inclusiva tra le diverse comunità della regione. La sua programmazione multilingue, con trasmissioni in sloveno, italiano e croato, rifletteva questa diversità culturale e linguistica.

La presenza di collaboratori italiani residenti nelle città del nord Italia ha contribuito a rendere la programmazione ancora più vicina al pubblico italiano, consolidando ulteriormente il legame tra Radio Capodistria e gli ascoltatori italiani.

In sintesi, la capacità di Radio Capodistria di rappresentare e promuovere la diversità culturale e linguistica, insieme alla sua programmazione di qualità e alla sua capacità di adattarsi alle esigenze del pubblico, l' hanno resa un'importante presenza radiofonica in Italia per oltre tre decenni. Ha tanto da insegnare, in questi anni di chiusura a qualsiasi differenza, non credi? 

La storia di Secondo Casadei grazie ai ricordi di nonno Fuì

Il bellissimo video di Romagna mia ti trasporterà nel racconto iconico della Romagna

A chiedere «chi ha scritto Romagna mia» è Nicole, una gazzella di seconda media che vive a Forlì, proprio sopra all’appartamento del nonno. Si dondola sui talloni, annoiata, mentre accarezza “Micia”. La gatta dell’arzillo ottantacinquenne prende il sole sul muretto dell’orto. All’ombra del nodoso fico, nonno Fuì e la nipote Nicole si raccontano la vita a vicenda. Il nonno regala la sapienza dell’esperienza. La giovane gazzella omaggia il nonno con le emozioni di chi, ad ogni passo, sta costruendo il futuro.

Fulvio all’anagrafe, sempre chiamato col soprannome dialettale Fuì, è in ginocchio e sta facendo un buco nel fazzoletto di terra dietro casa. Con gesti lenti e misurati sta piantando l’insalata. «Chi ha scritto Romagna mia, mi chiedi Nicole? Ma che non ti ricordi? È stato Secondo Casadei! Quand’ eri piccola ti incantavi ad ascoltarne i racconti!».

Nicole socchiude gli occhi al sole e sorride: lo ha chiesto apposta al nonno! Oggi è una giornata strana, ha voglia di storie belle. Non è un periodo facile, neanche per lei, anche se è sempre sorridente. La scuola a singhiozzo, le difficoltà legate alla situazione generale, ha bisogno di un bel racconto che la rassicuri e la distragga.

Gli occhi acquosi di Fuì sono fissi sull’orto, ma il nonno sta già guardando il film dei suoi ricordi. «Dam una màn, dammi una mano Nicole, che mi tiro su e ti racconto di chi ha scritto Romagna mia ». Nicole aiuta il nonno ad alzarsi da terra. E si siedono entrambi su due zocche di legno, al sole di Aprile.

Vieni, siediti accanto a Nicole e Nonno Fuì. Il racconto su Secondo Casadei ha tanto da insegnare, sono certa ti affascinerà e ti regalerà belle emozioni! Gratta la testa a Micia; ti guarda sospettosa, è vero, ma lo fa con tutti!

«Aveva sempre la “valisa” … uhm … la valigetta con sé, Secondo Casadei. Io lo incontravo spesso al Bar Giardino, in Piazzale della Vittoria, dove arrivavano i pullman dell’orchestra, all’alba, dopo i concerti. Me a s’era un tabachèt – io ero un ragazzino, avrò avuto 20 anni. Ci andavo apposta, a far serata per vederli. Gl’ urchistrel, gli orchestrali, qui si rilassavano e ci raccontavano delle serate danzanti appena concluse. Erano sempre in ordine, tutti in divisa. Sgond, Secondo Casadei, era sempre sorridente, distinto e con la valigia. Se volevi un disco, magari autografato potevi chiederglielo. Lui, tutto contento, apriva la sua “valisa” dove teneva tutto: spartiti, dischi, volantini. Era sempre pronto a promuovere il suo lavoro. Col sorriso e tanto entusiasmo»

In questo viaggio su chi ha scritto Romagna mia incontriamo la grande storia, non solo della musica: continua a leggere.

