Cesenatico è una tra le prime città italiane più ricercate su Google nell' estate 2021 in foto il portocanale del museo della marineria

Scopri i 3 pilastri del successo della riviera romagnola e come possono ispirare le aree interne a migliorarsi

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Il successo della Riviera Romagnola è una realtà inconfutabile. E globale. Nell’ estate 2021 appena conclusa, ben 5 località della costa romagnola sono state individuate tra le città italiane più ricercate su Google, in tutto il mondo! Ne ho scritto qui!

Romagna, Romagna mia,

lontan da te non si può star

ZUM ZUM

Raoul Casadei

Già da metà ‘800 l’Europa ha imparato a sognare la Riviera romagnola. Con Ravenna tappa irrinunciabile dei Grand Tour ottocenteschi, la riviera romagnola ha iniziato ben presto ad intessere il suo mito. Prima ha ospitato le palpitanti esplorazioni dei nobili alla ricerca delle tracce dantesche e poi pian piano è diventata, ai primi del ‘900, centro di svago e networking sia della nobiltà che della borghesia. Se vuoi leggere la storia della riviera Romagnola, ecco l’articolo!

“Siamo Romagnoli, oltre alla Riviera Romagnola c’è di più”. Verissimo. Questo non deve sminuirne il valore, però. Quante volta l’ho scritto?

La Romagna non è e non può essere solo la riviera romagnola.

Elena Resta, aka Piadina Story

Il territorio di Romagna è esteso, complesso e variegato. Non possiamo pretendere di ricondurre tutto ai 100 km di Riviera.

Ma per fortuna quella striscia di sabbia, dune, pinete rigogliose, quella lingua di mare spesso oggetto di ironia persino da parte noi romagnoli stessi, è un patrimonio collettivo molto importante.

Le imprese, le istituzioni, i cittadini della costa Romagnola nel tempo hanno messo a punto tante e diverse strategie. Alcune veramente pionieristiche, rivoluzionarie. Si pensi alla cultura underground su cui i grandi imprenditori del ballo hanno puntato negli anni ’80 e ’90. Direzioni artistiche pazzesche e formazione locale di dj resident in levatura incredibile che però sono state abbandonate per l’acquisto di format, come i festival, che richiedevano meno ricerca e studio e richiamavano nell’immediato più gente (per poi, però, vampirizzare il mercato).

Continua a leggermi ed andremo alla scoperta di 3 strategie che hanno portato al grande e duraturo successo della Riviera romagnola. Cercheremo anche di capire come questi modelli possano essere implementati anche nei territori interni. Questo col fine di sfruttare la leva turistica per migliorare la vita del territorio in modo concreto e socialmente utile.

1 – Il tempo libero è soggettivo, la vacanza è esperienza ed emozione. Il riscontro è oro

Il primo segreto del successo della Riviera Romagnola sta nel sapere ingenerare nei turisti emozioni e voglia di relazione.

Il turismo esperienziale ed emozionale è nato in Romagna. Nelle gite organizzate dalle famiglie che ospitavano i turisti e che li facevano mangiare nelle proprie cucine domestiche. Nelle uscite coi pescatori che, rientrati all’alba dalle nottate di pesca, ripartivano coi loro pescherecci odorosi di mare accompagnando i turisti in veri e propri racconti esperienziali coinvolgenti. Le motonavi che salpano a suon di mazurka e tra un fritto di acquadelle ed una piroetta hanno fatto emozionare milioni di turisti ogni anno. Vivere un’esperienza intima ed essere protagonista della propria vacanza è sempre stata una realtà semplice, nella Riviera Romagnola.

