screenshot dell'inizio dello Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi come da link ad inizio articolo sul canale youtube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo

Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi: anche oggi l’Emilia Romagna autentica la raccontiamo domani (forse)

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Probabilmente hai già visto lo spot “beati gli ultimi” relativo alla campagna Emilia Romagna con Stefano Accorsi (in caso negativo ti ho lasciato il link), per l’estate 2021. Secondo me, ancor più se sei dell’Emilia Romagna, all’inizio ti è piacito. Ho indovinato, vero?

Banner di Piadina Story con la foto dell'autrice, Elena Resta e l'invito al lettore di condividere l'articolo sui social preferiti

Si fa subito simpatia, giusto? Per chi negli anni 90 era un bimbetto o giovanotto, la pubblicità “two gust is megl che uan” è rimasta appiccicata al sorriso scanzonato ed affascinante del bell’attore bolognese. Quindi appena lo si inquadra, noi si sorride, in attesa di ridere magari. Ma io son rimasta così, in attesa di un sorriso che poi non si è allargato ma anzi, è mutato in uno sbuffo di noia. In questo post voglio scrivere il perché della delusione.

Mentre scrivo è una metà agosto rovente, a Lugo di Ravenna – Bassa Romagna. In questo momento ci sono 35 gradi e 56% di umidità. Mi sto grattando le punture di zanzara a nastro da ieri sera, perché in questa seconda estate pandemica in Bassa Romagna pare che le zanzare siano tanto incattivite quanto il virus Corona 19. Quindi mi scuserai la vena polemica, ma sento l’impellente desiderio di condividere il mio pensiero. Magari, se ti va di leggere di autenticità per come la intendo io, ti lascio il link alle cronache di un viaggio Glocal in bassa Romagna. Leggilo, 7 minuti di Romagna autentica, secondo me.

In fondo al blog-post trovi il box commenti. Se mi lascerai la tua riflessione, mi scriverai cosa ne pensi, lo apprezzerò molto, credimi. Significherà che i miei 10 minuti di spirito polemico non saranno andati a vuoto e saranno serviti per un confronto di opinioni!

Analisi semiotica semiseria del video di Stefano Accorsi sull’Emilia Romagna: 

Stefano Accorsi in uno Screenshot del Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi come da link ad inizio articolo sul canale youtube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo
Screenshot del video “Stefano Accorsi / Beati gli ultimi” come da link ad inizio articolo sul canale YouTube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo

Sai già che sono una attempata studentessa di Scienze della comunicazione a Bologna? Quando mi sono iscritta c’era una materia che non vedevo l’ora di cominciare a studiare: semiotica, in ossequio al mio grande amore per Umberto Eco. Cos’è la semiotica: in soldoni è la disciplina che studia i segni, che ci spiega il significato di ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo etc. Ora, nella ferma speranza che nessuno dei miei professori di Semiotica arrivi a questo articolo, cercherò di avvalermi di quanto acquisito per spiegare la mia delusione; in questo arrafferò alcuni strumenti anche alla semiotica. 

L’incipit dello spot: ruffiano e dissacrante (si apre subito con la citazione del Vangelo secondo Matteo “beati gli ultimi”) quel tanto basta, alla faccia dei migliori patacca romagnoli.

“In Emilia Romagna siamo un po’ sbo*oni, ci sentiamo primi in tutto, ma non è vero” è la frase che di Accorsi che segue la citazione biblica. In perfetto stile della macchietta romagnola, giusto? Sboccato con stile e dissacrante con simpatia. Sono già stufa. Ma vado avanti.

Il mio sorriso non si allarga…resta lì, tra il tirato e l’incerto. Il bel Stefanone regionale appare su una spiaggia di sabbia dorata. Le ombre lunghe e la luce morbida compongono un tramonto anomalo per la riviera romagnola. Eh si perché in spiaggia ci sono solo lui, il mare accogliente e gli ombrelloni geometricamente distanziati. Se penso alla spiaggia di Marina di Ravenna di domenica, mi chiedo dove e quando abbiano girato questo spot estivo. “E’ un cinema, Elena” direbbe mio nonno. Si certo, è finzione, uno spot … poco verosimile, figurati se realistico!

