Foto di casolare di Bassa Romagna e logo di La storia siamo noi 2022 a Lugo di Romagna

La storia siamo noi Festival 2022 a Lugo di Romagna – La Storia come memoria pubblica torna ad essere patrimonio partecipato

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Per troppi anni la storia è stata vista come un’attività superflua da lasciare solo agli addetti ai lavori. Quando poi si trattava di storia locale, storia di Romagna o Bassa Romagna, su questa scendeva anche lo stigma del popolare inteso come volgare (al massimo folkloristico).

Concordi sull’idea che il presentismo ha drogato le nostre scelte e azioni per troppo tempo?

Le nostre azioni non hanno più tenuto conto delle esperienze passate per elaborare il presente. E allo stesso tempo, le nostre scelte non hanno più considerato la portata che avrebbero avuto nel futuro. Questo ci ha portato a veri disastri in tanti ambiti (economico, ecologico, politico, sociale etc.)

Il ritorno della Storia di Romagna come patrimonio partecipato

Foto d'epoca della Rocca estense di Lugo di Romagna con in sovraimpressione il logo di La storia siamo noi Festival

Da una decina d’anni è in atto un recupero della storia locale, secondo me proprio perché abbiamo intuito il vuoto che si era creato. In Romagna, in particolare, il recupero della storia del territorio ci ha permesso di tornare ad una narrazione condivisa. Che è stata per secoli la base sociale della vita nei nostri territori.

Paradigma importante della socialità romagnola, infatti, è stato per secoli il trebbo, momento che permetteva di condividere la storia e da qui imparare e prendere decisioni principali.

Piccola digressione: il trebbo – definizione

Cos’è il trebbo? Innanzitutto è l’ italianizzazione dalla parola del dialetto romagnolo trébb. L’etimologia risale alla voce latina trivĭu(m) ‘trivio’, luogo d’incrocio di tre vie poi passato ad indicare un luogo di riunione festosa. Stando al Dizionario Etimologico Romagnolo di Giorgio Lazzari:

Nel passato, il trebbo era un’istituzione sociale della vita contadina, quando membri di più famiglie si incontravano di notte a far veglia, fèr é treb

Giorgio Lazzari

Durante la veglia, il trebbo appunto, si tramandavano da una generazione all’altra i racconti importanti, identitari e di insegnamento. Allo stesso tempo, si elaboravano le attività quotidiane per prendere le decisioni principali. La civiltà contadina romagnola, infatti, vivendo e lavorando in simbiosi con la terra e la natura, era ben consapevole di quanto ogni azione del presente avrebbe influito sul futuro. Per questo, le decisioni centrali (cosa seminare, quando raccogliere le messi, come affrontare la siccità etc.) venivano sempre prese dopo un’analisi concertata. Fare trebbo, riunirsi, discutere significa anche dare il giusto valore alle azioni, alle persone del nostro quotidiano, non trovi?

Da anni, anche grazie al grande impegno di associazioni culturali locali come Storia e Memoria della Bassa Romagna che organizza il festival, l’interesse del pubblico per la storia di Romagna e della Bassa Romagna sta diventando sempre più importante. E questo, so che concordi con me, è molto importante!

Il programma di La storia Siamo noi Festival 2022

Logo di La storia siamo noi Festival 2022

È giunto il momento di tuffarsi nel programma di La storia siamo noi Festival che, credimi, è ricco e coinvolgente.

Tutti gli incontri si terranno alle ore 21.00 presso il Chiostro della Banca del Monte di Lugo (Ra).

I temi trattati quest’anno ci portano a conoscenza di fatti, persone, luoghi o che la storia ha allontanato dalla memoria pubblica o che non ci ha narrato in completezza. Allo stesso tempo ci permettono di guardare con consapevolezza alle storie di quotidianità del territorio e a come diventeranno la storia del futuro. Il tutto offre una chiave di lettura del legame tra la storia, intesa come accadimento passato, e le storie, intese come gli accadimenti personali che viviamo ogni giorno.