Un esempio che non mi stancherò mai di citare è il rapporto tra il territorio e le persone con disabilità. Se, come me, sei vicino a questo argomento sai bene come avere una disabilità possa portare le persone a vivere esperienze frustranti e negative. La Romagna degli ultimi 20 anni ha lavorato tantissimo per riuscire a superare i limiti culturali e strutturali sottesi allo stigma di cui spesso chi abbia una disabilità è vittima. Il risultato ne è che la Romagna è tra le mete preferite di chi abbia forme di disabilità. Proprio perché sa creare esperienze di vita positive

Prosumer, produttore di contenuti, non clienti

Il turista, nell’esperienza romagnola degli ultimi 15 anni, non è più cliente. Bensì un soggetto ben informato che crea informazione lui stesso. Che cerca esperienze e trasmette, anche grazie le nuove tecnologie, emozioni ed esperienze a sua volta. Il turista prosumer (produttore di informazioni) e non semplice consumatore, è la chiave su cui il territorio ha puntato ed investito. Ben sapendo che più si coinvolge attivamente (e positivamente) nell’esperienza vacanza i turisti, più questi ne coinvolgeranno altri. Per questo motivo i turisti del territorio sono fortemente sollecitati a lasciare riscontri, recensioni, testimonianze della loro vacanza.

I riscontri delle vacanze improntate sulla esperienza ed emozione diventano la chiave segreta per ottimizzare ancora di più la proposta al fine di creare un legame emotivo profondo con i visitatori.

Cosa può imparare il territorio interno della Romagna, dal successo della riviera Romagnola?

Le aree interne dicono, da anni, di volere investire sul turismo. Ma non si curano a sufficienza dell’esperienza delle persone che le visitano. A titolo esemplificativo: sono tantissimi i musei delle aree interne che, negli ultimi 10 anni, restano chiusi durante la settimana o, peggio ancora, nei periodi di maggiore movimento turistico. Come pensi ne risulti, poi, in chi decida di spostarsi di 20, 30 km dalla costa per scoprire le aree interne?

Qualche esempio? Quest’ estate ho ricevuto diverse rimostranze da parte di lettori di Piadina Story contrariati per aver voluto visitare il (meraviglioso) Museo casa Rossini di Lugo ed averlo trovato chiuso nel mese di agosto! Che tipo di racconto di Lugo, del suo territorio e dell’opportunità di visitarlo ne sarà derivato? Il Museo Casa Rossini è, credimi, il più bel museo musicale che abbiamo in Emilia Romagna, come puoi leggere qui. E’ un vero peccato che ci sia chi ne tragga un’esperienza negativa a causa di chiusure non coordinate con le opportunità turistiche, non trovi? Ecco, curare questo aspetto, oggi, è molto importante.

2- La padronanza linguistica è alla base del successo della riviera romagnola

Ambiente notte: Il turista entra nella hall dell’albergo. Parla in azero, si presenta e chiede la stanza prenotata. Il receptionist risponde in italiano (lentamente). Il turista, stanco, non capisce e sollecita la propria stanza, nella sua lingua madre. Il receptionist passa ad un inglese stentato e confuso. Il turista azero comincia ad alterarsi… non continuiamo la manfrina, sappiamo bene quanto questo teatrino possa rovinare l’esperienza vacanza e anche quanto sia comune.

Ogni anno la Riviera romagnola accoglie milioni di turisti. Storicamente è diventata meta prediletta di turismo proveniente da Svizzera, Francia, Germania e Russia. Piano piano e con costanza stanno cominciando a conoscerla anche gli Stati Uniti. Rimini è al 37° posto nella classifica americana delle città italiane più ricercate su Google, credimi, un successone per una cultura, quella americana, molto conservatrice nell’immaginario turistico e quindi anche molto lenta alle evoluzioni.

La Riviera Romagnola parla la lingua dei turisti. Questi amano essere accolti nella propria lingua, il che contribuisce ad arricchire l’esperienza turistica di un valore emotivo positivo e più rilassato.

Lo scoglio linguistico, lo sappiamo, può essere il discrimine tra assistere a qualcosa e viverla, emozionarsi.

Sempre io, Elena Resta, la tua amata Piadina Story

Il motivo del successo della Riviera Romagnola è anche da ricercarsi nell’amministrazione locale. Le scuole superiori ad indirizzo linguistico della zona costiera sono spesso di alto livello.

Cosa può imparare il territorio interno della Romagna, dal successo della riviera Romagnola?