Ma Proseguiamo, gli do fiducia. 

Stefano Accorsi indossa una giacca elegante. Pronunciando le parole sopra si volta e vediamo che sulle spalle capeggia la scritta “bagnino”. Dallo smoking al felpone brandizzato, come certi esponenti politici ci hanno già dimostrato, fa simpatia. La transizione tiktokiana trasmette il significato: “dal patacca all’umiltà ci metto un nanosecondo”. Lo spot dell’Emilia Romagna con Stefano accorsi si svela in tutta la sua umiltà. Umiltà grassa e autoreferenziale. Umiltà non vera: l’umiltà dei patacca, degli sbo*oni, dei boriosi ma simpatici appunto.

Cosa fare in Emilia Romagna: lo stesso racconto da oltre 70 anni

tre diversi Screenshot del Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi come da link ad inizio articolo sul canale youtube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo
Screenshot del video “Stefano Accorsi / Beati gli ultimi” come da link ad inizio articolo sul canale YouTube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo

Stefano accorsi procede a raccontare, sorridendo sornione, che c’è poco da esser patacca, l’ Emilia Romagna in realtà è “all’ultimo posto”

  • In tutti i “campionati di velocità a tavola” per colpa delle famose varietà di pasta e qualità di salumi 
  • Nel novero di persone con certezze incrollabili in quanto dediti assiduamente a cultura, arte e studio 
  • Nella fuga di cervelli; anche chi va altrove, ci assicura Accorsi, ritorna sempre in Emilia Romagna
  • Negli imprevisti in vacanza, visto che tutto è organizzato sempre a puntino 
  • Nella sana pigrizia, visto che qua c’è troppo benessere troppo sport, troppi divertimenti, troppe tentazioni. – Chiusura strategica eh, di questa lista. Perché alla seconda estate di pandemia, ritmata da lockdown, riduzione delle libertà personali, sedentarietà obbligata, la gente queste cosa le nota, orpo se le nota!-  

In sottofondo passano immagini di tortellini, polli e anziane azdore. Seguiti dai tiranti da 43 miliardi del ponte strallato di Piacenza, maestosi interni di teatri e biblioteche, faccione sorridenti, la ruota panoramica di Rimini, mountain bikes di chissà dove in collina. Insomma si manda in scena la solita rappresentazione di un’ Emilia Romagna tutta costa e mare, con un pizzico di città d’arte, un fiume di tortellini, salami e prosciutti, uno sputo di collina, poi fiumi di balli, notti folli e cotillon…Un filmino che gira instancabile dagli anni 50. 

Lo spot sull’Emilia Romagna, a questo punto, ci riporta in spiaggia, ad ascoltare Stefano Accorsi che racconta, il patacca: “benvenuti nell’Emilia Romagna più autentica“.

L’ Emilia Romagna autentica: esiste, non esiste? Io credo ci sia comunque anche altro

E a me vien naturale dire “Ecco, anche oggi l’Emilia Romagna autentica la raccontiamo domani”.

tre diversi Screenshot del Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi come da link ad inizio articolo sul canale youtube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo
Screenshot del video “Stefano Accorsi / Beati gli ultimi” come da link ad inizio articolo sul canale YouTube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo

Se guardi le campagne pubblicitarie della regione Emilia Romagna dagli anni 50 ad oggi, il filo conduttore è sempre lo stesso: divertimento, tentazioni di ogni tipo, cibo in quantità. Altri esempi? la campagna del 2019, che è finita persino in università per l’idea geniale di servire, tra prosciutti e mortadelle, anche una donna:

Foto della brochure EMILIA ROMAGNA A PARADISE FOR FOODIES. Foto a solo titolo informativo

O ancora la orribile campagna del 2015 di promozione della città di Rimini. Affidata all’artista Cattelan, costata 100.000 Euro, ebbe un unico successo: riunire tutti i sentimenti cittadini, a prescindere da prese di parte politica, in protesta contro la bassezza delle immagini. Ne scrisse anche l’ Artribune, qui il link all’articolo.