Cinque imperdibili appuntamenti dedicati alla storia della Romagna e Bassa Romagna, un vero e proprio appuntamento di Public History volto ad accogliere il crescente interesse del territorio per la propria storia e le proprie origini.

Ho scritto imperdibili, sì e non è un’esagerazione! Beh, innanzitutto perché sono tutti molto interessanti e poi perché:

La tua blogger della Bassa Romagna (la tua preferita) sarà ospite non di 1 bensì di 2 appuntamenti! Di chi parlo? Ma di Piadina Story, ovviamente!

1. Pavlon Mat . Una storia contadina nella Romagna del XVI Secolo – Mercoledì 15 giugno ore 21.00

Rappresentazione grafica del

A fine del ‘500, nelle nostre campagne, nacque il più antico testo poetico in lingua romagnola. Originariamente composto da 12 cante, lo sconosciuto cantastorie si ispira al poema cavalleresco Orlando Furioso ma lo declina in versione contadina. Pavlon Mat, infatti, è un rarissimo esempio di Poema Contadino. Se vuoi saperne di più, eccoti l’articolo che gli ho dedicato (è uno dei più letti nel primo semestre 2022) Pvlon Matt, Pavlon Mat: poema contadino romagnolo del ‘500

A presentare questo magnifico esempio di cultura popolare sarò proprio io, che ho nel Pavlon Mat una delle mie più grandi passioni.

Avrò l’onore di dialogare con i principali curatori di due edizioni dell’antico testo che hanno contribuito a portarlo nelle nostre librerie. Nello specifico, interverranno gli autori Ferdinando Pelliciardi, curatore di un’edizione fedele al testo cinquecentesco e Mauro Mazzotti, autore di un’interpretazione in dialetto ravennate contemporaneo.

2. Piadina Story: come ti racconto il territorio – Giovedì 16 giugno ore 21.00

A sinistra Elena Resta blogger di Piadina Story, a destra Maria Pia Timo e logo di La storia siamo noi Festival 2022

Diciamolo: quando mi è stata offerta un’intera serata dedicata al blog Piadina Story, ho rischiato un coccolone! Si, lo devo dire!

Scrivo su queste pagine ogni settimana da Gennaio 2021. Scrivo di Romagna e di Bassa Romagna perché penso che il valore passi, oggi ancor più di prima, attraverso il racconto. In quest’ anno e mezzo di blogging ho raccontato luoghi, ma soprattutto le persone che abitano il territorio. Il valore che creano, la grande qualità che deriva dalle scelte e dalle vite delle persone nel territorio di Romagna.

In questa serata de La Storia siamo noi Festival saliranno sul palco le storie di valore che ho avuto la grande fortuna di potere raccontare. Parleremo con i protagonisti delle storie autentiche di Romagna e così facendo entreremo nel grande tessuto di valori che contraddistingue il nostro territorio.

E non è finita qui

Non sarò sola ad accogliere i tanti racconti di Romagna: con me infatti la fantastica attrice, comica e cabarettista Maria Pia Timo e i suoi racconti tratti dall’ultima pubblicazione Piada e Piadina. Ma dimmi: non è un programma fantastico?

3. I bambini della Quarta Sponda. 1940, una storia dimenticata – venerdì 17 giugno ore 21.00

Copertina del libro Le Amazzoni sui bambini della quarta sponda e logo di La storia siamo noi Festival 2022

Se non hai ancora letto Le amazzoni, libro di esordio di Manuela Piemonte, sei ancora in tempo per recuperare. Si, ti consiglio caldamente di farlo: la storia che leggerai difficilmente qualcun altro te l’ha mai raccontata prima. Si è preferito, come tante altre storie di dolore, farla cadere dalle maglie della memoria pubblica.