Banner di Piadina Story con la foto dell'autrice, Elena Resta e l'invito al lettore di condividere l'articolo sui social preferiti

Da madre di uno studente di un (ex rinomato) liceo della bassa Romagna posso dire che nell’interno della Romagna è molto difficile avere una buona preparazione plurilingue. Il risultato? A meno di 50 Km all’interno di Rimini è già tanto se in reception il turista viene accolto da un inglese di medio livello. Altre lingue come il Francese o anche il tedesco, senza parlare del Russo o linguaggi asiatici, non pervenute. Ed è un vero peccato.

Assicurarsi buone scuole, con programmi di multilinguismo diffusi e seri dovrebbe essere obiettivo di tutte le aree interne della Romagna, al fine di riuscire ad attrarre parte dell’ingente flusso di turismo che in larga parte, oggi, si ferma in riviera.

3- Saper accogliere le esigenze del nuovo nomadismo turistico: la ricerca del piacere del presente richiede cura della bellezza e della natura

I turisti oggi cosa cercano? Tu cosa cerchi quando vai in vacanza?

Non credo di sbagliarmi più di tanto se ipotizzo che cerchi, per lo più, lo svincolarti dalle tue routine. Probabilmente cerchi l’assenza di vincoli, ancor di più dopo la terribile esperienza pandemica. Cerchi libertà di movimento e di scelta. Il tutto immerso in un contesto di fascino, bellezza, storia e natura. In questo la proposta romagnola si è molto specializzata.

Di spianate di cemento, centri commerciali, palazzi di vetro e traffico puzzolente ti tieni quello che hai sotto casa. Non vai in vacanza per cercarli. Sbaglio?

Piadina Story, in un momento polemico…

I turisti che apprezzano le vacanze in Romagna amano il fatto di trovare proposte organizzate, affidabili, tranquille e raggiungibili, anche se con una vena di follia. Proposte che li lasci liberi di muoversi entro diverse scelte cogliendo ciò che li fa sentire meglio. Di andare via con la voglia di tornare.

Il meglio, nella Riviera Romagnola, lo offre anche il territorio stesso. I turisti cercano natura, verde, ambienti accoglienti e densi di bellezza. E’ per questo che le amministrazioni hanno aggiornato il concetto di attrattività anche investendo su riqualificazione urbana. Valorizzazione delle aree storiche e archeologiche, piantumazione di aree boschive e pinete, creazione di aree verdi e gestione delle stesse. Creazione / integrazione di poli museali esperienziali ben organizzati e fruibili, ampliamento dell’accessibilità ai visitatori con disabilità.

Cosa può imparare il territorio interno della Romagna, dal successo della riviera Romagnola?

Il concetto di qualificazione e riqualificazione urbana, ad esempio, è ancora da interiorizzare. Nel 2021, infatti, in territori che aspirano al turismo include persino la creazione di ennesimi centri commerciali.

La tua idea di turismo ti porta a visitare contesti urbani in cui il traffico delle automobili imperversa senza ritegno? O preferisci muoverti in contesti dove ci si possa spostare anche con mezzi pubblici? Ti muovi per cercare contesti spelacchiati, magari con tristi tentativi di Guerrilla gardening che risultano in alberi secchi abbandonati in mezzo a spianate di cemento, seppur contornate da magnifici portici seicenteschi (chi in quest’ultima frase riconosca il Pavaglione di Lugo sappia che ha colto nel segno)? La risposta è no, ovviamente.

Ecco, partirei da qui e poi guarderei Misano, che piantuma nuovi polmoni verdi, così come Cattolica e la gestione delle pinete (e anche Imola, che non è in riviera, ma dalla riviera ha imparato tantissimo!) e molto altro ancora. Progetti di Tree Assesment, valutazione della stabilità delle piante, definizione di interventi mirati all’aumento del verde e della sua manutenzione non sono rinunciabili, oramai.