Foto da Aitrtribune, al link. Foto a solo titolo informativo

Forse, la grande novità sta nel nominare le città d’arte, i musei e teatri. Ma direi che sposta ben di poco la percezione finale. Anche considerando che di uno spot tanto lungo si tendono a ricordare solo l’incipit (in Emilia Romagna siamo un po’ sbo*oni) e la fine (troppo benessere, troppo wellness, troppo sport, troppi divertimenti troppe tentazioni) oltretutto, come ho spiegato poco sopra in questo mesto periodo di pandemia da Covid-19. 

Eppure da tempo siamo in tanti, in Emilia Romagna, a chiedere una narrazione più autentica. La nostra è una regione molto estesa che include una costa molto più lunga di Rimini, una pianura profonda in cui la provincia è molto più diffusa della città, aree collinari estese, parti delle quali con picchi di oltre i 1500 metri. La nostra realtà e ricca, complessa e variegata come la nostra geografia.

Estate in Emilia Romagna: la vacanza agricola

Mio figlio Pietro che gioca in un agriturismo didattico del cesenate;
Mio figlio alle scalate olimpioniche in un agriturismo didattico del cesenate

L’Emilia Romagna, dalla costa, attraverso tutta la pianura, su fino alle colline è agricoltura. La prima cosa che vedi, spesso con grande ammirazione, quando arrivi in regione è la distesa di campi, tutta in ordine, disegnata a squadra e righello. Quando plani sull’Aeroporto Marconi di Bologna, ottavo aeroporto italiano per numero di passeggeri, o all’aeroporto di Forlì, dall’alto vedi una immensa scacchiera verde di campi a frutteto e seminativo. La vacanza in Emilia Romagna è anche agricoltura. Visite in vigna, degustazioni di quanto viene prodotte nelle oltre 75.000 aziende agricole del territorio. E ancora: agriturismi, fattorie didattiche, luoghi immersi nella natura agricola del territorio. Importanti polmoni di panorami naturali e di esperienze che ci riavvicinano al contesto naturale.

E’ tanta la richiesta e tanto il bisogno dopo queste esperienze alienanti di reclusione nelle nostre abitazioni e per sostenere chi sta cercando di rispondere a queste esigenze serve una campagna pubblicitaria radicalmente diversa. Non credi?

Storia e cultura: non solo il teatro Verdi, i portici di Bologna o i mosaici di Ravenna: l’Emilia Romagna di pievi e castelli secolari

L'interno della cripta dell'antica Pieve di San Pietro in Sylvis a Bagnacavallo, lo Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi non parla del patrimonio pievale di Romagna
La meravigliosa cripta della Pieve di san Pietro in Sylvis a Bagnacavallo

La cultura millenaria della nostra regione è rappresentata non solo dai mosaici di Ravenna o dai maestosi teatri. Ad esempio il sistema plebano ha lasciato tracce in tutto il territorio affascinanti ed antichissime tracce. Sono, infatti, oltre 30 le pievi in Emilia Romagna, le più antiche delle quali risalgono al 500 (bada bene eh: 500 d.C. non 1500!!!) come la magnifica Pieve di San Michele Arcangelo a Santarcangelo di Romagna. Pochissimo si racconta di questa rete di edifici in cui è possibile ammirare non solo architetture antichissime ma anche fregi, cripte, altari, capitelli testimoni di oltre 1500 anni fa! Se non è un patrimonio questo!

Accanto agli ancestrali edifici religiosi, la Romagna vanta un numero incredibile di rocche, fortezze, castelli, torri di tutte le epoche, anche remotissime. Sono un centinaio gli edifici testimonianza di vita d’armi e di corte dal 1300 al 1500. Se vogliamo dare un paragone con un turismo storico affermatosi a livello mondiale, nella sola regione Emilia Romagna abbiamo 1/3 dei castelli della Loira. Anche questi sono un patrimonio turistico che stenta ad essere veramente valorizzato. Cosa che di certo non avviene facendo passare velocemente immagini anonime di castelli in un contesto audio-video che racconta di altro.

