Panorama di vigneto di collina in Romagna con su la scritta VINO NATURALE In Romagna

Bere vino vivo: il vino naturale è una scelta di autenticità

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Hai già sentito parlare di vino naturale, vero? Anche detto vino vivo, orange wine, sta diventando sempre più popolare. Negli ultimi anni il vino naturale sta passando da prodotto di nicchia per pochi intenditori a un concetto sempre più popolare. In Romagna, territorio dall’importante tradizione viti-vinicola, produrre vino naturale trova una diffusione, spesso tra i micro-produttori, che fa ben sperare!

Continua a leggermi: alla fine dell’articolo troverai il suggerimento di 2 cantine di vino naturale (+1) per bere romagnolo e naturale!

Vino naturale significato

Cosa significa vino naturale? I termini vino vivo, orange wine e vino naturale definiscono un prodotto ottenuto con pratiche di campo e di cantina che rifiutano il concetto di produttività a scapito della qualità.

Di base c’è il rifiuto della viticultura industriale, dell’abuso di prodotti chimici. I vini naturali nascono da vigne naturali. Si tratta di vigne ricche di biodiversità, curate senza l’utilizzo di trattamenti chimici e rispettate anche dall’assenza di pratiche di campo intensive. Chi fa vino naturale è consapevole che più biodiversità c’è in vigna, più la natura saprà proteggersi in autonomia (senza bisogno di trattamenti). Il che permette di mantenere il suolo in salute, fattore centrale per raccogliere uva sana e di buona qualità. Questa grande consapevolezza che guida i produttori di vino naturale ha un’altra importante conseguenza: il recupero e la valorizzazione di varietà antiche

Come si produce il vino naturale

Un vino vivo si ottiene attraverso una vendemmia a mano. La vendemmia viene fatta nel momento in cui le uve hanno raggiunto la maturazione perfetta (e non quando conviene alle cantine di conferimento). La vendemmia a mano permette una cura, nella selezione ed anche nel trattamento dei grappoli, che meccanicamente sarebbe impensabile raggiungere.

In cantina, poi, la fermentazione spontanea avviene senza interventi con additivi enologici o trattamenti aggiuntivi. Il risultato è un alimento ricco di profumi, aromi e colori che, col tempo maturano e cambiano.

Come riconoscere un vino naturale?

I colori dei vini naturali

Un vino naturale si riconosce innanzitutto dal colore, soprattutto per quanto riguarda i vini bianchi. Non per nulla è definito “vino arancione” (orange wine) proprio perché tende ad avere un colore carico e intenso.

I vini naturali bianchi hanno un colore giallo, a volte tendente all’arancione, intenso. I vini rossi naturali sono più opachi e tendono a dare riflessi ambrati per via dell’ossidazione.

In generale, i vini naturali sono più torbidi dei vini industriali o ottenuti con pratiche non naturali e a volte presentano il tipico “fondo” (ovvero una patina di solidi precipitati che si adagia sul fondo della bottiglia).

Gli aromi dei vini naturali

I vini naturali sanno di natura; l’assaggiatore esperto (ma non solo) saprà infatti riconoscere nel bicchiere le caratteristiche dei terreni (più o meno salini ad esempio) delle stagionalità e delle varietà stesse. I vini naturali hanno aromi molto intensi, che spesso vengono percepiti come aggressivi da coloro che non sono abituati a berne. Mancano totalmente del lavoro di “costruzione” del bouquet che contraddistingue i vini tradizionalmente prodotti dalla metà del secolo scorso ad oggi (ovvero da quando l’industria chimica ha dato sostegno all’enologia). Pertanto possono essere percepiti come troppo bruschi o sgarbati.

Vino naturale e ambiente

Negli ultimi 20 anni è stata fatta un’importantissima azione di recupero di varietà abbandonate, grazie proprio all’impegno dei vignaioli naturali. Questo, per un territorio come la Romagna, è fondamentale.

La Romagna, infatti, dalla seconda metà del secolo scorso si è distinta nella produzione di uva per la produzione industriale di vino. Il che significa varietà selezionate non tanto in base al territorio quanto alla resa ed economicità. Dagli anni ’60 ad oggi sono andate perdute, per questo motivo, molte varietà di uve.