«Io avevo 21 anni quell’estate, an s’era piò un tabachèt – non ero più un ragazzino. Prendevo la bicicletta e andavo al mare tutte le mattine, che aiutavo una cugina di tua nonna a pulire il pesce al banco del mercato. È poi lì che ho incontrato la tua nonna, la Marietta. Mamma mia com’era bella. Du och, due occhi d’un bello! Che ti pareva di sognare! E lei ascoltava sempre la radio. Radio Capodistria. A mezdè – a mezzogiorno, ascoltavamo sempre “Musica per voi“, e ogni tanto ci scappava anche un bacio, un bes, quando la cugina faceva finta di avere altro da fare» Nonno Fuì se la ride sotto i baffi e Nicole invece sogna di baci rubati, chissà, magari proprio al mare quest’estate...

Fuì sente un po’ di “magone”, di angoscia, al pensiero dei tanti giovani lontani da casa. E Guarda Nicole, che pensa all’avventura esotica e affascinante che la aspetta lontano da Forlì.

Rincasano: finalmente la ragazza sa su cosa scriverà la sua tesina di fine anno: “come è nato il liscio romagnolo”. Una scusa perfetta per altri pomeriggi a rincorrere i ricordi del nonno, accarezzando la morbida Micia.

Nonno Fuì si siede sul divano che trova al buio, a braccio, senza accendere la luce. Tanto ci vede così poco… Ah, l’avciaia, brota bagaia – ah la vecchiaia, brutta cosa! Però, quando racconta a Nicole i suoi ricordi, il buio del tempo passato viene illuminato dall’energia che la ragazza, prossima a diventare donna, sprizza da ogni poro. Micia, da parte sua, sdraiata sul cemento, canta Romagna mia in gattese. MIAO MIAO MIAOOOO

Ma noi abbiamo un ultimo, importante paragrafo, guarda qua!

Nonno Fuì ha gli occhi chiusi, è immobile, al buio. Si porta una mano al cuore. E una lacrima scende ruvida sulla bianca barba che spunta dopo un giorno dalla rasatura. Lacrima lenta e pesante. Come i minuti trascorsi da solo.

6. Per Approfondire

  • Ti consiglio di fare login nel sito delle Casadei Sonora Edizioni Musicali: potrai accedere a tantissimo materiale. Troverai, di Romagna mia, testo accordi, partiture originali, video d’epoca e anche più recenti.  Segui le Edizioni Musicali Casadei Sonora anche attraverso i social: Facebook e Instagram
  • Ho scritto diversi blogpost sul’alluvione in Romagna di maggio 2023. Clicca sul link per trovarli
  • Hai visto il bellissimo disegno di Nonno Fuì e Nicole e la copertina del video? Sono un dono dell’artista romagnola Elena Raimondi! Si, ho già scritto di lei e del suo bellissimo lavoro. Eccoti l’articolo Donne importanti nel racconto dell’artista Elena Raimondi. Per fare questo disegno, Elena Raimondi si è ispirata al ad una foto del mio nonno Gino Pelliciardi (Gino d’Badarela).
  • Se vuoi approfondire l’affascinante figura di Secondo Casadei e la storia della musica alla Casadei, vai al sito web di Secondo Casadei.
  • La foto, in bianco e nero, di Forlì è del bravissimo fotografo amatoriale, romagnolo, STEFANO A.: seguilo su Instagram
  • Vuoi leggere del liscio romagnolo e della musica “alla Casadei”? Eccoti uno degli articoli più popolari di Piadina Story: Romagna Mia, la storia del mio mondo, raccontata alla Casadei
  • Ti affascina la commistione di Romagna e Musica: allora clicca su Romagna Sanremo e ritorno

Sono Elena Resta, abito a Lugo di Romagna, nella mia amatissima provincia di Ravenna. Mi occupo di web marketing e strategie narrative. 

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