La natura dei parchi Nazionali, reginali, interregionali e riserve naturali 

In Emilia Romagna abbiamo ben 2 degli 8 Parchi nazionali del Nord Italia. Nel video passano veloci alcune immagini che vi rimandano. Ma andrebbero valorizzati in modo molto più intenso, secondo me. Si tratta dei 

  • Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: che si estende su 11 comuni, oltre 36.000 ha di colline e monti (il Falterona è alto 1659mslm) 
  • Parco Nazional e dell’Appennino Tosco Emiliano, che si estende su 16 comuni per oltre 26.00ha

A questi, che da sempre vengono lasciati come fanalino di coda della comunicazione turistica della regione, si aggiungono  1 parco interregionale, 14 parchi regionali, 17 riserve naturali e i 159 siti aree protette e di riequilibrio ecologico della Rete Natura 2000.

Puoi immaginare quanto impegno, ogni giorno, viene messo dalla popolazione in queste zone? Gli abitanti di questa densissima rete parchi ogni giorno vivono e lavorano per cercare di salvaguardare più di 2700 tipologie di piante e oltre 350 specie di animali vertebratii. Sono queste alcune delle cifre che possono aiutare a meglio comprendere la varietà e la biodiversità degli ecosistemi naturali in cui abitano. E comporta tanti sacrifici, perché costruire casa fare impresa o gestire un’attività turistica in un parco naturale è tutt’altro che semplice! A fronte di tutto questo, però, quando la Romagna vuole comunicare la Natura ci mette sempre una spiaggia, due dune e, come nello spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi, una generica collina attraversata da una mountain bike.

Si può fare di più, credimi.

La costa dei padelloni: la Romagna della frittura di acquadelle

Un padellone da Pesca, lo Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi non parla del patrimonio culturale autentico della regione Emilia Romagna
Un padellone a Marina Romea

La costa, il mare, la riviera romagnola non è solo spiaggia lunga, puntinata da ombrelloni maniacalmente ordinati. Perché l’ Emilia Romagna non ha il mare lì da solo, freestanding, che riluce sotto il sole di Riccione o la ruota panoramica di Rimini. Ma ha anche il delta del Po che raggiunge il mare. Esatto: quel delta melmoso, grumoso di acqua dolce che crea un ambiente particolarissimo salmastro e paludoso.

Si sente l’assenza, dal video di Stefano Accorsi sull’Emilia Romagna, delle incredibili strutture che si stagliano lungo il Delta e che ricordano quegli stessi fenicotteri che spesso si possono ammirare dalle loro finestre o patii. Sono i Padelloni, ovvero tipici capanni di pesca con rete a bilancia che rendono particolarissimo il panorama. Qui ci si ritrova, tra nugoli di zanzare che manco in Finlandia, a pescare affondando le reti e friggere direttamente il pescato in un padellone di olio bollente. Il pescato dei padelloni è composto in grande quantità dai latterini, le “acquadelle” appunto in dialetto romagnolo, che lo rendono unico.

Il racconto autentico di Romagna non affiora, non ancora.

Screenshot del video “Stefano Accorsi / Beati gli ultimi” come da link ad inizio articolo sul canale YouTube di Emilia Romagna Tourism. Questo screenshot è usato a solo scopo informativo

Eccoti un altro pezzetto di ‘Emilia Romagna autentica; quella che i romagnoli proteggono con le loro abitudini, col loro lavoro, con i propri ricordi e rielaborando nuovi modio per fare attività antiche. Senza fare i patacca, è vero, ma con tanta passione. E’ un pezzetto che non rappresenta la regione meglio o peggio dei portici di Bologna o della ruota panoramica di Rimini. Semplicemente è, esattamente come questi, parte del racconto. Ma fino ad oggi è ignorata. Sono convinta che finché non valorizzeremo il nostro territorio partendo da come viviamo e quello che facciano, finiremo sempre per raccontare una favola senza attrattività, anche se la chiameremo “l’Emilia Romagna più autentica”. 