Alcuni importanti esempi di varietà antiche recuperate proprio da che produce vino naturale in Romagna sono il Burson e il Famoso. Queste varietà sono state restituite al territorio dai viticoltori naturali, che hanno creduto nel territorio e nella sua autenticità.

Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano prima della vendemmia
e altre ancora sono rovinate da un cattivo viticoltore.
Non tutta l’uva fa il vino buono.

Wilbur Addison Smith

Vino naturale in Romagna: 2 cantine + 1

Sempre più piccoli (e spesso giovani) viticoltori cominciano a recuperare attività di cantina artigianali e naturali. Il vino vivo, vino naturale, pur restando una realtà di nicchia, sta cominciando a diffondersi in tutt’ Europa (con prevalenza in Italia, Spagna e Francia).

Chi mi conosce sa che resisto a poche che tentazioni: a quelle del bicchiere e della tavola non ci provo neanche. Lasciati dire che mi ritengo una vera e propria fonte autorevole, quando si parla di bere buon vino. E sento di essere una delle fonti più affidabili per quanto riguarda il bere vino naturale.

Quuindi, fidati: con queste 2 cantine romagnole di vino naturale + 1 emiliana vai sul sicuro!

Azienda Agricola Bragagni Andrea (Brisighella) – Vino Braghaus

Conosco Andrea Bragagni da oltre 20 anni, è uno dei migliori amici di mio marito. Grande amante dalla natura, da sempre, ha trasferito nella sua azienda agricola nelle colline di Brisighella (Ravenna) e nel suo vino l’essenza che lo contraddistingue. Predilige vitigni autoctoni del territorio come Albana, Sangiovese, Trebbiano e Famoso, antica varietà che sta contribuendo a riscoprire.


Il suo vino ha la mineralità dei terreni marnoso sabbiosi di Brisighella, unito ad una complessità che lo rende veramente entusiasmante. Io sono una grande fan del fantastico Braghaus: 100% Sangiovese, fermentazione e affinamento di due anni in cemento. Un vino elegante, ricco e avvolgente che sa scaldare qualsiasi momento.

Braghaus trasmette vibrante vitalità. E’ il mio vino della gratitudine. Come, cosa dici? Hai sentito parlare del diario della gratitudine ma non del vino? Ci sta; Andrea Bragagni fa vino e non scrive best sellers. Ma tu segui il mio suggerimento. Spegni telefono e pc. Versati un calice di Braghaus e siediti sui gradini di casa, questa sera. In silenzio. Per Lyumbomirsky,

Praticare la gratitudine significa riuscire a considerarsi fortunati

Lyubomirsky

Che è esattamente ciò che provi quando assapori un calice di Braghaus.

Azienda Agricola Dario Orlandini (Brisighella) – Vino Orlando

In Romagna, quando ero bimba, esisteva la credenza che alle donne piacesse il vino dolce. Io, invece, ho sempre amato il vino bianco e secco (nonna Maria, fan del Fragolino, questa cosa non l’ha mai approvata).

Per anni ho ricercato nei vini che bevevo l’esperienza emozionale del vino di mio nonno. Esperienza che ho ritrovato stappando il superbo Orlando, di Dario Orlandini. Trebbiano 100%, la lunga macerazione (di circa 6 mesi) restituisce un vino di grande complessità che appaga appieno. L’appagamento, si sa, può essere un’emozione inaffidabile. Tende a tagliare la corda così, all’improvviso, lasciandoci sgambettanti ed insoddisfatti.

Un calice di Orlando è come il silenzio carico di promesse dell’alba o come la manina morbida ed appiccicosa di tuo figlio che ti accarezza nel sonno: per un attimo la vita si ferma ed è perfetta così com’è.

Cantina Claudio Plessi (Castelnuovo Rangone) – Muntum

Bolle mille bolle… Avrei potuto non scrivervi di bolle? Io amo le bolle, come sa molto bene mio marito.

Un aneddoto: nel Gennaio 2019, affrontavo una delle riunioni più spaventose della mia storia di General Manager. Non pago di tutto ciò, il mio Saturno contro (o chi per lui) aveva deciso che i ladri che mi rubavano la plancia della mia macchina nuova fiammante sarebbero stati la ciliegina sulla torta di un periodo di m#@#a. Come dargli torto? Quando il concessionario mise in sicurezza l’auto, chiamai mio marito. Tra le lacrime di rabbia e stanchezza dissi soltanto “metti in fresco le bolle”. Trecento chilometri dopo, ero distrutta ma con in mano il mio bel calice di Muntun di Plessi.