Libia del 1940: tredicimila bambini, figli di coloni libici, sono costretti a salutare i propri genitori per raggiungere le colonie estive italiane. Tre mesi di campo estivo per imparare la disciplina e i compiti del buon fascista. Ma il giorno dopo lo sbarco delle navi dei bambini, Mussolini dichiara l’ingresso in guerra e la vacanza estiva si trasforma in una lunghissima prigionia per decine di migliaia di bambini strappati alle proprie famiglie.

L’autrice Manuela Piemonte e la presentatrice Patrizia Randi, ci racconteranno una storia che si è cercato di fare dimenticare. Ma che ha profondamente toccato anche la nostra comunità. Interverranno, infatti, i figli di due cittadini lughesi (Maria Proni e Giovanni Della Cuna) a testimoniare la storia vissuta. Per ricordarsi sempre di chi, prima di noi, ha lottato per una vita diversa.

4. I treni della felicità. Storie di solidarietà vissute a Lugo e in Bassa Romagna – sabato 18 giugno ore 21.00

Copertina del libro C'ero anch'io su quel treno e logo di La storia siamo noi Festival 2022

Le parole di Teresa Noce, dirigente dell’ Udi, Unione donne italiane, sono uno schiaffo in pieno viso.

«I bambini affamati erano tanti. Cominciava il tempo umido e freddo e non c’era carbone. I casi pietosi erano molti, moltissimi. Bambini che dormivano in casse di segatura per avere meno freddo, senza lenzuola e senza coperte. Bambini rimasti soli o con parenti anziani che non avevano la forza e i mezzi per curarsi di loro.»

Teresa Noce

La seconda guerra mondiale è appena finita. Nel Sud Italia si continua a morire, ma non più sotto le bombe. Ad uccidere è la povertà di moltissime famiglie e a preoccupare è l’arrivo dell’inverno. Le donne fanno rete ed accolgono i bambini delle famiglie più in difficoltà, per portarli presso famiglie nel centro-Nord Italia. A raccontare questa storia sarà Giovanni Rinaldi, autore di C’ero anch’io su quel treno, libro che raccoglie testimonianze raccolte in ogni regione d’Italia di questa prova di solidarietà incredibile!.

La serata sarà presentata da Giuseppe Masetti (Direttore ISREC – Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e provincia) che contestualizzerà l’esperienza dei “treni della felicità” nella situazione socio-economica della Bassa Romagna nel secondo dopoguerra. Dialogherà con Giovanni Rinaldi autore del libro C’ero anch’io su quel treno e storico che ha dedicato anni di ricerche per recuperare i testimoni di un progetto di solidarietà unico in tutta Europa. Parteciperanno alla serata protagonisti, del territorio, di questa straordinaria esperienza di cui ci offriranno diretta testimonianza.

5. Musei a Cielo Aperto – Domenica 19 giugno ore 21.00

Immagine d'epoca di Funera tea party e logo di La storia siamo noi festival 2022 a Lugo di Romagna

La storia siamo noi Festival 2022 , diciamolo, chiude “col botto”. Eh si, perché la serata inaugurale vede un doppio, imperdibile appuntamento.

  • Avremo infatti la possibilità di ascoltare in esclusiva l’anticipazione di “VITE MONUMENTALI”, ultimo progetto editoriale di Paolo Gagliardi. L’autore ci accompagnerà nel viaggio della storia attraverso il racconto delle oltre 70 personalità sepolte nel cimitero monumentale di Lugo. La narrazione di Gagliardi, avvincente ed intrigante, ci accompagnerà a spasso per la storia del nostro territorio, ma anche nazionale e internazionale.
  • A seguire, l’acclamatissima conferenza-spettacolo Funeral Tea Party. Uno spettacolo che continua a riscuotere successo anche nel panorama internazionale, Funeral Tea Party coglie i maggiori poeti italiani negli ultimi attimi di vita. Da Dante Alighieri a Ugo Foscolo, passando per Giacomo Leopardi, Italo Svevo, Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio: il pubblico potrà scegliere di quale poeta scoprire gli aspetti meno raccontati e più trascurati dalla critica. Un viaggio partecipato che coinvolge anche musica e video e che ci lascerà a bocca aperta! Lo spettacolo è diretto da Daniela Piccari e prodotto dal Centro Studi Diego Fabbri di Forlì.