Ne sono certa, le persone sono stufe delle pataccate. No?

elena resta, alias piadina story

E dire, che in questa seconda estate di pandemia da Covid-19, di confusione e messaggi contorti, sono certa che una campagna più attinente alla realtà più autentica del territorio sarebbe stata molto più efficace. Efficace a richiamare l’attenzione di chi cerca varietà e semplicità (vera) insieme, magari nelle visite alle aziende agricole. O un rapporto con la natura e con le persone provinciale, pertanto più diretto (non è questione di simpatia, dai, che di Emiliano-Romagnoli antipatici è pieno il mondo). O anche si, passione culinaria ma da ricercarsi anche nelle scuole di cucina che qui stanno aprendo proprio a favore del turismo. Vedremo se mai ci arriveremo.

Conosci l’Emilia Romagna più autentica, vuoi contribuire con altri esempi? Se non la conosci, ti piacerebbe visitare, vivere anche questo aspetto di Romagna? Fammi sapere cosa ne pensi, così il mio exploit polemico non sarà reso vano! 

Per Approfondire

Se sei interessato ad articoli sulla Romagna (Piadina Story si focalizza su questa metà della mela), ti lascio alcuni link. In generale in tutto il blog troverai piccoli acquerelli di Romagna autentica. Alcuni esempi:

Articolo creato 56

5 commenti su “Spot Emilia Romagna con Stefano Accorsi: anche oggi l’Emilia Romagna autentica la raccontiamo domani (forse)

  1. Mi sembra una comunicazione in perfetta ottica paretiana. Comunicare il 20% dell Emilia Romagna per racggiungere il 80% del pubblico.
    Una domanda su cui riflettere è: a chi spetta (e in che modo) far innamorare il 80% del pubblico del rimanente 80% dell Emilia Romagna?

  2. Guarda, ti anticipo già che il mio commento sarà spicciolo e banalotto ma pur sempre sincero: tu hai perfettamente ragione nel sostenere che l’Emilia Romagna sia molto di più tant’è che, vedendo lo spot, ho avuto i tuoi stessi dubbi e, mi sono risposta: è evidente che gli sponsor per il nostro Stefano, siano “accorsi” prevalentemente dalla riviera romagnola!

  3. Articolo divertente, ma sinceramente alla campagna abbrustolita in agosto preferisco Rimini. Scherzi a parte, credo che se non parli di Bologna, che offre tutto, il turismo straniero di massa non lo attiri. Se non offri il sogno di “ più pilu per tutti” (cit. Albanese) il turismo in spiaggia non ci viene.
    Poi certo c’è il turismo raffinato che ama i luoghi che proponi, scoprire borghi che nascondono sorprese e’ fantastico.
    Accorsi e’ il “patacca” giusto molto amato in Francia, stimato attore all’estero per alcuni film, e diciamolo unico vero bell’attore italiano di quell’età. Insomma, tu hai ragione ma io quando ho visto lo spot ho sorriso, bello lui, bella Bologna, bello il profumo di vacanza nella mia regione.

    1. Già, sicuramente la scelta fatta riflette le aspettative. Attore che piace molto alle donne (che nella fascia di acquisto medio-bassa sono quelle che decidono per le vacanze in modo più rilevante), luoghi comuni rassicuranti. Diciamo che, per cominciare a prepararsi agli anni che si stanno presentando, mi aspettavo una campagna più coraggiosa. Che cominciasse a presentare anche le formule di turismo diverse da quelle solite, che in Romagna stanno trovando tanti imprenditori coraggiosi. Aspetteremo. Il coraggio, in effetti, richiede molto tempo per essere apprezzato…e difficilmente si fa mainstream

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