Cantina emiliana (Castelnuovo Rangone è in provincia di Modena), Muntun è vitigno Montuni 100%. Bolle raffinate, le bolle del vino vivo, perfette per un brindisi (o anche due) che ti lascerà una bella sensazione di leggerezza elegante.

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Per Approfondire:

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12 commenti su “Bere vino vivo: il vino naturale è una scelta di autenticità

  1. Mi hai stimolata ad approfondire l’argomento per quel che riguarda il mio territorio, cioè il Veneto e in particolare le colline del Prosecco e le terre del Piave per i rossi.
    Non si può più continuare a fare a finta di niente, le alternative etiche ed ecologiche possibili ci sono. Grazie!

  2. I vini naturali sono tra quelli che preferisco scegliere da acquistare per casa e da offrire agli amici per un aperitivo. Fa bene a noi e all’ambiente!

  3. Un articolo molto chiaro, che rende molto più facile per noi consumatori di vino da supermercato la distinzione tra ciò che é naturale da ciò che non lo é. È incredibile, quanto lavoro e cura, serve per avere un bon vino completamente naturale.

  4. Il vino mi piace, ma ammetto tutta la mia ignoranza in materia. Non avevo la più pallida idea che il vino naturale bianco avesse un colore così aranciato essendo abituata alle bottiglie il cui colore é molto chiaro a volte tendente al trasparente con delle leggerissime sfumature sul giallino.

  5. Grazie per questo interessante articolo sull’orange wine. Non lo conoscevo affatto. Sono astemio ma apprezzo tanto questa iniziativa per i suoi impatti positivi. Si deve cambiare rotta… non solo in enologia. ciao wincento

  6. Come sempre i tuoi articoli sono un appagamento emozionale, e si leggono in un fiato. Però…c’è un però. Sono totalmente astemia. Quindi di vino non so proprio nulla. E pensa che i nonni paterni di mia mamma (astemia pure lei) producevano il vino, a Ziano. Mi raccontava che il mio bisnonno si alzava la notte per scendere in cantina e “ascoltare le botti, il rumore interno del vino” e so che alla vendemmia partecipavano tutti, ed era fatta a mano. Posso consigliare le cantine al mio papà che invece apprezza il vino buono. Dissento sul sedersi sui gradini di casa la sera in silenzio. A Milano non è possibile.

  7. Raramente si leggono articoli cosi ben scritti, con argomenti decisi e precisi, complimenti ho trovato il post davvero valido, mette in luce tante verità sulla produzione del vino, per quanto riguarda l’aspetto vero e proprio, si parla sempre più di cibo e bevande naturali, ma cosa si sta facendo davvero in merito? Ne sappiamo comunque troppo poco mentre dovremmo tutti informarci, ti ringrazio e di aver fatto luce su aspetti importanti, il cibo come il piacere di stare a tavola, sono importanti così come la nostra salute.

  8. Si parla sempre più di vino naturale e sempre meno se ne sa o meglio in effetti pochi sanno realmente cosa questo voglia significare. Detto ciò ringrazio davvero di cuore per averci fatto conoscere ciò approfondendo il significato di ciò amo acculturarmi per quanto concerne nel mondo food-drinks

  9. Dietro a un bicchiere di vino c’è davvero tanto lavoro e ancora di più se si tratta di vino naturale che io prediligo sempre Il mio motto è meglio poco ma buono

  10. Ma per me il vino naturale è quello che non ha solfiti per il mantenimento…..
    Chiedo….
    è Così?

    So’ di certo che chiamasi
    prodotto naturale quello senza aggiunta di chimica…e non quello di sola lavorazione manuale.

    1. Si, Daniele, esattamente. Il vino naturale prevede il rifiuto della viticultura industriale, incluso l’abuso di prodotti chimici. In cantina, poi, la fermentazione spontanea avviene senza interventi con additivi enologici o trattamenti aggiuntivi; i solfiti possono esserci (non sempre) ma a livelli molto contenuti.

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