Seconda edizione, dopo il grande successo della prima a luglio 2021, La storia siamo noi Festival 2022 si propone come un momento in cui coniugare ricerca storica e immaginario sociale.

Per approfondire 

  • Tutti gli incontri si terranno alle ore 21.00 presso il Chiostro della Banca del Monte di Lugo (Ra)
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11 commenti su “La storia siamo noi Festival 2022 a Lugo di Romagna – La Storia come memoria pubblica torna ad essere patrimonio partecipato

  1. Prima in assoluto COMPLIMENTI! Peccato non poterci esserci, ma sarei curiosa di partecipare al festival e conoscere al meglio le origini di un luogo eppure una volta dovrò partecipare. Sono davvero felice che tu abbia avuto l’opportunità di dare a Piadina Story l’opportunità di farsi conoscere!

  2. Un’ idea molto intelligente. Purtroppo ti confermo che la storia la conoscono in pochi. Conoscere il passato per capire il presente e gettare basi per il futuro è quanto insegna la storia. ma i professori sono i primi a non volerlo fare. Mia mamma, quando ero alle superiori ha chiesto al prof di insegnare anche la storia contemporanea. Ma per loro con le 2° guerra mondiale, è finito tutto. Se dici ad un ragazzo cosa sa degli anni di piombo o di Camp David non lo sa. Se poi chiedi chie era Golda Meir o di Monaco 72 non ti dico le risposte. Recuperare il nostro passato, e anche quello della storia della regione, del territorio, e della civiltà contadina è un’ottima iniziativa. Però il trebbo non lo conoscevo nemmeno io.

  3. Tanta roba! E tanto entusiasmo! Come sempre. Bravissima! E bravissimi tutti.
    La storia va conosciuta, ma, a mio parere, anche introiettata. Non deve stare solo nella memoria, ma anche nei fatti. In ogni nostra azione quotidiana, frutto della storia, possiamo riconoscere la giusta e la cattiva via. Abbiamo tutto quello che ci serve, gli esempi giusti e gli esempi sbagliati.
    Ora mi vado a vedere i video e la tua autointervista semiseria, già sorrido.

  4. Una bella iniziativa. Purtroppo sono troppo lontano per partecipare all’evento ma mi piacerebbe molto. Credo che l’importanza della storia stia piano tornando ad essere evidente ai più. Un ottimo contributo è dato da web star come il prof. Alessandro Barbero che racconta la storia in modo eccezionale e trasmette una passione che non lascia indifferenti. Ho visto recentemente un documentario sui “treni della felicità”. Ho scoperto così questa vicenda che , essendo meridionale, mi ha colpito nel profondo. Se non altro, conferma la proverbiale accoglienza romagnola.
    ciao, wincento

  5. Sono dell’idea che la storia ha un valore assoluto nella nostra vita, dice in fondo chi siamo racconta di noi e va sempre preservata per far conoscere le radici anche ai nostri posteri

  6. La storia è maestra di vita, abbiamo tutti il dovere di tramandarla. Che sia locale o meno, che sia legata a settori apparentemente dimenticati, la storia non può essere lasciata in un baule. Senza sapere la storia non c’è presente, non ci sarà fututo.

  7. Questo festival è una bellissima iniziativa, offre tantissime giornate tematiche che coinvolgono molto il visitatore. Ne servirebbero molte di più per valorizzare il territorio. Complimenti, e in bocca al lupo visto che sarai ospite due volte, il giusto riconoscimento per il tuo lavoro.

  8. Ogni volta che leggo d’iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio e della storia ne rimango piacevolmente colpita, soprattutto se ha a che fare con un luogo ben preciso. E’ molto importante valorizzare il proprio territorio… Ammetto che non aveva idea di questo festival che, ti ammetto, mi attira molto.

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