I territori interni hanno bisogno di investire in formazione di figure professionali che possa guidarli nei processi di trasformazione territoriale e gestione dei patrimoni paesaggistici, storici e immobiliari. Perché la bellezza, prima di essere valorizzata, va riconosciuta e conservata.

Economia circolare, riqualificazione ambientale, investimenti di marketing sostanziali e dettati dall’efficacia. Ecco a cosa guardare

Se ci si muove nelle aree interne, quindi, pur ricche di velleità turistiche, la scuola della Riviera non è granché seguita. Sappiamo bene da dove origini il successo della Riviera Romagnola; possiamo sfruttare anche queste conoscenze anche per i territori adiacenti.

Da tempo la popolazione romagnola delle aree interne sta chiedendo che le amministrazioni comincino a lavorare in modo programmatico per ridurre cementificazione , investire sul territorio, sulla sostenibilità e sul turismo. E questo mi fa ben sperare. L’esempio cui guardare lo abbiamo. E’ migliorabile, certo, ma è concreto.

Per approfondire

Articolo creato 62

22 commenti su “Scopri i 3 pilastri del successo della riviera romagnola e come possono ispirare le aree interne a migliorarsi

  1. Quanto amore vi è in questo articolo? Sono sempre felice di leggere i tuoi articoli sulla Romagna, hanno quel valore in più che non sempre si trova nei soliti articoli in cui si parla del proprio paese. E’ per questo che amo sbirciare il tuo sito di tanto in tanto, mi fai viaggiare attraverso le tue parole e il tuo progetto.

  2. Comunque posso affermare da grande fan della terra romagnola che la Romagna non è solo un territorio è proprio un modo d’essere, uno stile di vita che chi non lo vive in prima persona non lo capisce!

  3. Ottimo articolo e soprattutto denso di informazioni utili. La Romagna mi ricorda sempre mio nonno che la amava moltissimo. Credo che puntare sul proprio territorio e cercare di far emergere quanto di buono c’è sia ammirevole, brava

  4. Pur essendo nelle Marche regione attaccata alla Romagna non conoscevo tutte queste cose sulla regione grazie al tuo blog sto imparando molte cose, sono molto interessanti gli articoli che fai.

  5. Il tuo blog, mi sta facendo conoscere sempre meglio una regione di cui conoscevo veramente poco, lo trovo perfetto per chi vuole andare in vacanza in Romagna e ricco di spunti per i professionisti del settore.

  6. Io sono una di quelle viaggiatrici che, come dici tu, cerca libertà di movimento e di scelta. Da (recente) proprietaria appassionatissima di camper e vita nomade, consiglierei alla tua bella regione (ma non solo!) di cominciare a valutare un’offerta turistica per il crescente turismo del mondo camper e van con aree attrezzate e spazi adeguati adibiti a questi mezzi. Ne guadagnerebbero in tanti!

  7. Sono dell’idea che il tuo Blog è tanto utile per chi come me può essere una turista ed usufruitice dei servizi e le bellezze di questa regione, ma anche un ottimo punto d’inizio ed ispirazione per chi lavora nel settore!

    1. Grazie mille Cristina, sto ricevendo tanto riscontro da chi cerca idee e suggerimenti per conoscere il territorio, in effetti, ma m,i piacerebbe anche potere essere di sostegno per chi lavora nel settore. Considerando che tutrto concorre a creare un circolo valoriale che crea benessere in modo estensivo. Grazie mille, continuerò ad impegnarmi anche con questo obiettivo!

    1. Si, il turismo esperienziale, per come lo conosciamo, deve tantissimo all’inventività e grande spirito di accoglienza di questo territorio. Ed in effetti, con le dovute ecezioni ovviamente, è una realtà non solo diffusa ma ben radicata da moltissimi anni e che ha dato già vita ad evoluzioni molto interessanti

      1. Quanta conoscenza, consapevolezza e spirito critico hai della tua terra di appartenenza. Questo è molto affascinante, oltre che estremamente rassicurante e costruttivo.
        Te l’hanno data finalmente una carica pubblica? Un ruolo alla Cultura. Davvero. C’è bisogno di questo entusiasmo e preparazione!

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